Il cadavere è freddo, freddissimo

Il cadavere è freddo, freddissimo

Iannozzi Giuseppe

Caronte

Mangia Peccati: “Ce l’hai due monete d’oro?”
Maddalena: “Prima dimmi a che ti servono… Poi, forse, te le darò.”
Mangia Peccati: “Per i peccati.”
Maddalena: “E il pane ce l’hai?”
Mangia Peccati: “Quello sì.”
Maddalena: “Il pane è il vero oro. Il pane agli affamati e ai mangiapeccati.”
Mangia Peccati: “Il pane costa l’ira di Dio. Hai ragione.”

Il cadavere è lì, al suo posto, rigido, immobile, freddo, quasi bello. La televisione è accesa: si vedono facce scure, incappucciate, una croce di fuoco, poi un mare di nevischio che dura qualche secondo. Le immagini tornano: si vede una folla di manifestanti, sono armati, stringono in mano calcinacci e bastoni, danno addosso alle macchine parcheggiate, spaccano le vetrine, allargano le bocche e gridano, prendono tutto quello che trovano, mostrano i loro trofei come in guerra… La polizia si fa largo in mezzo alla folla… Ancora nevischio. Un corpo è a terra: un proiettile gli ha trapanato la testa, gli ha spappolato una tempia. Il cadavere ancora caldo riposa in una pozza di sangue nero.

Maddalena: “Potresti pure spegnerla…”
Mangia Peccati: “Mi tiene compagnia.”
Maddalena: “Sì, ma potresti spegnerla.”
Mangia Peccati: “I bigodini, quelli potresti levarteli adesso. Hai una testa che sembra quella d’un alieno.”
Maddalena: “Non posso, non adesso. Ho una fretta del diavolo.”
Mangia Peccati: “Perché?”
Maddalena: “Devo andare dal dentista.”
Mangia Peccati: “Non mi dire che…”
Maddalena: “Sì, è successo di nuovo. Ho staccato un pompino a un morto di fame e m’è saltata un’otturazione.”
Mangia Peccati: “Che gli racconterai?”
Maddalena: “Niente. Vado solo dal dentista. Starò in sala d’attesa e aspetterò il mio turno. Leggerò una rivista, una delle tante. Leggerò il solito racconto pornografico, uno dei soliti, uno di quelli che puoi leggere solo in uno studio dentistico.”
Mangia Peccati: “E’ un po’ triste.”
Maddalena: “Più che altro io direi che è noioso. Invece quando stacco un pompino al dentista – perché in qualche modo devo pur pagare la sua prestazione professionale –, dopo, come minimo, mi salta una capsula, che lui mette a posto in un battibaleno, e io devo essergli riconoscente, di nuovo e di nuovo. Perdo davvero un sacco di tempo dal dentista, è un circolo vizioso. A ogni modo, il brutto è quando mi trovo in sala d’attesa costretta a leggere un racconto che non ha capo né coda… Lasciamo perdere. Mi sa che fanno bene quelli che si fanno chiamare i Nuovi Luddisti.”
Mangia Peccati: “Spaccano tutto.”
Maddalena: “E’ perché i processi automatici hanno tolto il pane di bocca al proletariato.”
Mangia Peccati: “Sei dalla loro parte…”
Maddalena: “Sono, e basta.”
Mangia Peccati: “Le monete d’oro?”
Maddalena: “Quasi me ne dimenticavo. Ecco, prendile.”
Mangia Peccati: “Sono due capsule d’oro!”
Maddalena: “Andranno bene lo stesso.”
Mangia Peccati: “Te le regala il dentista, non è forse così?”
Maddalena: “A volte me le regala. Queste gliele ho fregate.”
Mangia Peccati: “Sei terribile.”
Maddalena: “…?”
Mangia Peccati: “Non fare quella faccia stranita, mi hai capito benissimo.”
Maddalena: “No, non ho capito. Ma va bene lo stesso.”

L’audio dell’apparecchio tivù è disturbato. Vomita parole su parole, non è possibile afferrarne appieno il senso.

Maddalena: “C’è il telegiornale. Credo stiano parlando dei Nuovi Luddisti.”
Mangia Peccati: “Certi giornalisti che stanno in tv sono peggiori di certi dentisti.”
Maddalena: “Uhm, temo tu abbia ragione. Però non ci sono mai andata in tv. Non ci sono mai stata con uno di quelli.”
Mangia Peccati: “Forse dovresti cominciare…”
Maddalena: “Non sono così puttana da farmela con tutti.”
Mangia Peccati: “Non ti piace granché il protagonismo.”
Maddalena: “Non mi piace affatto. E’ stupido, più d’ogni insipido racconto che leggo in sala d’attesa dal dentista.”
Mangia Peccati: “Allora non leggerli.”
Maddalena: “E come me lo faccio passare il tempo… mentre aspetto?”
Mangia Peccati: “In bagno.”
Maddalena: “Che intendi?”
Mangia Peccati: “Ti puoi sempre masturbare.”
Maddalena: “Non è una cattiva idea. A volte sai essere molto saggio.”
Mangia Peccati: “Grazie.”
Maddalena: “Dovresti prenderti cura del cadavere. Non l’hai ancora fatto. E’ freddo. Freddissimo oramai.”
Mangia Peccati: “Sì, adesso mangerò il pane sul suo corpo.”
Maddalena: “E il sale?”
Mangia Peccati: “Ah, il sale! Ho solo dello zucchero. Andrà bene lo stesso?”
Maddalena: “Boh! Forse.”
Mangia Peccati: “Ormai non posso fare diversamente. Pane e zucchero e due capsule d’oro. L’anima del morto si dovrà adattare a questi tempi moderni e pure gli dèi tutti.”

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a Il cadavere è freddo, freddissimo

  1. Lady Nadia ha detto:

    Chi ha il pane non ha i denti, chi non ha i denti ha il pane.
    Non c’entra nulla, ma ci stava bene.
    No. Non c’è molta morale qui, E’ un racconto poco pornografico, di quelli che si leggono sulle riviste dai dentisti. Sì.
    Ah ah ah. Strano bene.

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Va da sé che non penso affatto sia questo un buon racconto, infatti l’ho detto un pulp alla Ed Wood, e questo è. Però, l’idea in embrione è buona ed è questa la sola ragione per cui l’ho messo online.
    Ci hai preso, non c’è una morale così evidente, e potrebbe ben essere un racconto di serie B, di quelli che si leggono in certe riviste. Le riviste americane però per racconti brutti come questo li tengono in seria considerazione, li pubblicano e li pagano anche bene. O meglio, questo accadeva un tempo, negli anni ’50 e ’60 e ‘/0. Adesso le cose sono un po’ cambiate, però i racconti pubblicati in America te li pagano. Da noi invece accade il contrario, devi pagare perché un tuo racconto, seppur bellissimo, venga pubblicato. 😀

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  3. Lady Nadia ha detto:

    È un buon racconto, lo è ugualmente.

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ solo un racconto, forse la bozza per qualcosa, niente che valga veramente. 😉

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