Riflessione su IL MALE PEGGIORE, ultimo romanzo di Iannozzi Giuseppe

Riflessione su IL MALE PEGGIORE, ultimo romanzo di Iannozzi Giuseppe

“Si scrive per essere degli eroi o delle perfette nullità. Non c’è altro da sapere.”

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

Ringraziando di cuore Gabriella Gori che ha letto il mio ultimo lavoro, IL MALE PEGGIORE (EDIZIONI IL FOGLIO), questo mio commento per spiegare le ragioni dell’infelicità degli scrittori ai miei lettori, a quanti ancor oggi mi leggono.

Grazie di cuore, con affetto, a Tutte/i Voi che, giorno dopo giorno, mi seguite e mi leggete. Se continuo a scrivere, nonostante sia un ben duro lavoro che paga poco o niente, lo devo a Voi.

Vs. Giuseppe

Innanzitutto grazie infinite d’avermi letto. E felice, ovvio che sì, che il libro ti sia piaciuto. Ci ho lavorato, come si suol dire, di bulino, per cui credo di non aver lasciato una sola virgola al caso. Posso solo dire che non è facile scrivere bene, ci vuole tanto impegno e ogni giorno affinché non si perda la grammatica, e il talento anche, a patto che uno ce l’abbia di suo, perché questo non lo si può insegnare ad alcuno.
Certi passaggi sì, sono crudi, purtroppo tristi, drammatici, ma ho voluto raccontare la verità: si pensa – chissà perché poi! – che gli scrittori abbiano una vita felice e sempre condotta nell’agio, e invece così non è, come hai potuto ben leggere.
Scrivere, spesse volte, è anche una punizione che lo scrittore impone a se stesso. Scrittori pienamente felici? Non ne conosco. Creare significa soffrire, e gli scrittori devono creare quello che prima non c’era, devono dar vita e credibilità a delle storie; e per poterle scrivere devono attingere dal proprio vissuto, dalla propria cultura e, non da ultimo, dal loro bagaglio sentimentale, però senza eccedere altrimenti il rischio è che si possa dar la stura a un lavoro melenso o barocco.
Non hai torto, scrivere è difficile di per sé e lo è ancor di più quando si affrontano determinati argomenti, delicati. Ne “Il male peggiore” racconto di tanti scrittori, della loro vita e della condanna cui sono andati incontro, a volte in maniera consapevole, altre no. Scrittori suicidi, scrittori indebitati fino al collo, scrittori feriti e infelici fino al midollo dell’osso, scrittori malati, scrittori sconfitti, scrittori poveri in canna, scrittori tormentati, scrittori in cerca di una redenzione, etc. etc. Scrittori in cerca d’amore, d’un amore oltre la sua forma basica e stereotipata. Racconto i tanti tradimenti a cui gli scrittori sono andati incontro, ecco.
Sono certo che chi non scrive, che chi non nutre questa passione vive molto meglio. E però qualcuno deve pur scrivere e raccontare, anche se i lettori si assottigliano di giorno in giorno.

Un breve estratto:

Graziella l’aveva conosciuta per caso e subito l’aveva detta bella. Il suo errore fu quello di dirglielo subito senza né “se” né “ma”: «Graziella, sei bella». E lei aveva accettato il complimento gonfiando il petto.
La storia fra Giacobbe e Graziella durò il tempo che durò, poco. Graziella rimase insieme a Giacobbe finché le convenne, ovvero fino a quando le riuscì di strappargli dalle tasche il poco che aveva. Lui le faceva dono di poesie, ma soprattutto Graziella amava che le regalasse cose belle, costose, piccoli gioielli. Le poesie, quelle le cestinava senza pensarci su, ma questo Giacobbe non lo poteva immaginare. Ogni volta che le regalava un monile, sempre allegava una poesia scritta di suo pugno. Graziella accettava il dono, con occhi distratti leggeva la poesia, e lo ringraziava tacendo. Solo di rado gli lasciava un veloce bacio su una guancia.
La fine della relazione con Graziella fu un duro colpo, forse uno dei più duri che Giacobbe dovette sopportare.

[…]

«Lei scrive?»
«Una volta scrivevo. Come ha fatto a capirlo?»
«Il callo dello scrittore: ce l’ha ancora. È impresso sulle sue dita.»
«Ah! È un buon osservatore. Credo d’aver scritto parecchio, robaccia senza significato né per me né per gli altri.»
«E allora, perché ha scritto?»
«Per tornare a essere un uomo normale.»
«Poesia o prosa?»
«Quello che mi veniva. Fu tempo sprecato ma necessario, altrimenti non sarei mai tornato a essere un semplice anonimo.»

[…]

Titolo: IL MALE PEGGIORE – Storie di scrittori e di donne
Autore: Giuseppe Iannozzi
EDIZIONI IL FOGLIO
Collana: Narrativa
Prima edizione: novembre 2017
Prezzo: 16,00 €
Pagine 330
ISBN 9788876067167

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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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