Fanno sesso su Facebook e muoiono. E Putin annuncia la sua morte su Twitter

Fanno sesso su Facebook e muoiono

E Putin annuncia la sua morte su Twitter

vedova allegra

Morire su Facebook – Su Facebook, andando sul profilo del mio amico, ho appreso che è morto. Dovrei essere stravolto ed invece è un sollievo per me sapere che se n’è andato. Ogni giorno mi diceva che si sarebbe tolto dai coglioni, che l’unico problema era dato dal fatto che non aveva coraggio, e così via. Oggi sul suo profilo non c’è attività, se non quella dei suoi amici che lasciano una faccina piangente e un R.I.P. Io non ho lasciato nessun messaggio sulla sua bacheca. Ho staccato la connessione a internet ed ho messo su Samuel Barber, l’Adagio per Archi, Op.11, la musica usata per The Elephant Man a fine film.

Jimi HendrixHendrix è vivo – Jimi Hendrix ha rotto il silenzio. E’ uscito allo scoperto ed ha rivelato che la sua morte è stata tutta una messinscena. E’ vecchio e calvo. Non assomiglia per niente a Jimi, ma sono passati così tanti di quegli anni. In un primo momento tutti gli hanno riso in faccia, poi Jimi ha imbracciato la sua chitarra, una chitarra per destri, l’ha rovesciata e ha cominciato a pizzicare le corde sempre più velocemente. Are You Experienced? Eric Clapton, su Facebook, ha scritto: “Sono finito, sono morto per la seconda volta”.

donna suicidaSuicidio! –  Oggi una donna è volata giù dal settimo piano. Nessuno immagina perché l’abbia fatto. Era una persona tranquilla e fino al giorno prima rideva e scherzava con il marito e la figlioletta di tre anni. Le malelingue però dicono che di sicuro è stato il marito a spingerla di sotto, perché, mai e poi mai, lei si sarebbe buttata giù dal balcone sparpagliando il suo cervello sull’asfalto.
L’uomo piange come un vitello, non si dà pace, maledice Dio e con tenerezza inaudita chiama la moglie pregandola di svegliarsi. Ripete il suo nome così tante e tante volte, con una drammaticità davvero sconveniente. Qualcuno gli ha suggerito di calmarsi perché è uno spettacolo affatto bello quello che sta dando.
La morta tace e l’uomo continua a ripetere l’amato nome.
La donna è stata coperta con un lenzuolo bianco che subito si è fatto rosso di sangue.
Il marito, perso nel suo dolore, all’improvviso decide di spogliarla del lenzuolo. La vede e non la riconosce più. Il terrore lo ghermisce. Grida. La follia ha fatto presto a penetrare nel suo cervello.

PutinPutin morto – Putin è morto. 140 caratteri. La notizia è apparsa su Twitter. I giornali di tutto il mondo brancolano nel buio, possono solo riportare il cinguettio. Dalla Russia non trapela nessun approfondimento. Su la Pravda online c’è soltanto una pagina a lutto, nera, dove al centro campeggia il nome completo del morto: Владимир Владимирович Пути.

cervelloComa profondo – Dopo trent’anni di coma, un uomo si risveglia. Gli è accanto la moglie. Cercando le parole, con non poca difficoltà, l’uomo chiede alla donna quanti uomini ha avuto mentre lui era sul lato oscuro della vita. La donna, senza alcuna esitazione, lo rassicura che ogni giorno della sua ‘non vita’ ha giaciuto con lui riscaldando il suo corpo freddo. Sentendo questa confessione, l’uomo ha avuto attacco cardiaco. A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo. Lo piange la moglie devota.

Fanno sesso su Facebook e muoiono! – Sono su Facebook i miei amici, sul social network. Vivono 24 ore su 24 sulla piattaforma sociale. Parlano. Scrivono. Spettegolano. Litigano. Fanno sesso anche, virtuale ovviamente, ma a loro sta bene. Vivono così.
sesso virtualeUn tizio che conoscevo ha avuto una crisi di panico perché non riusciva a connettersi a FB. Sono stato costretto ad accompagnarlo al Pronto Soccorso, dove lo psicologo, senza mezzi termini, gli ha spiegato di vivere in una realtà che non esiste. Ha dato di matto. Alla fine, i medici sono stati costretto a sedarlo. Adesso si trova in una clinica, in montagna, per disintossicarsi. Non c’è internet e lui peggiora a vista d’occhio. Rifiuta sia l’acqua che il cibo. E’ il fantasma di quel che era. Temo che per lui non ci sia speranza. Da alcuni giorni si rifiuta persino di dormire in segno di protesta. E’ già collassato un paio di volte. E’ perso.
La cosa che più mi dà fastidio è che su Facebook faranno di tutto per convincermi a prendere parte al suo funerale. Per questo ho staccato la linea telefonica e quella dell’Adsl. L’ultimo messaggio che mi è arrivato è che l’epitaffio glielo ha già scritto uno che sta Twitter: 140 caratteri esatti, non uno di più, non uno di meno, perché altrimenti non lo leggerebbe nessuno e poi sarebbe contro le regole. Non prenderò parte al funerale. Sicuro, come la morte, che non uno dirà una parola. Il funerale lo commenteranno poi su Facebook. Metteranno “like” a spron battuto, senza neanche leggere i post commemorativi e i commenti.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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6 risposte a Fanno sesso su Facebook e muoiono. E Putin annuncia la sua morte su Twitter

  1. furbylla ha detto:

    grande! decisamente triste… condivido
    Cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Se vivi in rete, be’, il rischio è di morire anche in rete, senza che nella realtà nessuno si accorga di te.
    Bufale, morti che non sono morti, morti che vengono spacciati per vivi, leggende e cattiva informazione, sesso virtuale (ma come si fa il sesso virtuale con una tastiera e un video?), politica e politici che twittano frasi incomprensibili… C’è di tutto e di più, in pratica c’è il niente. E la gente, la maggior parte almeno, neanche si rende conto che non sta vivendo e che si sta facendo del male.

    Sì, è triste. E allora ridiamoci su, con dei racconti brevi, così forse qualcuno li leggerà. Forse. Bisogna stare sempre entro i 140 caratteri, e non è detto che qualcuno in rete si sprechi di leggere ben 140 caratteri. 😀

    Beppaccio 😉

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  3. Lady Nadia ha detto:

    Un post che naviga nel futuristico ma non lontano da ciò che davvero potrà essere tra qualche anno. Brevi stralci di poche righe intense che ci proiettano in questa atmosfera lugubre e cupa che aleggia nella vita virtuale dei vari protagonisti.
    Un racconto originale e estenuante sulle note di una chitarra elettrica suonata al contrario che possiede un non so che di demoniaco, forse.

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  4. Isabella Difronzo ha detto:

    Questi pensieri sono di un vero e di una “drammaticità davvero sconveniente”.

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sono tutti racconti più che pensieri, racconti, in alcuni casi, brevissimi. Sono drammatici forse perché fotografano una realtà, una realtà che è però prigioniera della rete.

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Temo che queste cose siano già all’ordine del giorno. L’altro giorno Trump, ad esempio, ha scritto un tweet così tanto enigmatico che nessuno ci ha capito una fava. Ma sono tanti i politici (e non solo loro) che scrivono tweet e post che riuscire a capirli è cosa ai confini del mondo.

    Nel mondo virtuale, nei social network, in molti si danno delle gran arie, chi più chi meno. C’è gente che se gli togli Facebook o Twitter non vive più, non vive più perché la vita credono sia in rete e non al di fuori di essa. In un social network quasi tutti si confessano, dicono cose che in altre occasioni mai direbbero. E c’è di che allarmarsi, almeno a mio avviso.

    La rete non è né buona né cattiva, tutto dipende dall’uso che se ne fa, come del resto per ogni tecnologia e ogni nuova forma di comunicazione. In questi racconti evidenzio il lato diabolico che, ahinoi, c’è in quanti sfruttano la rete in malo modo. Nulla più di questo.

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