IL GAROFANO ROSSO – Elio Vittorini – Bompiani/Giunti – il parere critico di Iannozzi Giuseppe

IL GAROFANO ROSSO – Elio Vittorini

Bompiani-Giunti

Il garofano rosso - Elio Vittorini - Bompiani

Il garofano rosso di Elio Vittorini torna in libreria per Bompiani. Il romanzo fu censurato negli anni Venti e fu pubblicato solo nel 1948. Nel 1997 venne proposto negli Oscar Mondadori. Pur non amando in maniera particolare Vittorini, Il garofano rosso è un romanzo fondamentale per comprendere il fascismo, il perché molti giovani si lasciarono sedurre da esso.
La nuova edizione accoglie una ottima introduzione a firma di Cesare De Michelis: “Nel Garofano la politica ha parte importante, ma più ancora contano gli umori e le passioni di una gioventù pronta a riconoscersi nel fascismo a condizione che questo insista sul suo ruolo rivoluzionario, sulla sua capacità di interpretare il desiderio di rimescolamento sociale e culturale”.

Il garofano rosso fu accusato dal fascismo di contenere scene troppo forti che urtavano il comune senso del pudore. Vittorini rispose alle accuse mettendo in evidenza che i romanzi del tempo erano pieni di vicende incentrate intorno a case chiuse, cortigiane, donne dai facili costumi; ed è vero, fra Dumas figlio, Émile Zola. Guillame Apollinaire, Gabriele D’Annunzio e chi ne ha più ne metta, la Letteratura ha sempre parlato delle donne che fanno la vita e vivono alle spalle degli uomini. L’autore, giustamente, si meravigliò che il romanzo venisse ritirato per oscenità e non perché parlava del fascismo in maniera netta e chiara. Il garofano rosso è il lavoro più forte e compiuto di Elio Vittorini, il più forte perché realmente ispirato, e oggi più di ieri merita di essere letto e compreso ab imis.

Il garofano rosso è un romanzo di formazione che oggi forse più di ieri ha da insegnarci ben più di qualcosa: la sua attualità è indiscutibile.

parere critico di
Giuseppe Iannozzi

Descrizione

Siracusa, anni venti. Alessio Mainardi, liceale inquieto e ribelle, aderisce con entusiasmo alla prima fase antiborghese e rivoluzionaria del fascismo. L’iniziazione alla vita adulta lo porta a sbandare tra la relazione fuggevole e ideale con la studentessa Giovanna, schiva e austera, e il rapporto concreto e sensuale con la misteriosa prostituta Zobeida. Ma anche, infine, a mettere da parte i sogni di ribellione per una vita più ascetica o borghese. Il primo romanzo di Vittorini, censurato negli anni trenta per le tematiche fortemente sensuali e per le implicazioni politiche e pubblicato solo nel 1948, è uno dei racconti di formazione tra i più riusciti della nostra letteratura, il documento più autentico di un’epoca e di una trasformazione cruciale e lo specchio allo stesso tempo realistico e poetico delle nobili e confuse aspirazioni di un’intera generazione.

Elio VittoriniElio Vittorini – Romanziere, critico e traduttore, ha segnato con il suo stile scabro e innovativo un punto di rottura con la cosiddetta “prosa d’arte” che andava per la maggiore in Italia fra le due guerre.
Lo troviamo partecipe delle esperienze più caratterizzanti della cultura del Novecento.
Scrittore inquieto, avverte sin dall’infanzia il bisogno di evasione. A diciotto anni infatti si trasferisce dalla sua terra natale, la Sicilia, a Gorizia dove lavora sia come assistente edile sia come collaboratore del quotidiano «La Stampa» e della rivista «Solaria», diventando così interprete dell’inquietudine intellettuale degli anni Trenta. Da quel momento Vittorini partecipa attivamente alla vita letteraria; scrive racconti e romanzi tra cui Il garofano rosso che, bloccato dalla censura appare a puntate su «Solaria». Si apre a un insieme di tentativi in vari generi espressivi, e questo è un indizio di come egli fosse alla ricerca di una sua misura fra la naturale tendenza lirica e l’aspirazione narrativa, che realizza poi in Conversazione in Sicilia, romanzo chiave del Novecento, simbolo della condizione umana travagliata dal dolore e dal male.
Verso la fine degli anni Quaranta collabora con la rivista «Il Politecnico», che in quel momento interpretava le aspirazioni, le illusioni e le delusioni di coloro che pensavano per la cultura un ruolo attivo nella società.
La sua presenza pubblica si esplica in un’incisiva attività intellettuale: nel 1951 Einaudi lo chiama per dirigere la collana “I Gettoni”; nel 1959 dà vita con Italo Calvino alla rivista letterario «Il Menabò»; nel 1960 dirige la collana “La Medusa” per Mondadori.
Con la sua opera di divulgazione editoriale, ha saputo contribuire in modo determinante alla conoscenza da parte del lettore italiano di moltissima narrativa angloamericana. Attraverso le sue pagine, ricche di elementi favolosi e di secchi tratti realistici, ha avuto origine una buona parte della migliore produzione narrativa espressa in Italia fra gli anni Cinquanta e la fine dei Sessanta.
Tra le altre opere di Vittorini ricordiamo Piccola borghesia, Sardegna come un’infanzia, Erica e i suoi fratelli, Le donne di Messina, l’antologia Americana.

Il garofano rossoElio Vittorini – Editore: Bompiani – Collana: Classici contemporanei Bompiani – Anno edizione: giugno 2018 – Pagine: 240 – EAN: 9788845296567 – Prezzo: 13 €

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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