Amare gli ingrati equivale a odiare sé stessi

Amare gli ingrati equivale a odiare sé stessi

Considerazioni e riflessioni di Iannozzi Giuseppe

– Amare gli ingrati equivale a odiare sé stessi.

– L’uomo opera sempre per il male altrui, anche quando dice a gran voce che si sta adoperando per il bene. Volete vedere Satana? È sufficiente che vi guardiate attorno.

– Nessun altro animale al mondo uccide nella misura che invece usa l’uomo. La Storia è “di sangue” da diecimila e più anni.

– Il Diavolo esiste e il suo volto è il nostro. Sin tanto che sulla Terra ci sarà l’uomo, il Male continuerà a essere qualcosa di tangibile.


– La vita, bella e crudele allo stesso tempo. Ma la bellezza è un concetto molto soggettivo, per cui non val la pena di perderci dietro troppo tempo.

– Gli ingrati sono come certi personaggi shakespeariani, e proprio per questo più che mai reali, icastici, e a dir poco pericolosi. Un ingrato è una persona di cui davvero non ci si può fidare; ha sempre un coltello in mano che tiene ben nascosto… dietro la schiena per pugnalarti, quando meno te lo aspetti, alle spalle.

– Con la vecchiaia comincio a dire qualcosa di sensato pure io che valgo il poco che valgo.

– L’esistenza dei più si regge sull’autolesionismo, e questo sin dalla notte dei tempi.

– Ho sempre diffidato di quelli che, a gran voce, sparano frasi del tipo: “Sono qui per voi, per il vostro bene”, “Sono venuto in pace per dirvi che dio vi ama tutti, nessuno escluso”, “Abbiate fede in me e non ve ne pentirete”. Mi ricordano Cristoforo Colombo e i conquistadores, mi dimostrano, in maniera inequivocabile, che l’uomo è il più feroce e infido dei mammiferi carnivori.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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4 risposte a Amare gli ingrati equivale a odiare sé stessi

  1. Lady Nadia ha detto:

    Tu sei sempre stato sensato, e non sei vecchio. Per il resto sono d’accordo. Con la prima, solo al 50%.
    Ciao!😊

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Mah, non lo so, non credo però, non sempre sono stato sensato. Vecchio lo sono, inutile nascondersi dietro un dito.
    Sì, lo so, con la prima sei d’accordo solo al 50 per cento. Il mio pensiero nasce da quanto aveva già mirabilmente esposto William Golding ne “il signore delle mosche”. Lo hai letto? Se non lo hai ancora letto, dovresti.

    Ciao. 🙂

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