È solo poesia, niente di importante

È solo poesia, niente di importante

Iannozzi Giuseppe

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Siamo fiati buttati giù

Siamo, siamo fiati buttati giù
fra ingorghi di noia e tentazioni
Siamo e non sappiamo bene
quello che nel mondo accade
E non sappiamo neanche
se domani un domani ci sarà

Siamo, dobbiamo farci bastare
questa realtà nuda di poesia

Per te sono morto

Per te sono morto cento anni fa
con un diamante legato al collo,
affogato insieme a una pietra

Per te sono morto, sono morto
come tutti i coglioni non amati
E non ti ho chiesto di ricordarmi
e nemmeno d’essere immortale
sui gradini della tua poesia

Per te sono morto,
non a sufficienza però,
così continuo a pregarti di buttarmi
giù dalle scale dei tuoi residui pensieri,
affinché possa raggiungere la pace
a rotta di collo

In un tempo non lontano

In un tempo non lontano
avresti per me pianto tanto,
avresti pianto a lungo
invece di metter su il muso
e invocare il tuo Gesù

Un tempo mi amasti tanto
Mi amasti per le mani fredde,
per mio il cuore in tumulto
Ieri non tenevi su mai il muso

Non mentivi
sotto il salice piangente
A me abbracciata
mi guidavi tu fra la gente

Avresti per me pianto,
e avresti per me scelto
le tue lacrime più belle e calde
Avresti poi confezionato a mano
una collana di dolore e sincerità
per farmene dono

Adesso metti su il muso
Non piangi più, mi allontani,
e mi inviti a farmi monaco,
prigioniero e santo nell’alto Tibet
lassù dove non esiste
né resiste la tua ombra

Dal Paradiso di Dio

Rubai dalle tue labbra
il nettare d’un bacio;
e tu, subito, bruciasti la mia guancia
con uno schiaffo di vera forza
Con occhi dolenti e voce soffocata
spiegasti alla mia ignoranza
che dovevo imparare ad amare
il dolore di Gesù prima di rubare
dal Paradiso di Dio

Non ho imparato ancora niente,
ma adoro ogni rimprovero
che il silenzio mi reca,
immaginandoti con la faccia
adagiata sul freddo vetro
della tua finestra, cieca su me

Tenero bucaneve

Tenero bucaneve,
al sole o sotto la neve
nascosto
e d’eterna purezza colmo,
l’immacolato tuo cuore lo mostri
alle anime solitarie
che per monti e impervi declivi
s’avventurano in cerca
del miracolo antico
che è la vita.
Di tanto in tanto,
con mai vinta timidezza,
a favore dell’occhio indagatore
di uno o due viaggiatori,
per poca che sia,
alla luce i petali li abbandoni.
E mentre s’allungano
le ombre giù a valle,
che alle porte di negre osterie
e di sperdute chiese battono,
di nuovo torni invisibile ai più.
Rimane fresco però il tuo ricordo
nell’intimo profondo
di quanti hanno avuto fortuna
di mirarti con innocenza bambina.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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