La vita è un pezzo di ferro e io cerco…

La vita è un pezzo di ferro e io cerco…

ANTOLOGIA VOL. 43

Iannozzi Giuseppe

statua solitaria
Non so se

Non so se un dio ci sia lassù,
a che cosa pensi, e se pensa
che gli uomini son poi solo creature
a immagine e somiglianza
della divina vanità; ma se un umile,
se un dio c’è per noi che siam quaggiù
spero che esaudisca il tuo desiderio,
e che non giudichi dall’apparenza
la rabbia e l’amore che, bene o male,
da un’eternità ci portiamo dentro

Colpo di fulmine

in memoria di Cesare Pavese

Fu un colpo di fulmine, fu il tuo giovane piglio
ad accecarmi e ad abbandonarmi nella luce di te:
mi conquistasti come una cicatrice sulla pelle.
Mi lasciasti poi solo la tua improvvisa scomparsa.
Ed io ero tra le righe d’un libro, che avevo scritto,
mentre studiavo l’ultima mossa da fare in amore:
una morte annunciata nei sonniferi di Leucò.

Oh, non dire che non t’ho amata!
In sogno ho le colline e le strade di campagna,
il maggese e la chiesa abbandonata,
il cielo terso e le nuvole della tempesta;
tenevo la tua mano perché non mi abbandonassi
all’inutile incanto dell’intorno sognato
passo dopo passo, sguardo dopo sguardo.

Fui segnato dalla tua luce perché eri Constance
e non un’altra; e gli spruzzi delle tue efelidi
tenevano compagnia al mio cuore di sé stanco.
Ma perdono tutti e a tutti chiedo perdono
per questa solitudine troppo mia, troppo rossa,
perché potesse essere un po’ anche la tua.

Oh, non dire che non t’ho voluta!
Fu solo il buio totale, assoluto, dopo il fulmine,
il buio dei miei occhi accolti nella morte
a strapparmi al mito di te, giovane attrice!

Bella Suzanne, balla per me

Bella Suzanne, balla
C’è musica nell’aria
A piedi nudi, balla
su questo tappeto di petali
di rose rosse, che pungono
a sangue fino alla dolcezza

Bella Suzanne, balla
C’è il lucore della luna piena
che m’impazzisce l’anima,
così balla fino a darmi al sogno
del tuo seno, fra la leggerezza
della seta e d’un fuoco di bolero

Bella Suzanne, balla per la luna
C’è il mio nudo sguardo arabo
sui tuoi piedi nudi intorno al fuoco

Non affacciarti al mio nero volto
così presto, prima balla il fuoco
che profuma di spezie e d’Arabia
Balla, balla, non stancarti mai
Poi dammi via, poi dammi a te,
a quel temerario languore
che riposa in attesa sulle labbra

Bella Suzanne, balla
C’è il chiarore del primo mattino
che fa capolino sulla superficie
dello specchio e dei miei occhi
Bella Suzanne, balla, balla

Bella Suzanne, balla per il sole
C’è un ritmo che spoglia la bellezza
con ardore e leggerezza

Bella Suzanne, balla e dannami
Dammi al peccato delle tue gambe
lambite da mille lingue d’ombre
incandescenti, incandescenti

I.

Si veste di biondo
la tua schiena,
e d’un’ombra di nuvola
mentre t’accarezzo
e penso il silenzio.

Si sente il tuo profumo
nelle pieghe delle lenzuola,
mentre fumo un sigaro cubano.

Son rose i tuoi seni
nascosti dalle lenzuola
che giocano
con le nude curve
del fondoschiena.

Si sente la vicinanza
d’una risata,
e la lontananza
d’un canto gitano.

E son colonne di pompeiana verginità
le tue gambe in grembo raccolte
che ti fanno ghiotta bambina a letto.

II.

Guardi il cielo dalla finestra:
sorridi e dai le spalle,
scivolando leggera
nell’ombra della sera.

Rimango a letto:
dipingo fantasie,
aspettando che la porta
s’apra sul mio sguardo.

E imperlata di gocciole d’acqua,
tu, Profumo di Donna,
appari prigioniera d’un asciugamano.

E ridi come un campanello;
poi asciughi, piano,
il bianco vellutato oro
del tuo corpo di bellezza
dalle spalle in giù snello;
e chiudendo gli occhi
fai finta di baciarmi tu.

III.

In piazza si mormora d’un antico funerale,
fa chiasso un giro di tango banale,
suona piano il tamburello un musicante
e piange ubriaco l’ultimo viandante.
Si spengono lampioni e cine,
mentre veloci fuggono le luci del tramonto
sulle tue rosse labbra d’amore amato
e dai tuoi occhi sconvolto.

Sei sempre tu,
Profumo di Donna,
che spingi vita e morte.

Sei sempre tu,
Immagine di Donna,
che dai amore e odio.

IV.

Dorme il tuo seno
in questo letto.

Sul nero mio villoso petto
c’è una lacrima,
un sorriso che non è un sorriso,
un uomo spento
nel suo ghigno di solitudine
acceso nella notte
fra volute di fumo
e cicche spente.

V.

E sorride lo specchio del tuo sorriso.
E sorride il tuo corpo abbracciato
al mio riflesso tramortito
nei pensieri
che porta il nuovo dì.

Sei tu,
sempre tu,
Profumo di Donna.

Poi ti sorrido
come niente fosse;
e torno a essere felice
abbracciandoti,
in te consolandomi.

Al di sopra di noi

Tutti abbiamo bisogno di qualcuno
Tutti abbiamo bisogno di nessuno
E la strada mortale è lunga
e quella dell’eternità di più
E non credo che ce la possiamo fare
senza un aiuto
Senza un sogno
che accoltelli le nostre speranze

Vedi,
dobbiamo sempre lasciarci uccidere
per essere completamente noi
Vedi,
dobbiamo sempre guardarci le spalle
per sapere chi siamo e cosa vogliamo

Tutti abbiamo bisogno di un Dio
che sveli la Bestia che è in noi
Tutti abbiamo bisogno di un Io
che ci avvolga in pelle di Serpente

E c’è sempre un Dio sbagliato
e un Io che bisogna fuggire
percorrendo questa strada
per essere migliori di qualcuno,
di nessuno
Per essere al di sopra di noi stessi

Uccidimi con amore

Amore, uccidimi con un amore,
o reclamami agli oggetti smarriti.
Adesso ho bisogno di sapere
chi fu il primo a gridare il tuo nome.

La strada è dura, con o senza di te:
e il mio passaporto è scaduto
e la mia vita è ancora in corso.
Ma tu, tu non dici mai le tue ragioni,
e io rimango libero prigioniero di dare
e prendere il poco che c’è e non c’è.

Amore, ho un sogno e il suo incubo di scale:
mi sto arrampicando sugli specchi
per giustificare i miei occhi nei tuoi.
Amore, ho una prigione e una manetta di neve
– che si scioglie – abbandonata fra i raggi del tuo sole.
Amore, ho un deserto, e il serto di spine ch’era tuo
dissangua ora la mia pena per un rosa rossa.

Amore, facciamola finita! Uccidimi con un amore,
o dammi all’Incanto, o a una rivolta di specchi,
perché possa esser ostaggio d’un sorriso straniero.
O dimenticato in un Sempre per sempre!

Solitudini di Luna

Quando la Luna non è,
è il Sonno degli Amanti
il dove e il perché.

Sanno il Sonno gli Amanti, all’Alba
il suo significato profondo:
non prima, non durante la Notte.

Lo sai che t’amo d’un amore puro,
lo so che mi ami d’un dolore puro;
il cuore non basta e neanche il suo battito,
così bisticciamo solitudini
– nostro lascito.

Giorno dopo giorno

Si formano gli animi,
giorno dopo giorno,
in un germoglio d’un falso
d’autore.
Insaziabili restiamo
come l’ignoranza
che più ce n’è
e più ne vogliamo,
resistendo sotto ai raggi del sole,
camuffati in mezzo all’erba,
ma con allargati sorrisi
che tosto s’infuocano in pioggia
di baci.

Collabora, ora

Collabora,
ora,
coi miei pensieri
o coi nostri sentimenti.

Ora, ora che,
che la pioggia non è su di noi
a bagnarci
ma solo il pallore della luna
a illuminarci.

Sognami o svegliami

Sognami o svegliami fra le pagine del tuo diario
E poi nulla più, e poi nulla più, e poi nulla più di te

Resisto

Se questi miei giorni li senti tristi
Se davvero li senti piovere e piangere
Se è vero che sei tutta la tenerezza
che ho mai osato chiederti,
Amore, ricordarti
che la vita è un pezzo di ferro
E io solo cerco di resisterti

Sul tuo grembo

Piano m’inginocchierò ai tuoi piedi,
nuda anima sarò
Con le mie mani,
la testa dal busto spiccata ti donerò
come se mai fossi morto
per una lagrima
nascosta nel riflesso della tua lama

Come un fantasma
continuerò a vivere in te,
ma sempre tenendo
gli occhi chiusi sul tuo grembo

Per sempre
in questo tempo presente
uniti e divisi

Lutto

Non lo so perché amo te
e non un’altra
Ma tu, sempre,
hai pronunciato il mio nome
come un vieto lutto
Io, invece,
sempre in bocca il tuo
come un carnoso frutto

Alla fine la fine

Un giorno sarà così,
si uscirà per vedere
e vedremo nuvole su noi,
deserti baciati dal buio
e non una lama di luce
o il sorriso di una donna

Un giorno sarà così,
da Belfast a Berlino,
da New York a Tokyo
e non una farfalla,
non una mosca da pizzicare
fra le estremità degli hashi

Un giorno sarà così,
si uscirà per finire la fine,
tutti i giochi e i tradimenti
brancolando in cerca
dell’albero di Giuda

Ho sognato che un Angelo

Ho sognato che un Angelo cadeva fra le mie stanche braccia. Eppure lo reggevo fra pianti e risa che il cielo sapeva dilaniare nei nostri cuori. E fra le nostre labbra un coltello di ghiaccio, una sfida – come una ferita – contro il mondo intero.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a La vita è un pezzo di ferro e io cerco…

  1. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    😉 Non sono male. Grazie.

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