Umiliato e offeso sulla linea delle tue gambe

Umiliato e offeso sulla linea delle tue gambe

ANTOLOGIA VOL. 49

Iannozzi Giuseppe

Vincent Van Gogh - autoportrait ,1889

Umiliato e offeso

in memoria di Fëdor Michailovic Dostoevskij

l’effetto dostoevskij si svegliò memoria dal sottosuolo
fu un colpo, un’allucinazione, un ballo russo epilettico
fu morire in un conflitto spirituale
fu mettere alla berlina ottimismo e positivismo

condannato a morte
quando correva la primavera pietroburghese
il patto socialista contro la maggioranza zarista
condannato a morte
in dicembre, l’offesa di cinque anni ai lavori forzati
condannato a morte
in dicembre, fucilato nel fuoco dell’epilessia
nel freddo della siberia

umiliato e offeso, fuoco e freddo, ed emarginazione
ti risvegliasti nella posa del caffè, memoria dal sottosuolo
condannato a morte, fuoco e freddo, ed ispirazione

condannato a dar vita a
demoni, idioti e fratelli karamazov

se ci fu colpa
se ci fu colpa, fu un colpo epilettico, il bacio di dio

Come sempre

sarò indifferenza, un passo dopo l’altro
sarò una morte improvvisa ma giusta

sarò puro fino alla fine dei tempi, perché
sempre sarò tiranno secondo il mio metro

Bang bang

Guarda come m’hai conciato
con i tuoi t’amo, non t’amo
Mi hai dato la scusa
per venire ai ferri corti
Ma alla fine sono finito io alle corde
Logoro e sporco e sanguinante
ho negli occhi un cielo che è un dramma

La canna della pistola ancora fumante
e il feretro è appena uscito dalla chiesa
sulla collina – quella dove andavamo noi
a fare all’amore

Ricordi? Il primo buco me lo curasti
con una spugna imbevuta di whisky
E’ una brutta situazione
Sputo l’anima a ogni passo
Guarda come m’hai conciato
con i tuoi t’amo, non t’amo
Potresti almeno dirmi quante ferite,
quante ne ho addosso
Lo sai che non guariranno mai

Ho ancora un proiettile in canna
Il feretro è lungo e nero, lo portano in quattro
fuori al sole che si nasconde fra nubi di pioggia
Ho ancora un bacio che non so
se ti darò per spingerti a conoscere
la verità

Sono solo uno che si lamenta
Meglio farla finita al più presto
e non pensarci più a com’eravamo

Sono solo uno che ha in canna
il nome delle donne
Mi perdonerai, bang bang

Senza scampo

Dimmi: perché il sole splende?
Nell’anima il buio,
non resiste la vita
di fronte a tanta morte
Le pagine della Nera
piene di macellai
Ma tu incroci ancora le gambe,
io invece sospiro
mentre dai fuoco a una sigaretta
con lo Zippo che ti ho regalato
Conosci i miei difetti
e li sfrutti a tuo piacere
per mettermi in imbarazzo

Dimmi: perché il sole splende?
Perché la tua bellezza
sposa e non mette in scacco
la morte nera e secca?

Lady Madonna, questo tempo,
questo momento senza scampo
La conosco la stretta delle tue gambe:
l’ho penetrata sempre come un intruso,
e sempre ne sono uscito sconfitto;
e poi sempre, da solo,
accendevo una nuova cicca

Dimmi: perché il sole splende?
E, perché sono ancora confuso
in queste spire di fumo
che dalle mie labbra si dipartono?

Questo tempo, questa morte,
questo nuovo momento con te …
senza scampo

Quanta neve

Quanta,
quanta neve viene giù!

Tu non ci sei più
a sorridermi seduta
a gambe incrociate
sul nostro bianco letto
Non mi tieni più
stretto stretto al tuo petto

Quanta neve,
quanta bianca neve
viene ancora giù…

Alla fine

Sulla linea del tramonto,
sulla linea delle tue gambe
l’amore giunto alla sua fine

Estasi

Per un orgasmo
o per sarcasmo,
adesso lasciati andare all’estasi
Ti amerò lo stesso:
come un eponimo darò via
il mio nome al tuo sesso

Io e Anna

Tu ascoltavi i Beatles
Io, per darmi un tono,
gli Stones
Tu eri felice
Io me ne fregavo
Tu raccoglievi fiori
Io leggevo libri importanti,
e fumetti un po’ così e così
Tu andavi con tutti
– le tue gambe petali
da violentare, così dicevi
Io cercavo di telefonare a Cuba
e in tasca non avevo il mondo
Tu abortivi amanti e sangue
Io diventavo un uomo,
un uomo triste e solo,
e la facevo finita per sempre
con Gianni e Pinotto
Tu morivi senza fiato,
senza un bacio
sulle labbra esangui
Io, in perfetto orario,
vestito in nero,
venivo al tuo funerale:
io a piangere a dirotto
in mezzo
ai tuoi amati Figli dei Fiori,
io tale e quale
all’inutile controfigura
di Woody Allen

Favola crudele

Ho dato un morso al tenero tuo roseo malleolo
Ho poi perso il cervello nel fiore delle tue gambe

Ti chiamai Anima, e ancora Anima
Ma avrei dovuto darmi dell’Animale
Tu eri un’Alice
e io, per te, una bronchite
Come in una favola crudele

L’ombra del tuo sorriso

L’ombra del tuo sorriso
sul cuore mio fermo
arrestato
fra un tombino e un semaforo;
davanti a me la strada
di uomini-topi,
di macchine veloci,
e la notte loro complice
Lampioni e neon,
non c’è però luce
che non muoia,
e non c’è ombra che dia gioia
Prima o poi
prenderò sotto la tua ombra
o ridendo di pazzia
sparerò alla mia

I.

Ben sappiamo
che ami star nudo
in camerino
Non ti verremo
dunque a cercare
né ti ameremo
Ma un Catullo
te lo daremo;
non s’abbia a dir
che neanche quello!

II.

Un tango
di peccati,
di sospiri,
un ballo
che il sangue
te lo riscaldi,
lo vuoi ballar
insieme a me?
Sentirai
quant’è duro
passo dopo
passo,
e cadrai, sì…
presto in fallo!

III.

Parliamo di Dio
come se esistesse
e gli interessasse
del sesso
che facciamo
più di rado
che spesso,
in un cesso
o con un cesso
a tarda notte
nascosti,
a volte all’alba
messi a fuoco
dal mattino

IV.

Amante mia,
m’hai dato
la figa, il culo
e la bocca
Ma rimango
insoddisfatto
ogni volta
che a letto
t’infilo per bene
Vecchia ormai!
Non buona più
per un pompino
né per scaldar
i piedi

V.

Più del nullo
contenuto
d’un libro,
m’affascina
il mafioso
improvvisato
scrittore del cazzo
che l’ha vergato
e dato alle stampe

VI.

Più del cuore
ho grossa
la minchia,
difatti si sa
che gioia
dal basso
viene
e mai dall’Ego
prepotente
che in petto
batte

Baciare l’asfalto

Temevo sarebbe accaduto…
Ho pregato
perché Dio dimenticasse il marcio,
è però sordo come un treno
su un binario morto

Ho rubato la Stola dell’Innocenza
e ho nettato l’affanno dei cristalli;
non è servito a molto

Temevo sarebbe accaduto…
Quando gli angeli cadono,
il cielo non gli appartiene più

Adesso penso che,
che dovrò risolvere da solo
il problema che mi fa stanco
uguale a un vagabondo
Adesso penso che,
che con le mie sole forze
dovrò andare
oltre il velo dell’apparenza

Quando gli angeli baciano l’asfalto
c’è sempre qualcuno pronto
ad affondarli nel fango,
con un colpo alle costole

Ma non finirà così, non finirà così
Ho ancora la forza e lo sputo in bocca
E ho ancora un bacio da schioccare
E non lascerò che Dio mi freni

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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3 risposte a Umiliato e offeso sulla linea delle tue gambe

  1. romanticavany ha detto:

    A me è piaciuta quella del sole,il sole splende,scintilla ,sfavilla, esplode,furoreggia,illumina</em>.

    Le altre,purtroppo,quel che più intristiscono sono quelle tue poesie e narrazioni che palesemente fanno capire lo sterco che esiste in questo mondo, in cui tu insistentemente ci fai sempre notare. La nostra ’Italia è vittima non ha grandi giustificazioni.. e disgraziatamente è opera di noi uomini!

    Bounjour mon Cheri King. Bisous♥

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Viola, Violetta cara, la vita è dura e non è quasi mai fatta di felicità. E la poesia, se ci pensi bene, è poi solo uno sfogo, inutile. Ci sono molte cose brutte in questo mondo, inutile che finga di non vederle o di non esserne a conoscenza. La poesia è anche un grido di rabbia, impotente però, perché con la poesia non si rivolve niente, mai e in nessun caso.

    Grazie di leggermi e di sopportarmi.

    Bacetti a te. ❤

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non so come mai, ma WordPress solo adesso mi ha notificato questo commento che aveva messo nello spam. 😦
    Mi scuso. Non ti metterei mai nello spam. Evidentemente WordPress ha avuto dei problemi nel marzo 2018.

    Un paese migliore è possibile ma, al momento, non è che veda chissà quali possibilità, non vedo infatti uomini di buona volontà.

    ❤ Bacioni, Angioletta Vany. E perdona il ritardo immenso, ma non è dipeso da me. Spero tu mi creda. In ogni caso mi cospargo il capo di cenere.

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