Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare – IL PADRINO

Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare

IL PADRINO

Il Padrino

Io credo nell’America. L’America fece la mia fortuna. E io crescivo mia figghia comu n’americana, e ci detti libertà, ma ci insegnave puro a non disonorare la famiglia. Idda aveva un boyfriend non italiano, se ‘nnia o cinema insieme tornava a casa tardi e io non protestavo. Due mesi fa lui l’invitò in machina con n’avutro amico suo. Le fecero bere Whisky e poi cercarono di approfittarsi di lei. Lei resistette, l’onore lo mantenne. E iddi la pestarono, come n’animale. Quann’arrivai n’ospedale a sa’ faccia faceva paura. A mascidda era rutta. L’aveano cosuta cu’ file e ferro. Nemmeno chiangere poteva tanto era o’ male. E io chiangeve, povera figghia. Idda era a luce dell’occhi mei. Bellissima era! E ora nun sarà mai chiù bedda come prima… m’ha a scusare.. andai alla polizia da buon americano. I due furono pigghiati e processati. U’ giudice li condannò ma un aveano precedenti e ci dettero la condizionale: sospensione della pena. Li fecero uscire nello stesso giorno! Io restai dentro quell’aula come un fesso. E chiddi du bastardi mi ridevano in faccia. Allora dissi a mia moglie, per la giustizia dobbiamo andare da Don Corleone. (Bonasera)

– Un giorno, e non arrivi mai quel giorno, ti chiederò di ricambiarmi il servizio, fino ad allora consideralo un regalo per le nozze di mia figlia. (Don Vito Corleone)

– Questo incarico diamolo a Clemenza, voglio gente di affidamento, uomini che non si fanno prendere la mano. Noi non siamo assassini, anche se quel beccamorto ne sembra convinto. (Don Vito Corleone)

– In gamba. Non avere paura, Carlo. Che diamine, non renderei mai vedova mia sorella, e poi sono anche il padrino di tuo figlio no? Ma non venirmi a dire che sei innocente, perché è un insulto alla mia intelligenza e la cosa mi disturba molto. (Michael Corleone)

– Mai dire a una persona estranea alla famiglia quello che c’hai nella testa. (Don Vito Corleone)

– Fredo, sei il fratello maggiore e io ti voglio bene. Ma non ti azzardare mai più a schierarti contro la famiglia, è chiaro? Mai più. (Michael Corleone)

– La pistola voglio che la metta a posto uno di piena fiducia. Non voglio che mio fratello resti in quel cesso col coso in mano e basta. (Sonny Corleone)

– Luca gli puntò una pistola alla testa e mio padre disse che su quel documento ci sarebbe stata la sua firma, oppure il suo cervello. È una storia vera. (Michael Corleone)

– Io ho sempre lavorato e non ho rimorsi, ho avuto cura della mia famiglia e ho sempre rifiutato di fare il pupo attaccato ai fili tenuti in mano da quei pezzi i’ novanta. E non ho rimpianti, era la mia vita, ma pensavo che un giorno finalmente sarebbe toccato a te tenere i fili. Il Senatore Corleone, il Governatore Corleone oppure non so… (Don Vito Corleone)

– Chiama Bonasera, ora ho bisogno io di lui. (Don Vito Corleone)

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in cinema, citazioni, film, società e costume, spettacoli e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.