Le Virgole – Film mai realizzato da A. Hitchcock

Le Virgole – Film mai realizzato da A. Hitchcock

di Nadia Fagiolo e Giuseppe Iannozzi

Hitchcock - Le Virgole

Beppe – La mia amica Nadia Fagiolo, oggi, compie gli anni, e ha deciso di metterci una virgola su ‘sta cosa e non un punto e virgola e men che meno un punto fermo. Avete capito bene, una virgola perché la vita prosegue – certo che sì, il compleanno è un evento felice e non un epitaffio foscoliano, mondo cane! – e lei è ancora tanto tanto giovane e ha tanta ma davvero tanta voglia di scrivere, di imparare e, ovviamente, di vivere la propria vita. Sul suo cammino lei ben sa che ancora incontrerà quel mostriciattolo che da anni e anni la tormenta, la virgola, la virgola che non vuole mai stare al suo posto. Povera Nadia, se la trova sempre in mezzo ai piedi, o meglio sulla pagina bianca in mezzo a frasi principali, subordinate, congiuntivi, aggettivi, avverbi, etc. etc. Il problema è che, il più delle volte, si piazza proprio dove non dovrebbe, insomma la virgola si parcheggia in sosta vietata; altre volte ancora fa la furbetta, non si presenta al lavoro, si rende irreperibile, però timbra il cartellino e sul foglio non si fa vedere manco per sbaglio!
In questo momento Nadia sta tagliando la torta. La giovane scrittrice sta ridendo e scherzando insieme ad amici e parenti, però ogni volta che il coltello affonda nella panna montata, ecco, la fetta appena tagliata assume le mostruose sembianze di una virgola… Me la immagino Nadia che impallidisce con la fetta di torta in mano che le sembra una virgola. A ogni buon conto, Nadia è una dura e la fetta di torta se la sbafa tutta, o quasi.
Nadia, mi spiace dover essere io a dirtelo, mi spiace davvero, ma la vita è fatta più di virgole che non di punti fermi, e forse è giusto e bello che sia così.
Buon Compleanno, Nadia. Cento di questi giorni, mentre noi qui aspettiamo che tu ci regali un tuo nuovo racconto.

Nadia – Le ho sognate. Arrivavano volando, picchiavano sulla mia tapparella. Volevano entrare in casa. Una si è infilata persino sotto la porta d’ingresso. Mi sono armata di scopa. Gridavo. A un certo punto sono riuscite a passare attraverso i serramenti; il vetro si è rotto di colpo, e bam!, è venuto giù proprio sulla mia testa. Io sanguinavo, non sono riuscita a capire dove. So che avevo ancora la scopa in mano, che la agitavo contro uno stormo di grosse virgole sghembe e inferocite che, come dei boomerang, si scagliavano contro di me. E io incassavo botte su botte, ero tutta un livido. Sbattendo la scopa, qualcuna riuscivo persino a ribatterla sui muri, ma, puntualmente, questa si riprendeva all’istante, distendendosi solo un attimo, per poi tornare alla sua consueta forma curva. E subito ripartiva veloce, più feroce di prima. Avevano i denti, Beppe! Aguzzi, come quelli degli squali. Quegli esseri orridi sbavavano. Proprio sul punto di morire mi son svegliata.

Beppe – Da come si dovrebbero usare le virgole in maniera corretta, siamo passati a quello che potrebbe essere canovaccio per un film di Sir Alfred Joseph Hitchcock (da notare che ho riportato per intero il nome del celeberrimo regista: il secondo nome di battesimo di Hitchcock era difatti Giuseppe, e modestamente Giuseppe sono pure io).
A questo punto, direi che si potrebbe proporre il tutto a un valido regista, non a Hitchcock perché passato a miglior vita da tanto tanto tempo, perlomeno così si dice a Hollywood! Ma io non ci giurerei, quell’uomo conosceva più trucchetti del diavolo, ne consegue che se oggi mi dicessero che è vivo, ci rifletterei su con la massima serietà. Sono più che mai convinto che Jim Morrison e Elvis Presley non sono vivi, che non si sono affatto ritirati su una pacifica isoletta per stare lontano da tutto e da tutti, però Hitchcock mi dà da pensare: amava troppo fare delle brevi comparsate nelle sue pellicole, sempre senza farsi notare. Quell’uomo le virgole le sapeva usare e molto bene anche.
A chi affidare il compito di trasformare in un incubo di celluloide il film “Le Virgole”?

Nadia – Uhm, ci sto! Peccato, solo peccato che… il tizio in questione sia segregato nell’Aldilà. Forse dovrei tenere una seduta spiritica con il rischio che mi si ripresentino tutte le virgole morte nel corso di secoli di letteratura? Io lascerei perdere. Comunque… forse un raccontino, quello sì.

Beppe – Secondo me non è segregato nell’Aldilà. Nutro sospetto che sia fra di noi, che in un modo o nell’altro sia ancora fra di noi e che stia ben nascosto dietro a qualche macchina da presa. La cosa non mi stupirebbe.
E in ogni caso, se il mio sospetto dovesse rivelarsi infondato, potremmo sempre fare una seduta spiritica – a Hitchcock l’idea di richiamarlo dall’Aldilà in questo modo gli farà rizzare i capelli in testa, ma a noi questo non deve interessare.
Nadia, be’, sì, il rischio c’è, è possibile che con una seduta spiritica si chiamino indietro anche le anime di tutte quelle virgole che, nel corso dei secoli, sono state fatte fuori da tanti e tanti scrittori in erba e non solo.
E c’è anche il rischio che invece di chiamare Hitchcock, noi si incappi in un errore madornale… Tu pensa se dall’Aldilà scomodassimo quel gran pasticcione di Ed Wood, allora sì che saremmo fregati su tutti i punti, cioè su tutti i fronti.

Nadia – Andrebbe bene lo stesso… e si ritorna ai sogni. Allora questo è un circolo vizioso. Non se ne esce più.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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10 risposte a Le Virgole – Film mai realizzato da A. Hitchcock

  1. Lady Nadia ha detto:

    Ah ah ah. Te sei fuori! Post singolare al plurale, cioè… a quattro mani. È un omaggio al mio compleanno e, nel contempo, ai miei studi… e al maestro Beppe. E allora, grazie. 🎉

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Singolare al plurale, mi piace, più efficace di dire a quattro mani. Chiaramente sì, un omaggio davvero modesto per il tuo compleanno. Non hai molto da studiare, hai forse solo bisogno di fare più attenzione. 😉 Il talento non ti manca, questo è fuor di dubbio. Grazie a te, Nadia, per aver dato l’abbrivo a questo racconto che altrimenti non sarebbe mai nato. 😉

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  3. Isabella Difronzo ha detto:

    Bellissima questa favola!
    👏👏👏👏👏
    Auguri Nadia 🌹 Perdona il ritardo, in questo periodo sto vivendo su un altro pianeta 😊

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non è proprio una favola, però… okay, è anche una favola. 😉

    Non ti preoccupare, Nadia capirà, poco ma sicuro. 😉 Un ben strano pianeta. 😀 ❤

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  5. Isabella Difronzo ha detto:

    Vedo favole ovunque, sono da ricovero 😔

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ che sei una sognatrice, non c’è mica niente di male. 😀 ❤

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  7. Isabella Difronzo ha detto:

    Non c’è niente di male, a parte i bitorzoli (bernoccoli) in testa di cui facciamo collezione noi inguaribili sognatrici 😊❤

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    I bernoccoli possono donare molto ai sognatori. Io penso di sì. Meglio sognare che rimanere a corto di fantasia e non saper poi dove sbattere la testa. 🙂 ❤ Sognare però con i piedi per terra. 😉 Chissà se è chiaro o no.

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  9. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Allora è tutto a posto. 😂

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