Grande attualità e Storia nel romanzo di Lidia Popolano – Come l’impronta di un quadro (96 rue de-La-Fontaine Edizioni) – recensione di Iannozzi Giuseppe

COME L’IMPRONTA DI UN QUADRO

Grande attualità e Storia nel romanzo di Lidia Popolano

Iannozzi Giuseppe

Lidia Popolano -Come l'impronta di un quadro

Come l’impronta di un quadro di Lidia Popolano (96, Rue de-La-Fontaine Edizioni) è, sostanzialmente, un romanzo di memorie (storiche). Due sorelle, passando al setaccio i quaderni che la madre ha lasciato loro, scoprono qualcosa di più sulla donna che le ha messe al mondo e che, in verità, non hanno mai realmente conosciuto sino in fondo.
Come l’impronta di un quadro è studiato per essere, al contempo, zibaldone di epistole e di eventi narrati in prima persona, in uno stile piuttosto asciutto ma non per questo scevro di forti sentori emozionali.

Lidia Popolano entra nel 1937, quando il fascismo era all’apice, quando Benito Mussolini era adorato (da molti venerato quasi come un dio sceso in terra). Lina, protagonista principale del romanzo, legge i diari della madre, li legge nel tentativo di comprendere una donna, una donna tanto fragile quanto caparbia e impossibile. Dai diari della madre, Lina non può non rendersi conto che sua madre fu una fascista convinta; i quaderni che Lina compulsa sono ricchi di aneddoti, di vicende, e però qualcosa non torna, sembra infatti che la donna, scrivendo, abbia inventato di sana pianta molte cose. Lo stile dei diari è, volutamente, ridondante e circonvoluto, questo per restituire una maggiore veridicità alla storia narrata.
La sorella di Lina, Lisa, non sembra granché interessata ai diari della madre, Lina invece si lascia conquistare dalle memorie della madre Anna, quelle di una donna minuta che buttava giù fiumi d’inchiostro, pur non essendo affatto una buona penna. La giovane Anna scrive a una amica – che forse è esistita soltanto nella fantasia di Anna – Eugenia, di cui si sa soltanto quello che Anna scrive, talvolta lamentandosi di non ricevere da lei notizie. Nonostante lo scarso interesse per i diari di Anna, Lisa è una sorella che sa preoccuparsi: “Lisa mia, sai sempre ripescarmi per i capelli quando il gorgo mi trascina giù… Sei preoccupata per me, perché ho portato a casa i diari. Non trovi il coraggio di dirmelo apertamente, ma te lo leggo nel pensiero, nei silenzi, nelle chiacchiere che girano intorno.”

In Come l’impronta di un quadro, pagina dopo pagina, scopriamo brandelli di Storia, di quella più sotterranea e, spesse volte, taciuta per paura o per troppo pudore. Anna, la madre di Lina e Lisa, non c’è più, ma ci sono i suoi quaderni e c’è la sua casa con le sue pareti e con i suoi quadri. Nel bene e nel male, Anna ha lasciato alle figlie un mistero da dipanare, quello della sua identità legata a doppio filo al suo proprio tempo storico; il destino ha voluto che lei, Anna, finisse impelagata dentro a troppi ideali dannunziani e mussoliniani, ma di ciò non le si può fare colpa, certo che no.
Con il suo ottimo romanzo, Lidia Popolano ci consegna molti spunti sui quali riflettere, e tutti di grandissima attualità.

Lidia Popolano è nata a Trapani ma dal 1974 vive a Roma, dove si è laureata all’Università “La Sapienza”. Alterna l’attività creativa all’insegnamento. È autrice dei monologhi teatrali Di notte per i vicoli di Roma antica e Di notte per i vicoli di Firenze antica, messi in scena dal 2007 al 2013, nell’ambito dell’Estate Romana e dell’Estate Fiorentina, quali itinerari narrati, recitati e accompagnati da musica dal vivo. Ha scritto inoltre due raccolte poetiche, ancora inedite, e una di racconti brevi.
Il romanzo Come l’impronta di un quadro è risultato nono nella classifica di gradimento dei lettori al concorso BigJump-Rizzoli 2014, nella categoria romanzi storici. Del 2017 è il premio al 5º Concorso “Città di Gravellona Toce” Emozioni di Donna.

Come l’impronta di un quadro – Lidia Popolano – 96 rue de-La-Fontaine Edizioni – Collana: Italia ’61 – Anno edizione: 2017 – Pagine: 112 – EAN: 9788899783778 – Prezzo: 12 Euro

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Grande attualità e Storia nel romanzo di Lidia Popolano – Come l’impronta di un quadro (96 rue de-La-Fontaine Edizioni) – recensione di Iannozzi Giuseppe

  1. farfallapurpurea ha detto:

    Mi sembra molto interessante.
    Complimenti per la bella analisi 🙂

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Quello di Lidia Popolano è un ottimo romanzo, non c’è che dire. Un romanzo coraggioso che fa il punto sulla condizione femminile all’interno di un particolare e difficile contesto storico e non solo, come credo d’aver ben spiegato nella recensione. Senza né se né ma, è questa una lettura obbligata per quanti hanno oggi voglia di conoscere meglio e più da vicino la Storia, come si viveva sotto Mussolini e come una donna si doveva comportare.

    Grazie per l’apprezzamento. D’altro canto sono un professionista, e forse questo gioca un po’ a mio favore. 😉

    A presto.

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