Dal mio nuovo romanzo in fase di scrittura

Dal mio nuovo romanzo in fase di scrittura

Iannozzi Giuseppe

femme fatale

“Da giovane potevo piacere, non dico di no. Entrato in polizia, nessuno mise mai in dubbio che la mia fede era una e una soltanto, per il Fascio. Negli anni Settanta andava di moda il mito del poliziotto buono e comunista. Mai incontrato un piedipiatti votato a Marx e men che meno uno che non abbia cacciato il suo uccello dove non avrebbe dovuto. I più fortunati si sono beccati lo scolo, gli altri ci hanno rimesso la pellaccia in qualche sparatoria. E’ facile far fuori chi ti sta sulle palle, basta inscenare una rapina o qualcosa del genere. Poi aspetti. E quando hai finito di aspettare e ti trovi davanti il disgraziato che vuoi seccare, bene, premi il grilletto e fine del cinema. Se poi ti dice bene riesci pure a farla franca, portandoti a casa il bottino, la tua diavolo di vendetta bell’e consumata.
Nel giro di poco, fra i colleghi, per tutti fui René, René il bastardo. Dicevano che assomigliavo a quello lì, a Vallanzasca. Le femmine cadevano ai miei piedi, nonostante fossi l’ultimo arrivato. Dicevano che era per via del mio fascino, quello d’un fascista di tutto punto, bello e tenebroso. In realtà non mi è mai interessato granché l’amore per l’amore.”

“Le persone cadono come birilli, l’ho già detto. Quando entrai in polizia, ero sicuro che una pallottola mi avrebbe penetrato il cuore, ma non si muore quasi mai nella maniera desiderata. Mai avrei immaginato che sarei stato costretto ad abbandonare la divisa per motivi di salute.
Prima di scoprire che ero bell’e fottuto, prima di lasciare il corpo di polizia, stavo con una che avevo salvato dalla strada. Carla aveva fama d’essere una mangiatrice d’uomini. Gran tocco di femmina, lunghi capelli d’un bel rosso tizianesco, occhi verdi al pari del nobile berillo, fondoschiena e gambe da fare invidia a una pallavolista. Ma non era solo bella da togliere il fiato, poteva difatti vantare una cultura non indifferente che però si sposava a un’intelligenza mediocre; ciò nonostante, nell’insieme, senz’ombra di dubbio, era ben al di sopra della media, una bambola più furba d’una volpe, capace di rivoltare un uomo come un calzino.
Carla Millosevich aveva avuto un padre italiano e una madre russa. Dei suoi genitori non seppi altro, tranne che morirono in circostanze misteriose, in Ucraina, all’inizio della Rivoluzione arancione. Una volta, a muso duro, le chiesi che affari fossero mai andati a sbrigare in Ucraina i suoi; lei non si scompose, disse soltanto che si sarebbero dovuti incontrare con Viktor A. Juščenko, ma che non arrivarono mai a destinazione. Non aggiunse altro e non mi permise di farle altre domande. E a me non interessava conoscere i particolari. Per me era Carla Millosevich, una che era finita in una retata e che io, operando le giuste pressioni, avevo tolto dai guai a patto che diventasse la mia donna. Lei accettò di mettersi con me, senza neanche pensarci su.”

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a Dal mio nuovo romanzo in fase di scrittura

  1. Lady Nadia ha detto:

    Si entra subito nel climax della storia. Così in fretta che non vedo l’ora di leggere il seguito. Questa Carla mi sa di guai. Grossi guai. Chissà se indovino.

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  2. Daniele Cambiaso ha detto:

    Dacci dentro! Voglio leggerlo…

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Il climax è cupo, non potrebbe essere diversamente. Il personaggio René è alla sua ultima missione, e, adesso, poco importa che sia stato un fascio, ha un tumore in fase terminale. Carla è una protagonista minore ma è lei la causa di tutto. La si conoscerà attraverso dei flashback mentre René cercherà di scoprire la verità su di lei, o forse su qualcosa di più grande e importante… Comunque sì, gli procurerà un mare di guai e lo spingerà all’altro capo del mondo. Dall’Italia si sposterà nell’ex Jugoslavia, poi toccherà la Russia di Putin in cerca dei Romanov o meglio ancora dei loro fantasmi… Non diciamo troppo.  
    Quello che ho pubblicato è solo uno stralcio preso dall’incipit del romanzo, ma non pubblicherò ulteriori stralci online. Il romanzo si leggerà solo se sarà pubblicato da un editore. Grazie dell’attenzione, Nadia.  

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Lo sto scrivendo. Ci vorrà qualche mese ancora perché lo termini.

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