COLPO DI FULMINE – Menzione di merito sezione “poesia inedita” a Iannozzi Giuseppe – Premio di Poesia e Letteratura Internazionale Antonia Pozzi

COLPO DI FULMINE

ANTOLOGIA VOL. 97

Iannozzi Giuseppe

menzione Paola Pozzi a Iannozzi Giuseppe per Colpo di Fulmine

COLPO DI FULMINE

in memoria di Cesare Pavese

Fu un colpo di fulmine, fu il tuo giovane piglio
ad accecarmi e ad abbandonarmi nella luce di te:
mi conquistasti come una cicatrice sulla pelle.
Mi lasciasti poi solo la tua improvvisa scomparsa.
Ed ero io tra le righe d’un libro, che avevo scritto,
mentre studiavo l’ultima mossa da fare in amore:
una morte annunciata nei sonniferi di Leucò.

Oh, non dire che non t’ho amata!
In sogno ho le colline e le strade di campagna,
il maggese e la chiesa abbandonata,
il cielo terso e le nuvole della tempesta;
tenevo la tua mano perché non mi abbandonassi
all’inutile incanto dell’intorno sognato
passo dopo passo, sguardo dopo sguardo.

Dalla tua luce fui segnato perché eri Constance
e non un’altra; e gli spruzzi delle tue efelidi
compagnia tenevano al mio cuore di sé stanco.
Ma perdono tutti e a tutti chiedo perdono
per questa solitudine troppo mia, troppo rossa,
perché potesse essere un po’ anche la tua.

Oh, non dire che non t’ho voluta!
Fu solo il buio totale, assoluto, dopo il fulmine,
il buio dei miei occhi accolti nella morte
a strapparmi al mito di te, giovane attrice!

Premio di Poesia e Letteratura Internazionale ANTONIA POZZI – Menzione di merito sezione “poesia inedita” per COLPO DI FULMINE di Iannozzi Giuseppe, poesia contenuta in DONNE E PAROLE (Sulle orme di Leonard Cohen).

BIONDE RISATE IN RIVA AL FIUME

Era tutto così bello
Il sole che picchiava forte
e l’erba alta verde e soffice
Fiori dappertutto,
nell’aria profumo di fragilità

Così coccolato,
fra le dita una ciocca bionda raccolsi
e scoppiasti tu subito a ridere
insieme al piccolo fiume
da noi così poco distante

Era d’oro quella ciocca
E il tuo volto felice
era estasi in un bianco sorriso;
fui così tentato,
così tentato di credere al divino

Arrossendo lievemente,
ti alzasti nascondendo le gambe
sotto la corta gonna
Fra le scomposte chiome degli alberi
prendesti a correre,
come braccata da una feroce felicità
Fino alla riva del fiumiciattolo ti portasti
In esso i nudi piedi calasti,
rabbrividendo un poco appena

Ti ero dietro
Affannato ammirai te
muover sicura i passi
Ridevi alzando spruzzi al cielo,
un calcio e poi un altro
– una bambina che vuol giocare

Rimasi, non so
per quanto tempo,
con quella immagine di te
nel cuore piantata
Poi fui costretto a esalare
l’ultimo respiro

SE UN TORTO

se un torto
non credere
non pensare
che io pronto
a dimenticare
in un tramonto

sensibile
alle lusinghe
ma
non stupido
fino
al punto che
non ti
restituirei
a te stesso
se un torto

ANGELO DI MORTE

Quando la morte viene
a ogni affetto, giusto e sbagliato, pone riparo
Così ci dissero gli amici e i nemici,
e noi, senza batter ciglio, gli abbiam creduto

Mille angeli ribelli piovvero giù dal cielo
con le loro arpe rubate a Dio,
ma uno era più bello di tutti gli altri
e non aveva né un’arpa né ali piumate

Mi hai dato la mano
e l’ho stretta io nella mia
affinché non potessi tu fuggire
In quel momento, di morte s’infiammò la luna
dietro a una tendina di negre nuvole
mentre la musica delle arpe ci prometteva
l’Inferno e il Paradiso nelle latebre riuniti
Ascoltammo le dita ribelli e angelicate
sulle corde pizzicate
e il silenzio di quell’angelo
senza niente in mano,
perché la morte quando viene per vivere
a ogni tormento e lamento pone riparo

Senza batter ciglio,
in un momento di non prevista luminosità
compresi che non sarei fuggito,
compresi la verità
perché la tua anima era in quell’angelo muto
Abbiamo così iniziato a dormire per sempre,
per sempre l’uno accanto all’altra

RONDINE, ALLORA È VERO

Rondine, allora è proprio vero che,
che hai dato via ogni mio affetto,
che hai scavato uno spazio bianco
e uno nero accanto ai fianchi
della giovinezza – spietata tenerezza

QUALE LA DIFFERENZA

Guarda questo mondo, poi guarda me
E dimmi quale la differenza, se c’è

Guarda, guarda com’è facile cadere
e rialzarsi sempre annegando lacrime
nella stessa pozza che ci ha visti
dentro al Tutto e al Niente

Guarda, guarda questo giorno
che non c’è, che non è
Eppure noi sediamo a un tavolino francese,
centelliniamo un succo amaro e uno dolce
dallo stesso bicchiere, dallo stesso amore

Guarda te, poi guarda me
E dimmi quale la differenza, se c’è

I.

Esco, oggi esco
Prenderò qualcosa che sia per me,
un giorno di sole e uno di pioggia
e una storia di venti caldi e freddi

Ho un appuntamento:
sotto l’Arco di Trionfo
aspetta un cuore pulsante
che è la vita mia, temuta
e da sempre bramata;
così credo che uscirò
a prendere quello che voglio,
nonostante i venti e i tempi
che all’improvviso cambiano

Esco, oggi esco
Vado a incontrare
il volto mio,
l’età che ha,
gli occhi e la bocca
in un raggio di sole,
in uno specchio
di acqua piovana

SOTTO I CIELI DEL NOSTRO AMORE

Tutti i cieli urlano il tuo nome
attraverso la mia voce
Sono lontano mille miglia
dall’amore e dall’odio
Ma è nell’aria il tuo sapore
che non so dimenticare

Che ci posso fare? Davvero non ricordi
che sono semplicemente un uomo?
Davvero non puoi capire
che ogni respiro, che ogni sospiro
che tiro a campare è solo per te?

Tutti i cieli urlano il tuo nome
Ci ricordano l’uno all’altra
com’eravamo belli abbracciati al sole,
sotto la pioggia delle nostre lacrime

Tutti i cieli urlano che non è giusto
che l’amore nella pioggia del tempo
si sia perso

Lo sanno tutti, tutti lo sanno
che lo devo a te se sono un uomo,
a te che hai dimenticato la bellezza
delle domande senza risposta,
senza pietà

Tutti lo sanno
che eravamo una preghiera in cielo
Lo sanno tutti
che eravamo vuoti a perdere, felici
di nasconderci sotto le lenzuola della luna
E’ per questo
che i cieli urlano ancora il tuo nome
E come sempre ogni mattina ha il tuo sapore
che si spande al di là di ogni lontananza

Siamo sotto i cieli del nostro amore
Lo sanno tutti, tutti lo sanno che è così
Che l’amore nella pioggia del tempo
si sia perso?
Siamo sotto i cieli d’un’assurda tenerezza
Lo sanno tutti, tutti lo sanno che è così
Che l’amore nella pioggia del tempo
si sia perso?

Siamo sotto i cieli del nostro amore
Lo sanno tutti, tutti lo sanno che è così
Davvero non ricordi
che sono semplicemente un uomo?
Siamo sotto i cieli d’un’assurda tenerezza
Lo sanno tutti, tutti lo sanno che è così
Che l’amore nella pioggia del tempo
si sia perso?

Sono lontano mille miglia…
dall’amore e dall’odio
Sono lontano mille miglia…
dall’amore e dall’odio
Sono lontano dall’amore e dall’odio…
dall’amore
Sono lontano dall’amore e dall’odio…
dall’amore

Siamo,
siamo sotto i cieli del nostro amore…

MOSTRO D’INCHIOSTRO

Disteso rimango a far avara poesia,
come mostro verde d’invidia
L’infinito sudo e l’ultimo suo vagito
nel fiato mio che alla lingua si sposa

Son brutto assai – lo riconosco –
e solamente vorrei lo stagno mio
e lì affogare il nero inchiostro
che sta dentro al dispiacere mio

Per l’amor che ti porto,
nel salotto dalle pareti scrostate
rimango invece come sono;
e m’addormento sognando te,
il volo e l’occhio del regal falco

ANGELICA

Così se oggi ancora credi in Dio
mettilo un po’ da parte
Bene o male,
fra danni convinzioni e illusioni
ha già fatto la sua maledetta parte

Così se oggi ancora credi
chiedi al tempo un attimo
Non credere sia stato facile
distribuire pani e pesci ai tanti:
anch’io sono stato un Sacripante,
un questuante,
e un innamorato anche

E come uno stupido ho avuto
quel che per forza ho poi avuto
E come un annegato ho bevuto
Così se oggi ancora credi in Dio
non gettare troppa colpa su me
La verità era già là, era già là

La verità era già là, era già là
Fra danni convinzioni e illusioni,
nell’ingrata parte d’un angelo caduto
a modo mio ho fatto detto e dato
sempre a metà, sempre a metà

LE TUE GAMBE

Tu non sai: ho sognato un mondo d’amore
di tette al vento, di volti gentili aperti al sole
L’erba alta sfogliata dalle carezze degli amanti
in cerca d’un filo d’ombra prima di fare all’amore;
e alberi frondosi, verdi, carichi di fiori
che domani saranno frutti maturi succosi

Tu non sai: ho sognato un mondo
Quelle labbra, oh quelle labbra sì rosse
che a morderle illanguidiscono l’anima;
la tua bocca così dolce, rifugio di baci,
e la mia mano sul tuo nudo volto
a sfiorar con la punta dell’indice
l’incertezza tua sospirata a metà
prima di darti all’ardore della lingua mia,
mentre già scivola la sinistra lungo le gambe
nude in bellezza, dal calore di dio baciate

TRA PENSIERI E SOGNI

Mi spancio
all’ombra d’un salice piangente
spogliando il giallo d’un crisantemo,
cercando l’illuminazione
fra le ombre e il frusciare del vento,
nel mezzo dell’erba alta carezzata
e subito piegata; non una nota risuona,
l’intorno si allarga, valica montagne
ricordi e donne; resiste il pensiero
che sono vivo, ed allora dormo,
spengo l’essere vigile, affronto il sogno.

SACRIFICIO

Nell’amore avete confidato
e nella sua fossa siete caduti,
come tutti
Che c’è di nobile
in un simile perire?
forse la gloria del sacrificio
di chi per un amante ha tutto speso?
E ditemi, avrà mai qualcuno
memoria di chi siete voi stati?
Ditemi, se un anelito di sincerità
ancor resiste nella vita
che fredda si fa nella bocca ansimante,
così che possa scrivere sull’algido avello
epitaffio gentile che non sia uguale
ai già tanti milioni nell’oblio sepolti

COSÌ FATALE

Non tradire mai
Gesù piange
Non tramare contro
Troppo vecchio Dio
per aver occhio!

Così fatale, così fatale!
Non pensavo
d’incontrarti ancora
La strada è la strada,
ogni povero diavolo la corteggia
masticando buio e coraggio
Così fatale, così fatale
Sapevo d’averti persa
prima che il destino
ci mettesse lo zampino

Così fatale, muore Gesù
senza lacrime,
senza disperate urla
in dono per il cielo,
per i pochi ai suoi piedi
Nudo e crudo muore
sotto un cielo che partorisce
grasse nuvole nere,
come il culo del diavolo nere
E in eterno uguale rimane
questa mia breve poesia

Come il culo del diavolo
così fatale, così fatale…

ASCOLTO I NERI PENSIERI

Con mute orecchie
ascolto i tuoi pensieri,
ma sordida m’è la bocca
che la tua desidera sposare
senza ritegno alcuno
Ho forse colpa
se l’udito mi difetta,
se gli occhi guardano
su abissi di tenebre,
se le labbra non amano lo spirito
ma la carne solamente?

Creatura della Notte,
amo l’Impossibile
e per questo i Nani
m’hanno spinto alla gogna:
anelano a cavarmi
di bocca il sogno,
il sogno mio
che ancor gode in stato fetale
Col forcipe in mano
se la ridono della grossa,
lasciando la lingua schioccare
contro il palato, in sé scavando
dell’aborto l’infame imago
Mai e poi mai risposta troveranno
al desio loro: per quanto grande esso sia,
pur sempre frutto di nani maligni
il cui cuore peloso e puzzolente
uguale al buco del culo delle scimmie

Creatura della Notte,
soltanto ti chiedo di prepararti;
la prossima volta
che sarò nudo ai tuoi piedi
sarà perché maturo è il tempo
Non uno si salverà
dopo il nostro accoppiamento,
non uno potrà dire d’aver avuto il tempo
di vedere la Fine del Mondo

CORVI DEL DESTINO

Miei corvi, ali nere senza riposo,
volate, sopra le nubi volate,
sulle nude carogne nei deserti
e nelle città abbandonate scagliatevi
e delle putrescenti carni
integro non lasciate un brano

Venuto è il tempo che aspettavamo
in cima alla Torre di Babele
con bocche mute e impazienti
E’ venuto il Giudizio e non uno
troverà pietà o verità adesso
che l’oggi è senza un domani
per destino

Negri miei orrori, rendete la Ragione
alla pazzia del Re che vi ha nutrito

MAESTRO, INSEGNAMI

Maestro,
insegnami la distanza
fra me, la lentezza e l’infinito;
insegnami come e dove
l’amore arriva e non arriva

Maestro, insegnami,
insegnami
a non essere controfigura
dell’ombra che i piedi
a ogni ora mi morde

Insegnami
a non essere
segnato e sognato

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in amicizia, amore, arte e cultura, attualità, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, libri, libri di Iannozzi Giuseppe, libri di poesia, passione, poesia, segnalazioni, società e costume e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.