ALLEN GINSBERG, POETA-PROFETA DI IERI, DI OGGI – Non finché vivo. Poesie inedite 1942-1996 (Il Saggiatore) – recensione di Iannozzi Giuseppe

ALLEN GINSBERG, POETA-PROFETA DI IERI, DI OGGI

Non finché vivo. Poesie inedite 1942-1996

Iannozzi Giuseppe

Allen Ginsberg - Non finché-vivo - poesie-inedite- Il Saggiatore

Possiamo oggi dire che Allen Ginsberg è il primo e il più grande Poeta della Beat Generation  e di quel modernismo poetico che esplose dopo gli anni Cinquanta. La poesia – quasi sempre urlata e mai pacata, urlata con voce cancerosa impastata di jazz, nicotina, peyote – di Allen Ginsberg è molto superiore a quella di Jack Kerouac, e questo perché Ginsberg sulla poesia ci lavorava, e non si stancava mai di rivedere i suoi scritti. Ginsberg non era quel tipo di poeta che lasciava che la poesia fosse il semplice parto di una ispirazione improvvisa, nata per caso. Jack Kerouac, ottimo romanziere, pensava invece che la poesia dovesse essere scritta e non rimaneggiata, perché, per lui, soltanto l’ispirazione nata sul momento era giusta e in qualche modo veritiera. La poesia di Kerouac non è affatto perfetta: suscita emozioni, certo che sì, ma è rappresentativa di un movimento culturale e in esso rimane, per così dire, (parzialmente) prigioniera.

Attraverso le sue poesie, più di chiunque altro, Allen Ginsberg ha ritratto l’America, ha denunciato l’America e i suoi sporchi affari, gli stessi che ancor oggi vengono portati avanti da uomini senza alcuna coscienza. La poesia di Allen Ginsberg non conosce censure, non ne conosce perché è il poeta stesso ad aborrire l’idea, fosse anche passeggera, di autocensurarsi.

Allen Ginsberg - 1979Allen Ginsberg nacque a Newark (New Jersey) da una famiglia ebraica. Suo padre era poeta e professore di liceo, mentre la madre, Naomi Livergant Ginsberg, non godeva purtroppo di buona salute, era infatti affetta da una malattia psicologica che nessuno riuscì a comprendere appieno. La malattia della madre, la sua sofferenza, la sua instabilità segnarono in maniera profonda il giovane Allen, che, nel corso degli anni, parlerà della madre in tante e tante poesie, sempre con affetto e con rabbiosa-rassegnata disperazione.
Sul finire degli anni Cinquanta, Allen strinse amicizia con Jack Kerouac e William S. Burroughs. Ma qualcuno si indispettì, perché Allen venne ritenuto il “leader” della Beat Generation; è dunque doveroso sottolineare che mai e poi mai Allen si disse leader del movimento Beat. A ogni modo, sin da subito, Allen Ginsberg, grazie a lavori giovanili di massimo spessore quali Howl and Other Poems (1956), Kaddish and Other Poems (1961), Reality Sandwiches (1963), dimostra che il suo fare poesia ha sì qualcosa che lo lega alla Beat Generation, ma non in maniera così sostanziale, definitiva. Per tutta la sua vita, fino alla fine, Ginsberg scrisse poesia. Il suo modo di fare poesia era, nello stesso tempo, semplice e articolato: partendo da uno scritto in prosa, Allen lo traduceva, con non poca passione, in veri e propri versi, sempre urlati e mai addomesticati.
È fuor di dubbio che la poesia di Ginsberg subì il fascino del jazz (del suo ritmo e delle sue cadenze); e fu non poco influenzata dal modernismo, oltreché da una non mai rinnegata fede Buddhista contaminata dall’Ebraismo.
Allen Ginsberg collaborò anche con Bob Dylan per l’album Desire (1976, Columbia Records); in realtà la collaborazione del poeta con Dylan iniziò ben prima, già negli anni Sessanta per la realizzazione del famoso video Subterranean Homesick Blues.

Allen Ginsberg, anche se non ci sarebbe bisogno di sottolinearlo, rimane il più attuale e il più grande poeta-profeta americano, dal quale ognuno di noi ha davvero molto da imparare. I mali di ieri sono gli stessi che affliggono la società di oggi, proprio gli stessi: questo e molto altro lo possiamo capire leggendo gli urli jazzati di Allen, e non è davvero poco.

Non finché vivo. Poesie inedite 1942-1996 di Allen Ginsberg, edizione a cura di Bill Morgan, prefazione di Rachel Zucker (traduzione di Leopoldo Carra, Milano, Il Saggiatore, 2017) raccoglie buona parte di quelle poesie che l’autore non pubblicò quand’era ancora in vita, o se sì, su qualche rivista.
Non finché vivo. Poesie inedite 1942-1996, ovviamente, accoglie una ben documentata sezione relativa alle fonti di tutti i testi, una per tutte le referenze fotografiche e una con delle ottime e più che mai fondamentali note di lettura.

(Due poesie da Non finché vivo. Poesie inedite 1942-1996 di Allen Ginsberg, edizione a cura di Bill Morgan, prefazione di Rachel Zucker; traduzione di Leopoldo Carra, Milano, Il Saggiatore, 2017.)

La guerra è magia nera

La guerra è magia nera
Fiori sulla pancia per Nord e Sud Vietnam
nessuno escluso.
Stop alla guerra umana.
L’ipnosi del nome e la paura sono
Il nemico – vattene Satana!
Accetto l’America e la Rossa Cina
Nella razza umana.
Madame Nhu e Mao Tse-tung
Sono sulla stessa barca di carne.

San Francisco, 30 ottobre 1963

Sognato Carl Solomon

Incontravo Carl Solomon.
«Come ce la si passa nell’aldilà?»

«Esattamente come in manicomio.
Te la cavi se rispetti le regole. »

«E quali sono le regole?»

«Prima regola: Ricordati che sei morto.
Seconda regola: Comportati da morto.»

1996 ca.

Il Saggiatore

Non finché vivo. Poesie inedite 1942-1996. Testo inglese a fronteAllen Ginsberg – Traduttore: Leopoldo Carra – Editore: Il Saggiatore – Collana: La cultura – Pagine: 378 – ISBN: 9788842822981 – Prezzo: € 28,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in ACQUISTA, ACQUISTA DALL'EDITORE, ACQUISTA ONLINE, arte e cultura, attualità, consigli letterari, critica, critica letteraria, cultura, editoria, Iannozzi Giuseppe, libri, libri di poesia, poeti, recensioni, scrittori, società e costume e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.