Andrea Scanzi, I migliori di noi – Quando l’amicizia è ineluttabile

Andrea Scanzi, I migliori di noi

Quando l’amicizia è ineluttabile

Iannozzi Giuseppe

I migliori di noi - Andrea Scanzi

Chi sono, chi erano i migliori di noi? L’amicizia è ineluttabile, arriva quando arriva, resiste come può, muore come sa morire. E può rinascere all’improvviso, sempre in maniera ineluttabile, perché l’amicizia è destino, è anche questo. Andrea Scanzi lo sa bene e ce lo dice a chiare lettere nel suo ultimo romanzo, I migliori di noi (Rizzoli).

Leggendo I migliori di noi di Andrea Scanzi, firma di punta de Il Fatto Quotidiano, l’impressione che subito si produce nel lettore è che l’autore abbia digerito e fatta sua la lezione di Jack Frusciante è uscito dal gruppo; il romanzo di Enrico Brizzi, uscito nell’ormai lontano 1995, fu un vero e proprio pugno allo bocca dello stomaco per la Letteratura italiana, per il romanzo di formazione. Brizzi scardinava i luoghi comuni sull’amicizia e li reinvestiva in una prosa tanto delicata quanto selvaggia. Scanzi non ci racconta però di un ragazzotto diciassettenne bolognese, ci porta invece a conoscere Fabio e Max, che alla tenera età di cinquanta anni o giù di lì si ritrovano.

Fabio non è più giovane, sulla sua testa pende una spada di Damocle, aspetta l’esito di una biopsia. Max, neanche lui è più un ragazzo: ha passato diversi anni in America illudendosi di riuscire a sfondare, di far sua una donna impossibile, e alla fine ha fatto ritorno in Italia, ad Arezzo. Per anni e anni Max ha percorso le strade americane senza lavorare, con il portafogli pieno di soldi, le royalties di un brano, “Dammi il bikini”, gli hanno difatti permesso di non dover muovere paglia. Adesso però le royalties di quel brano che scrisse in gioventù non rendono più bene come un tempo, e Max lo sa che la sua vita l’ha sperperata. Fabio e Max si ritrovano: per loro il tempo è passato, non sono più giovani, hanno i capelli grigi e il futuro è una incognita. Fabio scrive, non si è mai mosso dalla città in cui è nato: ha un figlio lontano che non sente mai, e ha una moglie che è la sua forza di andare avanti nonostante la consapevolezza che domani la biopsia potrebbe confermargli un esito infausto.

Ne I migliori di noi c’è anche ben più di una punta di quello spirito goliardico di Amici miei, film del 1975 di Mario Monicelli basato su un progetto originale di Pietro Germi, un progetto che Germi, purtroppo, non ebbe modo di realizzare a causa della malattia che nel 1974 lo avrebbe condotto alla tomba. Ma ne I migliori di noi ci sono anche le parole di Roger Waters (ex leader dei Pink Floyd), parole che sanno parlare al cuore, che sempre indicano la retta via a chi l’ha persa o la sta perdendo.

I migliori di noi, un romanzo leggero, certo che sì, però non così leggero come qualcuno potrebbe pensare.

ANDREA SCANZI (Arezzo, 1974) è una delle firme di punta del “Fatto Quotidiano”. Conduttore televisivo e opinionista, è anche autore e interprete teatrale. Ha scritto sei spettacoli. Nel 2007 ha firmato il bestseller Elogio dell’invecchiamento (Oscar Mondadori). Per Rizzoli ha scritto i fortunati Non è tempo per noi e La vita è un ballo fuori tempo, entrambi disponibili in BUR. Questo è il suo secondo romanzo.

Andrea Scanzi I migliori di noi – Rizzoli – Pagine: 218 – Isbn: 9788817090124 – Euro 17,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
Questa voce è stata pubblicata in ACQUISTA, ACQUISTA ONLINE, arte e cultura, attualità, consigli letterari, critica, critica letteraria, cultura, editoria, Iannozzi Giuseppe, letteratura, libri, narrativa, recensioni, romanzi, scrittori, società e costume e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.