Tra Calvino e Buzzati l’esordio di Andrea Esposito con “Voragine” (Il Saggiatore) – recensione di Iannozzi Giuseppe

Tra Calvino e Buzzati l’esordio di Andrea Esposito

VORAGINE

di Iannozzi Giuseppe

Voragine - Andrea Esposito - Il SaggiatoreI fantasmi sono il nostro primo nemico, il più grande e pericoloso. Andrea Esposito esordisce con il romanzo Voragine (Il Saggiatore, 2018), un romanzo di formazione ambientato in un  tempo e in un luogo non definiti con dei banali e superflui nomi. Sappiamo però che siamo nei pressi della periferia romana.
Da subito l’aria che si respira è claustrofobica: Giovanni, protagonista principale della storia di Andrea Esposito, vive e cerca di sopravvivere in un mondo che, giorno dopo giorno, si sbrana da sé. Le atmosfere dipinte dall’autore con pennellate secche e precise, senza mai dar corpo a delle perifrasi, a grandi linee potrebbero ricordare al lettore certi paesaggi kafkiani, ma di più certi deserti post-apocalittici tipici di Richard Matheson e H.P. Lovecraft; e poi c’è una buona dose di magma narrativo la cui connotazione è di chiaro stampo surreale, un guardare al mondo così come faceva Dino Buzzati.

Giovanni ha un fratello più piccolo che muore presto per colpa di una malattia. Giovanni resta insieme al padre che poco a poco impazzisce del tutto. Il padre è un’ombra in carne e ossa, è in realtà un essere non comprensibile. Sin tanto che è in vita mette in piedi sculture fatte di materiali di scarto e tutte impossibili da decifrare. Il padre muore e arrivano i suoi fratelli che incontrano Giovanni. Non è un incontro felice, Giovanni viene sbattuto fuori da quella che sino ad allora era stata la sua casa. Suo malgrado è costretto a vagabondare nel mondo, in un mondo che giorno dopo giorno si scioglie dentro a una pazzia collettiva. Giovanni si aggira all’interno di un paesaggio che riflette alla perfezione la deriva di violenza che la società (di oggi) ha fatto o sta facendo sua. Non c’è un solo angolo dove si possa stare al sicuro, e tutti sono dei potenziali assassini e dei cannibali. Nessuno ricorda più niente di niente: nella mente e nel cuore di più o meno tutti a farla da padrona è una pazzia che, probabilmente, ha origini ancestrali – o lovecraftiane che dir si voglia – e che si è risvegliata. Giovanni può solo andare avanti e tentare di sopravvivere. Però non è solo. Qualcuno osserva i suoi passi e i suoi comportamenti e lo guida. Un profeta retroattivo, un non meglio definito angelo tutelare, lo aiuta a diventare uomo in un mondo che ha cannibalizzato l’essenza stessa dell’umanità.

Voragine è un romanzo distopico e di formazione secondo la migliore tradizione: nella scrittura di Andrea Esposito convergono tante influenze letterarie che passano per i già citati Matheson, Lovecraft e Buzzati e che lambiscono l’ironia di Italo Calvino e quel senso del grottesco presente in molti lavori di Niccolò Ammaniti.

Andrea Esposito è nato e vive a Roma. Nel 2017 con Voragine è stato tra i finalisti del Premio Calvino.

VoragineAndrea EspositoIl Saggiatore – Collana: La Cultura – Anno edizione: 2018 – ISBN 9788842824299 – pagine: 190 – € 19,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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