Il coraggio di un Re – Nadia Fagiolo consiglia “Donne e Parole” – Acquistalo dall’autore a soli 8 Euro (spese di spedizione incluse)

IL CORAGGIO DI UN RE

Nadia Fagiolo consiglia “Donne e Parole”

di Iannozzi Giuseppe

Donne e parole - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario - 2a edizioneAcquista la tua copia dall’autore a soli 8 Euro, spese di spedizione incluse

Nadia Fagiolo consiglia DONNE E PAROLE: Beppe l’ho conosciuto qui, su Facebook, quattro anni or sono. Inizialmente sono stata incuriosita dalla sua scrittura. Metti un like oggi, mettine un altro domani, e poi ritrovalo in WordPress… Be’, siamo diventati amici. Amici virtuali, s’intende, ma un giorno forse ci incontreremo, chissà… Però, ogni tanto può pur capitare che questo genere di amicizia nasca sincera.
Detto questo, che non c’entrerebbe niente, DONNE E PAROLE, di cui ovviamente possiedo una copia e che consiglio con successo anche in libreria, è un libro grande in tutti i sensi. È denso di sottili emozioni, di realismo, di contrasti, di sogni e poi di delusioni. Io lo definisco agrodolce, proprio come è la vita. Posso dire, senza esagerare, che è una perla nel suo settore, però è semplice, è immediato, è davvero alla portata di tutti.

E NO, io non vi chiedo di acquistare a soli OTTO Euro (comprese di spese di spedizione) questo bellissimo e interessante libro di poesie. Non lo faccio! Anzi, non comperatelo. Non comperatelo perché, al prezzo di tre gelati, potreste rischiare di sognare, o anche di pensare. E le poesie sono oramai fuori moda, si trovano anche gratis, online. E poi, ma chi è ‘sto cavolo d’un Iannozzi Giuseppe?
Ecco, accontentatevi, accontentatevi pure di altro, e i vostri OTTO Euro usateli per un paio di birre fresche, che qui, oggi, si muore davvero di caldo!

Eddai, suvvia, non provate e non sostenete un ottimo autore e la sua grande voglia di scrivere, che poi significa CONDIVIDERE (o essere solidali).
La mia opinione tanto non vale niente, e questo lo so.

Grazie. Ciao!”

Nadia Fagiolo – libraia e scrittrice

IL CORAGGIO DI UN RE

Perdere
perdere l’appoggio
d’un Re, del suo coraggio

Perdere
le briglie sciolte
del regal cavallo pazzo

Perdere
il senno e il sonno
per orgoglio
per smania di protagonismo

Grave
grave sì
perdere l’ignuda spada
il pugno duro d’un Re
sulla Tavola Rotonda

Per quanto invaso dalla pazzia
il nobil sangue mai
si piegherà al ferro oppressore

Perdere
perdere il favore del Re
Meglio per voi sarebbe stato
se aveste persa la vita
in campo aperto
faccia a faccia
Che mai ve ne farete ora
di tutto quel vil fiato
nelle budella conchiuso?

Chi perde
del Re il favore
tutto perde,
in un sol colpo
la stima et l’amistà

VENT’ANNI FA UN COGLIONE

Vent’anni fa un coglione
E sì, ci tornerei indietro
a fare quegli sbagli che poi,
a ben guardare, son gli stessi
di oggi – ma d’argento vestiti
Vent’anni
e sentir il mondo in mano
anche se, a ben guardare,
non è per niente vero
Le birre le reggevo però bene;
e la testa non sballava quasi mai
e le donne ridevano serie
quando il mio naso affondava
nelle generose loro scollature;
volava poi un ceffone o due,
e insieme a loro ridevo pure io
Già, vent’anni fa un coglione:
spiavo in ogni angolo di strada
e fra i filari d’uva mi perdevo
per raccogliere acidi rosari,
una bestemmia e un dolore
che avrei presto dimenticati
A ben guardare, quegli anni
lontani adesso li sento, ancor
uguali a un cerchio alla testa
che non se ne vuole andare!
Così credo che quegli anni
siano cambiati poco o niente,
forse solo il loro colore
agli occhi della gente però
che ancor m’incontra
e a tratti mi riconosce
o fa finta di niente
proprio come nei vent’anni

(da Donne e parole – di Iannozzi Giuseppe – Edizioni Il Foglio)

woman in chains

MI RICORDO DI TE

Mi ricordo di te
Dei tuoi occhi
così abbandonati
nei miei
ma così abbottonati
ogni volta
che ti chiedevo
qualcosa in più
Ricordo
che dicevi
che gli amori
sono rondini
che muoiono
su i loro rami
Ricordo
quando sbattesti
la porta in faccia
a me e al destino
Ricordo
ogni cosa
Ricordo
ogni lacrima e sorriso
Ricordo l’epitaffio
che il poeta scrisse
sul nostro amore
troppo giovane
troppo maturo
Tutto questo ricordo
e non me ne faccio
una ragione
anche se questo inverno
– lo devo ammettere –
rompe forte
il culo ai passeri

(da Donne e parole – di Iannozzi Giuseppe – Edizioni Il Foglio)

DOMANI SARÒ UN ALTRO UOMO

Domani sarà un altro giorno,
domani sarò un altro uomo,
non migliore, non peggiore
Domani sarà il Sole o la Luna,
che nessun mortale potrà giudicare

Domani avrò un mazzo di rose,
domani sarò un lama di coltello,
o di luce, sarò vivo o morto
Non fa differenza,
perché tu mi dirai che,
che hai pianto per me,
così tutto tornerà a posto

Non guardarti intorno,
non è difficile:
qui si battono i cucchiai,
si disegnano svastiche
E qualcuno ci rimette la pelle
E qualcuno smette d’usar le palle
Non guardarti intorno
solo per pensarmi in prigione,
perché domani sarà un altro giorno
E qui, qui è sempre uguale
Il sole non attraversa mai
le sbarre della cella
E la luna non accarezza mai
le lenzuola che dormo

Ho una Vecchia Bibbia
che mi tiene compagnia:
me la racconta
un vecchio Matusalemme
destinato al braccio della morte,
ma non ci credo
che morirà veramente
C’è il Pazzo Nazista
che blatera arianesimo,
ma è qui e serve pure lui
a ricordarmi
che fuori non è meglio
di questo mio stare dentro
Però domani sarà un altro giorno
E busserò alla tua porta
rompendo il tuo pianto
E prima incontrerai le rose in dono,
poi la mia faccia
Non guardarti intorno
solo per pensarmi in prigione
Non guardarti intorno
solo per pensarti sola e abbandonata

Ti dico che,
che domani sarà il nostro giorno
Evaderò, in qualche modo evaderò,
in orizzontale o sulle mie gambe,
ma non avrai un uomo piegato
al tuo fianco
E tu mi dirai che,
che hai pianto per me,
così tutto tornerà a posto

Domani sarà un altro giorno,
domani sarò un altro uomo,
non migliore, non peggiore
Domani sarà il Sole o la Luna,
che nessun mortale potrà giudicare

Domani sarà un altro giorno,
domani sarò un altro uomo,
non migliore, non peggiore

(da Donne e parole – di Iannozzi Giuseppe – Edizioni Il Foglio)

COLPO DI FULMINE

in memoria di Cesare Pavese

Fu un colpo di fulmine, fu il tuo giovane piglio
ad accecarmi e ad abbandonarmi nella luce di te:
mi conquistasti come una cicatrice sulla pelle.
Mi lasciasti poi solo la tua improvvisa scomparsa.
Ed ero io tra le righe d’un libro, che avevo scritto,
mentre studiavo l’ultima mossa da fare in amore:
una morte annunciata nei sonniferi di Leucò.

Oh, non dire che non t’ho amata!
In sogno ho le colline e le strade di campagna,
il maggese e la chiesa abbandonata,
il cielo terso e le nuvole della tempesta;
tenevo la tua mano perché non mi abbandonassi
all’inutile incanto dell’intorno sognato
passo dopo passo, sguardo dopo sguardo.

Dalla tua luce fui segnato perché eri Constance
e non un’altra; e gli spruzzi delle tue efelidi
compagnia tenevano al mio cuore di sé stanco.
Ma perdono tutti e a tutti chiedo perdono
per questa solitudine troppo mia, troppo rossa,
perché potesse essere un po’ anche la tua.

Oh, non dire che non t’ho voluta!
Fu solo il buio totale, assoluto, dopo il fulmine,
il buio dei miei occhi accolti nella morte
a strapparmi al mito di te, giovane attrice!

(da Donne e parole – di Iannozzi Giuseppe – Edizioni Il Foglio)

LE DONNE E I GIORNI

Ascoltami adesso che ho un pianto
che non vuol venire. Ascoltami
adesso: non ho niente di particolare
da dirti, sol ho un canto d’osteria
che spinge il cuore a ubriacarsi
d’un po’ di malinconia, di rosso vino.
Le donne trascorrono come i giorni
e ogni nuova alba si fa più dura
da sopportare. Così, sol ti chiedo
di ascoltarmi adesso che non ho niente
di particolare da dire: fuori il vento
continua a bisbigliare e qui dentro
continuo io a cantare. Ascoltami,
ascoltami adesso che ancor so vivere
abbozzando un mezzo sorriso, perché poi,
a mattino fatto, potrò io sol continuare
a stare insieme ai miei giorni malati.

(da Donne e parole – di Iannozzi Giuseppe – Edizioni Il Foglio)

BELLA MIA

Baci, Bella mia
Io vado via
Non lo so dove
Dove andrò
non lo so
davvero

Non ho un’amante,
ho in tasca niente
così puoi star sicura
che non ti tradirò

Davvero però
non lo so
per dove passerà
questo lungo treno
d’affamati ammazzati
Toccherà città
e al di là di esse
infine si porterà
Questo immagino
e non lo vorrei,
Bella mia

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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