ANTOLOGIA VOL. 3

ANTOLOGIA VOL. 3

Iannozzi Giuseppe

Venere - Botticelli

LE DONNE FANNO FINTA DI PERDERE

Faccio un brindisi, sputo sorrisi
Le donne eleganti fanno finta
di perdere la verginità
E io c’ho una voglia matta di scoreggiare
E invece mi viene fuori soltanto un rutto
Sì, per adesso, poi dopo vediamo!

Certo che sì, se mi guardi bene
sono proprio il brutto il cattivo
e la puttana che si struscia
Mi struscio sì, ma per cosa poi
se tutte le belle mi stanno sui coglioni
con quelle loro arie radicali

Dovrei gridare che è un’impostura,
un dramma finito a tarallucci e vino
E invece me ne sto zitto
e ascolto quelli che hanno occhi come fanali:
dicono tanto, con bocche piene di salatini
A sentirli così
parrebbe che abbiano trovato il modo
di difendere per l’eternità la fortezza Bastiani
Ma in giardino i cani alla catena abbaiano
e mordono l’aria fino a farla sanguinare
Dovrei gridare in questo deserto
Ma c’è così tanta gente che fa finta d’esser qui!

Una mi sfiora il fianco, mi sussurra che ha caldo
La porto fuori sul balcone a guardare le stelle
(E’ un bel bocconcino, penso fra me e me)
E mi prende di darla ai latrati di quegli affamati
Non se ne accorgerebbe nessuno
E’ una di quelle coi tacchi alti
e qui stasera ce li hanno tutte e brindano felici

Quel gran genio
che è stato ieri sera in televisione spiega:
“La riproduzione è un istinto animale…”
E allora non ci penso più e la butto giù
Due, forse tre, grida, poi più niente
Un grassone mi si fa dappresso serio o forse no:
“Mondo cane! Tutto bene?”
Abbozzo un sorriso in un sì: “Si mordono la coda”
E’ proprio una notte di quelle un po’ così e così, noiosa
Tante stelle in cielo, desideri lo illuminano
e poi lo spengono in un momento
Ma quello decanta le virtù dell’umanità
Le donne ridono, fanno finta
di perdere la verginità
E a me scappa d’andare a cagare

E adesso che ci penso
c’ho pure bisogno di fare la pipì
Sono proprio il brutto il cattivo
e la puttana che si struscia
Che si struscia per arrivare fino al cesso

Sì, per adesso, poi dopo vediamo!

NESSUN SERTO!

Mai mi sono detto…
Confessa verità personali
la poesia,
mai e poi mai la realtà

Teneva viva un preghiera Gesù
e Giuda pure, forse più santa
Furono entrambi traditi
dalla stupidità d’un milione di sé,
finendo nell’inchiostro di pagine
un po’ così e così – esasperanti

Non pregherò
per un serto un po’ così e così
o una corona di spine capovolte
A nessuno chiederò
dove l’anima l’ho gettata
Come vedi, come credi,
c’è che non m’interessa sapere
che infinita fine abbia fatto

Non pregherò
per le mie ginocchia stanche
Sulla stessa bilancia
si bilanciano il torto e la ragione;
e umano, troppo umano,
giorno dopo giorno, vado avanti;
e se qualche volta inciampo,
sempre mi rialzo da me

Non voglio scrivere ogni cazzata
che mi passa per la mente
per finire poi antologizzato
fra i grandi idioti dell’umanità
Solo desidero me, e non di vivere
in eterno, ché mai mi son detto
santo o poeta

Quello che voglio veramente,
quello di cui non posso fare a meno:
stare con me, finché fiato nel fiato
dentro ai polmoni

VITA CONTADINA

Fra l’erba alta
immobili le lumache
al sole e all’ombra
se ne stanno
mentre un contadino
nel bicchiere versa il vino,
con mani tremanti
spezza poi il pane;
e negli occhi tiene
del prato tutte le età
E all’ora del vespro
fra le rughe
gli si distende un sorriso,
e tutto d’un fiato butta giù
il vino, e alla salute di Dio
l’ultimo bicchiere

CULETTO BELLO

Sarò sincero, quando ti vedo sculettare
lungo le strade luccicanti di Nuova York
mi viene duro

Sarò sincero con te, non amo la spiritualità
Sono un tipo più alla mano e non un coso
né carne né pesce

Sarò duro ma la sincerità e l’unico capitale
che ho; di Marx non ho mai capito una sega
e la poesia non so che sia

Ho imparato una cosa battendo oggi qui
domani là ed è che democratici e repubblicani
non ti possono dare il paradiso

Ho capito che quando a uno gli viene duro
per una bella fica, ha trovato la sacra patria
per cui niente è mai abbastanza

Ti sembrerò dannato immorale e volgare
E’ questo che mi fa eccitare, vederti arrossire
e portarti poi via

ANGELI INGRATI

Non un canto disperato,
di fame d’aria,
di giorni somari a cercare dio
o l’immagine del suo contrario
Niente, niente di tutto questo
Niente che abbia senso,
Arcano Stallone

Non un momento o l’eternità,
la solitudine, il capriccio e la poesia

Sogno rumori,
i graffi dei dischi
fra i morti solchi
Deliziato dal numero!

Del quadro tollero la cornice,
della fotografia la prigione

Non un canto disperato,
ma a piè di pagina la sconfitta

E lezioni d’amore nel lontano 69
I più ricordano solo il Sessantotto

Segno e accuso graffi
Pulsano dolore le spalle
Frana la terra sotto i piedi,
e ogni cosa ha un inizio
e una fine, anche l’odio,
anche l’affetto
tanto a lungo sopportato…
uguale bilancia portata
da spalla a spalla,
Angeli ingrati

Non un canto disperato,
ma del solitario albero l’eco
che in fondo alla valle cede e cade
La Mela del Peccato addento,
la polpa fra mascella
e mandibola
senza mai temere
un pugno in un occhio,
né che il boccone
nel gargarozzo cada storto!

La lucciola aspetta
che io venga per lei
Scivola il sudore sulla pelle
sotto il pallore d’una luna puttana,
e la nebbia s’infittisce
a ogni passaggio di fanali nella notte
La lucciola aspetta
che il freddo passi
almeno per un momento,
e non finisca antologizzato

Non un canto disperato,
ma del Silenzio l’affilata lama
che il grembo della terra ferisca
dove sepolto
il contorto Feto della Vendetta
in negro abbandono giace

Non un monumento o la fragilità,
l’agiografia, il dispetto e la banalità

Non un canto
Non un canto disperato,
Arcano Stallone
a piè di pagina impennato

Ben oltre l’Alba e l’Occaso
giovani bare di sperma
aspettano soltanto d’esser riesumate
e agli occhi degli Angeli portate

PER IL TUO PERDONO

Ti offro un calice pieno
del rosso mio sangue
Ti offro da bere
l’anima che ho,
per quanto mi renda conto
che vale poco o niente
Ma tu, ti prego,
non la versare
nel vaso dei fiori
che solo ieri ti regalai,
combattuto
fra timidezza
e quella brutta stranezza
che mi fa dire cose cretine

DOVE VAI?

Dove vai?
Lontano
dove tu non sai arrivare

Dove vai?
Lontano
dove l’eco non ha casa
né passi da ripetere
a ogni secondo

Dove vai?
Lontano,
lontano oltre l’orizzonte
e il mondo conosciuto

Dove vai?
Lontano
al di là della luce e del buio
Lontano, lontano da te,
che sei stata il bene e il male,
il primo sorriso
e il sale sulla ferita
lasciata aperta

Dove vai?
Lontano
dal dolore

Dove vai? Dove?
Perché più non rispondi,
perché lasci che i secondi
passino inesorabili, lenti,
cadendo
nei battiti del cuore?

Dove vai?
Hai dimenticato
le sigarette, per Dio!

GROUPIE

Le Belle che credeva io fedeli mie groupie
han fatto presto a tradirmi
con chissà chi, e in qual letto, non so.
Dovrei sentirmi tradito, incazzato nero
e in effetti così mi sento, sul serio
pugnalato e tradito, nell’intimo ferito.
Così tanto burlesco lo spirito femmineo!

Oddio, lo sapevo, la Mamma mia
per giusto tempo m’avvertì;
però proprio non immaginava io
che alla burla s’accompagnasse
del silenzio lo scherno. Così, adesso,
mio malgrado son costretto a scagliare
l’ira su ogni femmina che lo sguardo mio
dovesse per sbaglio incontrare.

Crudeli, infedeli groupie,
il tenero cuore mio avete fatto lacrimare;
ma l’offesa sì presto sopraggiunta, giuro,
per nulla al mondo resterà impunita.
Già l’ingegno mio lavora per farvi la festa,
così se ora di me temete l’immago
ne avete ben ragione:
abituato a schioccar le dita una volta
e una soltanto, furor tremendo mi prende
quando la Bella chiamata a me non viene!

Non groupie ma arpie,
arpie senz’anima né pudore,
questo siete, non negate.

Per quant’è vero Iddio, cioè Io,
dai letti disfatti una a una vi stanerò;
e una a una nel sacro mio boudoir
con infernale duro conio vi ripagherò.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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