VICTOR ALFIERI, A CHI STO SCRIVENDO, A CHI?

VICTOR ALFIERI, A CHI STO SCRIVENDO, A CHI?

Victor Alfieri
A chi sto scrivendo, a chi?
Mi sembra ridicolo scrivere qui, adesso che non ci sei più, Victor Alfieri.
Ti ho conosciuto soprattutto attraverso i tuoi racconti, e non so dire, non con precisione in ogni caso, quali fossero le tue idee, se credevi in un Dio oppure no. Ma per quello che ho potuto dedurre leggendoti, mi sa che non nutrivi chissà quale fede in un altro mondo.
Sei andato via all’improvviso, solo questo so. Tu eri molto più bravo e preparato di me, sapevi scrivere veramente bene, avevi le idee sempre chiare; e mi sento in colpa, molto, per non averti forse dedicato quella attenzione che invece avresti meritato. La tua scrittura era pulita, priva di fronzoli. Eri bravo, diavolo se lo eri. Non eri un azzeccagarbugli delle patrie lettere, scrivevi per passione, ma la limpidezza della tua scrittura non aveva niente da invidiare a certi scrittori d’oltreoceano fin troppo blasonati.
Dicono che il cielo sia pieno di angeli, dicono così. Però se guardo il cielo, vedo soltanto un buio che si prolunga all’infinito, un buio che a me fa orrore nonostante sia puntinato di stelle più o meno lucenti. Caro Victor, forse anche a te il cielo dava questa impressione. Sto guardando ora il cielo, la notte che a ogni minuto diventa sempre più profonda: c’è qualche stella, sì, ma non ti vedo, non scorgo alcun segno che tu sia nell’infinito.
Victor, amico e collega, la scrittura ci legava e continuerà a legarci. Da te ho imparato davvero molto, più di quanto abbia mai osato dire in pubblico e più di quanto ti abbia mai confessato in privato. Lo sto facendo adesso, adesso che è tardi, e per questo non posso non sentirmi profondamente colpevole. Di una cosa sono certo, non sarò mai all’altezza di scrivere storie belle e precise come le tue. Proverò, in ogni caso proverò a dare il meglio di me, perché scrivendo, forse, onorerò la tua memoria, tutte quelle lezioni che mi hai saputo dare attraverso la tua prosa perfetta.

Victor, amico e collega, non è giusto che una persona bella e intelligente come te… Non aggiungo altro perché non amavi i sentimentalismi esagerati, e facevi bene.

Ti abbraccio, abbraccio te, Victor.

Giuseppe Iannozzi

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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