Il Punto esclamativo e altri incubi ortografici. Tre racconti di una attualità mostruosa – recensione di Iannozzi Giuseppe

Il Punto esclamativo e altri incubi ortografici

Tre racconti di una attualità mostruosa

Iannozzi Giuseppe

Il punto esclamativo e altri incubi ortografici

Sarà capitato a tutti noi di nutrire dei dubbi sull’uso dei segni di interpunzione, e poco importa quale sia il nostro mestiere, se scriviamo perché obbligati dal nostro lavoro in ufficio o perché, bene o male, introdotti nel mondo delle lettere.
Oggi, ad esempio, si fa un notevole abuso del punto esclamativo ma anche dei puntini di sospensione, ieri, invece, si stava molto più attenti alla punteggiatura, anche quando lo scrivente non aveva alcuna pretesa letteraria.

Ne Il punto esclamativoAnton Čechov racconta dello scrivano Perekladin, che, per tutta la sua vita, non ha mai usato un solo punto ammirativo nei documenti da lui redatti. Perché? Forse per aridità d’animo, forse solo perché non gli è mai passato per la testa che il punto esclamativo ha una sua specifica funzione, che non è puramente ornamentale. Francis Scott Fitzgerald detestava il punto ammirativo, Tom Wolfe invece lo apprezza in maniera viscerale. Ancor oggi gli scrittori non sanno bene come comportarsi, se usarlo o no questo benedetto punto esclamativo.
Ne La lettera U, Iginio Ugo Tarchetti fa invece il punto sulla vocale «U» e lo fa adoperando una comicità grottesca. Un uomo, la cui vita potrebbe essere felice e normale, nutre una particolare avversione per la già citata vocale. Per lui la lettera «U» è qualcosa di mostruoso, una oscenità, questa è la sua ferma convinzione, e per questo motivo cerca in tutti i modi di convincere la società che la diciannovesima lettera dell’alfabeto italiano dovrebbe essere messa al bando. L’idiosincrasia per la lettera «U» porterà il personaggio nato dalla fantasia di Ugo a finire i suoi giorni in un manicomio, e non potrebbe davvero essere altrimenti!
In Regi impiegati, Emilio De Marchi ci mette di fronte a come la burocrazia sia in grado di trasformare una semplice richiesta di fondi straordinari in un aggrovigliato caso di incomprensioni senza fine e senza soluzione.

Nella sua nota di lettura, Roberto Alessandrini fa il punto: «Possiamo fare buon uso dei nostri errori e correggerli con scrupolo, ma anche evitare di trasformare il linguaggio in frontiere invalicabili ed escludenti».
Ne Il Punto esclamativo e altri incubi ortografici possiamo leggere tre racconti partoriti dalla penna di tre grandi autori, tre racconti di una attualità mostruosa che tutti gli scrittori, in erba e no, dovrebbero leggere senza esitazione alcuna, perché gli errori (orrori) ortografici di ieri sono gli stessi che ancor oggi si commettono.

Anton Čechov – Iginio Ugo Tarchetti – Emilio De MarchiIl Punto esclamativo e altri incubi ortografici – Nota di lettura di Roberto Alessandrini – Tradotto da Laura Ferrari – Edizione: settembre 2017 – Pagine: 80 – Dehoniane – Collana: P9 Lampi sezione: Lampi d’autore – EAN: 9788810567616 – € 8,50

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in ACQUISTA, ACQUISTA DALL'EDITORE, ACQUISTA ONLINE, arte e cultura, attualità, consigli letterari, critica letteraria, editoria, Iannozzi Giuseppe, letteratura, libri, libri di racconti, narrativa, recensioni, società e costume, Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Il Punto esclamativo e altri incubi ortografici. Tre racconti di una attualità mostruosa – recensione di Iannozzi Giuseppe

  1. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Penso sia una ottima lettura per tutti. E’ molto divertente ed educativo.

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.