SCRIVEVO POESIE PER MORIRE – Versione inedita

SCRIVEVO POESIE PER MORIRE

Iannozzi Giuseppe

Quand’ero giovane scrivevo
sempre appeso a un filo
inventando greve Fato per desio
di morte, insegnando all’alma
che all’Amore non è lecito
chiedere alcunché, mentre giusta
è l’attesa che la morte avvenga
in foggia né lieta né coraggiosa
Così trascorsi i giorni migliori
morendo a ogni tramonto
dentro a un nero fiume di inchiostro,
incontrando in sogno donne
che con volto cinereo mi segnavano
nel nome del Padre e del Figlio
E poi, un mattino vuoto d’oro in bocca,
più morto che sveglio scoprire
che ha colto l’età matura tutti i frutti,
sia i migliori sia quelli ancora acerbi,
e che nulla di significativo m’è rimasto
se non il calamaio vuoto di china
e un avanzo d’occhio, solitario e cieco

Quand’ero giovane scrivevo poesie,
scrivevo per arrivare a baciare l’oggi,
scrivevo per arrivare al mio morire

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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Una risposta a SCRIVEVO POESIE PER MORIRE – Versione inedita

  1. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Chiedo venia. I commenti su questo post sarebbero dovuti essere aperti. Per un mio errore tecnico invece erano chiusi.

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