ANTOLOGIA VOL. 1

ANTOLOGIA VOL. 1

Iannozzi Giuseppe

young woman

Giù al camposanto

Giù al camposanto
ebrei e negri sono in pianto,
e ognuno alla propria maniera;
ma tu non vedi oltre la punta del tuo naso,
credi ancora che il telefono squillerà
per annunciarti che domani sarà bel tempo

Hai insistito per avere il fallo di Coltrane,
ma sei rimasta delusa quando hai capito
che non avresti potuto portargli via l’anima

Potrà mai una Fata mezzo nuda
in un trasparente bicchiere di champagne
scopar via tutta la bruttezza che c’è qui?

I miei angeli

Hai fatto in fretta a dimenticare
Un matrimonio è stato sufficiente
e tutti gli angeli che avevo
son caduti in lacrime ai miei piedi,
ed io nemmeno una parola

Hai fatto in fretta a dimenticare
che son stato il tuo sacco da boxe
per i tuoi momenti di smarrimento
Costretto all’angolo rosso
il ring spara ancora pugni
sul mio volto disfatto, ma aridi
gli occhi oramai chiedono il buio

Hai tirato forte dritto al cuore
Finito al tappeto non ho potuto far altro
che strisciare fino all’angolo
e leccarmi le ferite in silenzio

Ho pregato a lungo

Ho pregato
Ho pregato a lungo
credendo in te
prima che in Dio

Ho pregato
con la speranza
di non dover fare
mai a meno di te

Non è bastato

E non è neanche servito
affogare la testa
sotto l’acqua gelata
Sono ancora sbronzo,
nani e folletti maligni
m’invitano alla gogna

Ho pregato
Ho pregato così a lungo,
così tanto a lungo
fino a farmi sanguinare le mani
Ho tenuto le mani giunte
proprio come mi hai insegnato
E allora perché non è servito?

Ho pregato piangendo
come un bimbo senza ritegno
L’amata carezza però
non è arrivata mai

Non è arrivata, mai
Il diavolo lo sa
che sono nel giusto
Lo sa che non ho peccato mai
più del consentito

Bionda Camelia

L’ultima volta dicesti
ch’ero un ragazzo

Sul binario del treno
sei rimasta immobile,
volevi esser certa
che non tornassi
sui miei passi di piombo

Dispiaciuta
che non fossi pazzo
né ricco da far schifo

Signorina Camelia,
ne è valsa la pena?
Fra Bari e Firenze
sei ancora tu
la prigioniera preferita
della tua tribù?

Fu bionda la tua risata
Prese fuoco all’istante,
morì in un momento
senza agonia né gioia

Fu bionda la tachicardia,
bionda Signorina delle Camelie
Fu stupida la tua paura,
ma non fui stupito io

Puoi immaginarlo da sola,
non sono cambiato

Non sono cambiato

Così tanto stupido

Così tanto stupido,
così poco stupito
per questo blues
che non sa chi lei è

Non cercava me
sulla strada polverosa
verso la triste casa

La Bianca Colomba,
sulla tomba mia
divelta e dimenticata,
l’abusata mia poesia
non l’ha impressionata

Giovane e bella lei,
donna da una Luna appena,
il Flauto dell’Uomo Muto
per una notte solamente
fra le gambe l’ha suonato

Così poco stupito,
davanti casa mia
ogni dì lei passa

Non ha senso la vita

Ti voglio bene,
tanto davvero
Senza di te
non ha senso la vita
Ti voglio così tanto bene
Ma tu non lo hai capito
che sei il sole
che penetra la mia finestra aperta

Non hai mai imparato
l’estremo significato
Ti ho forse trattata male?
Non lo sai, ma mi hai regalato
una corona di spine insanguinate

E mi hai spezzato il cuore
con una corona di rose

Ti voglio bene, fidati di me
Ho una cravatta molto lunga,
molto lunga davvero:
Amica mia, ci divertiremo

Bambina bambina

Con te c’è niente
da fare,
sei bambina piccina
che il sole abbraccia,
che gli occhi chiude
di fronte alle cose
buie e inquiete
che intorno al mondo
girano e rigirano

Sei bambina
con il mattino d’oro e di luce
nelle pupille nocciola,
bisognosa d’acqua e sapone,
bisognosa d’un Dio in cui credere
sempre ciecamente

Sei bambina bambina,
ed io posso sol arrendermi
all’infantile tua tenerezza:
contro di te impotente,
senz’armi, capace di perdere
il senno in un momento

In volo con me

Vorresti prendere il volo, bambina?
Gli angeli ti hanno rubate le ali
Non preoccuparti, stringiti a me
e voleremo insieme in alto e in basso
fra nuvole di fuoco e torri babiloniche

Non temere di peccare,
pecca solamente chi non ha mai amato
fino alle estreme conseguenze

Non badare alla mia coda luciferina,
serve al mio equilibrio, non a far del male
Non badare al mio brutto muso,
serve a tener lontani cattolici e pentecostali
Non focalizzare l’occhio sul mio aspetto,
guardami invece dentro
e vieni nell’anima mia,
insieme scopriremo che Milton mentiva

Vorresti volare più in alto di Dio?
Hai solo bisogno di cavalcarmi a dovere
Fidati di me, ho già visto
come andrà a rotoli questo mondo
Fidati di me, portati in salvo
con chi come me non ha padroni

E vola in alto, vola in alto, in alto

Dalla bocca del morente

Ogni topo
di fogna o no
– all’uomo uguale –
malattia cova
a destra e a manca,
e vuota distinzione

Dio, certo che sì,
ogni topo mai manca
di vittime e puttane
in accompagnamento,
di tremule ossute mani
a un rosario legate

Dalla bocca del morente
l’ultimo mefitico alito,
rosso getto di sangue
vomitato finalmente

Sorci verdi pel cadavere
in fretta e furia
in fossa comune gettato;
mai l’ombra d’un cristo,
sempre uguale supplizio
sottoterra nell’aldiquà

Potrà questa bellezza assassinare il mondo?

Potrà questa bellezza assassinare il mondo?
Un bel cadavere conta più d’un’anima linda
senza gloria né peccato

Ho fatto un sogno
e fra i morti c’eri anche tu
Il prete danzava nudo sulla tomba
Con la lingua serpentina ti faceva segno
che il momento era venuto
Hai dunque capito
che non saresti stato perdonato,
i tuoi crimini su un piatto d’argento
e tutte le medaglie sul campo conquistate
buttate a cani e porci nel Culo dell’Inferno

Il Dono

Da questa vita
abbiamo avuto tutto.
Per noi fu molto di più,
molto più di un sogno.
Siamo stati prigionieri
alla fine del mondo,
e non abbiamo detto una sola parola buona.
Giovani angeli in catene
hanno sfamato le nostre bocche sanguinanti,
nonostante la nostra mancanza di fede.
Abbiamo bestemmiato,
abbiamo sputato e abbiamo ballato
sotto la luna pallida,
poi il sole ha spremuto
il nostro volto sul cuscino,
e abbiamo perso tutto.
Non abbiamo colpa,
ma saremo in torto per sempre.
La nostra avidità ha raggiunto il limite.
Dio è venuto a noi,
e non lo abbiamo ascoltato:
eravamo sordi.
Per molto tempo
a mani nude abbiamo scavato.
Ora la tomba riposa accanto ai nostri volti.
E’ un dono per voi la nostra timida pietà.
E’ pronta, è pronta la tomba, è pronta
per tutti coloro che la vorranno riempire.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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