COLPO DI SCENA!

COLPO DI SCENA!

Thriller piccolo piccolo

Iannozzi Giuseppe

Alfred Hitchcock

“Il più grande thriller della stagione”, così dichiara, a gran voce, il rinomato critico davanti a pubblico di zombie, che sono intervenuti alla presentazione del libro.
Non sentendo gli applausi, il critico continua e la spara grossa, grossa di brutto: “Un thriller non inferiore al capolavoro di Ira Levin, I ragazzi venuti dal Brasile”.
Ancora nessun applauso.
Il pubblico soffre per il caldo infernale in sala: i più si asciugano la fronte con un fazzoletto, le donne sbadigliano sussurrando all’orecchio del proprio partner che gli scappa la pipì.
Il critico non sa più che pesci prendere.
“Vi sembrerà d’aver trascorso una stagione all’inferno”, grida con quanto più fiato ha nei polmoni.
Due vecchietti incartapecoriti, seduti in fondo alla sala, prendono a ridere forte, sì tanto forte che uno ha quasi un mezzo infarto mentre l’altro sputa la dentiera. Nonostante siano non poco provati dal delirio pubblicitario del critico, non ce la fanno proprio a rattenere le risate. Qualcuno si volta nella loro direzione e subito rimane contagiato dall’allegria smaliziata dei due. Ben presto in sala tutti ridono e non fanno niente per nasconderlo.
Il critico suda freddo. L’autore del romanzo “Uccidi Barbablù” è fuori di sé. E’ pronto a ucciderlo con le sue stesse mani. Glielo si legge negli occhi.
Gli astanti sono stanchi, stressati e oltremodo incazzati.
Quando finalmente il critico chiude la presentazione di “Uccidi Barbablù” con la raccomandazione di non perdersi, per nessuna ragione al mondo, il thriller dell’anno, tutti sciamano via senza neanche tentare di dissimulare d’avere una fretta del diavolo.

Davanti alla libreria che ha ospitato la presentazione, si forma un capannello di persone che sparano battutacce a raffica. Qualcuno propone di andare al bar a prendere un drink, qualcun altro rimane sulle sue. Molti sono quelli che se la filano alla chetichella.
A un certo punto, dall’interno della libreria, si ode un rumore sinistro. Poi una raffica di urla d’orrore.
E’ fuor di dubbio: qualcuno ha esploso un colpo di pistola.
Un altro colpo e un altro ancora.
La gente è spaventata e incuriosita. Che sarà mai successo?
La curiosità è tanta.
Un temerario tenta di rimettere piede all’interno della libreria per capire cosa sia accaduto, ma viene bloccato dall’arrivo di due auto delle polizia.
Con le pistole ad altezza d’uomo, i poliziotti invitano i curiosi a farsi da parte.
Il temerario pigola se può entrare con loro. In risposta riceve lo sguardo di ghiaccio d’un poliziotto, che non ha proprio voglia di stare a discutere con uno stronzo.
Fanno irruzione nella libreria.
Dopo un paio di minuti escono due commesse terrorizzate.
Inutile tentare di sapere qualcosa dalle due. Sono entrambe sull’orlo d’un collasso nervoso.
Finalmente, dopo dieci minuti buoni, tre poliziotti escono con un uomo in manette. E’ l’autore di “Uccidi Barbablù”.
In fondo, noi tutti ce lo aspettavamo che il critico avrebbe fatto una brutta fine. Quel che non sospettavamo è che l’autore lo accoppasse subito dopo la presentazione della sua ultima fatica.
Lo scrittore ammanettato si dimena come un gorilla. I poliziotti gli piazzano calci in culo a ripetizione perché si dia una mossa. Si ferma, ben deciso a dire la sua, nonostante i calcioni nel sedere che le forze dell’ordine non gli risparmiano: “Io sono il più grande scrittore vivente… e quello là dentro, con il cervello sparso sul pavimento, adesso è il più grande critico al mondo!”.
La tragicità del momento richiederebbe forse un silenzio di tomba, ma un applauso spontaneo si diparte da un po’ i presenti. Persino le commesse, con il mascara che gli cola sulla faccia, accennano un timido applauso. E questo è tutto.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a COLPO DI SCENA!

  1. Lady Nadia ha detto:

    Divertente, delirante, esilerante. Strano. Mi è piaciuto!!!!!😉

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Un racconto che, ovviamente, non va nel lavoro che sto preparando. Semplicemente con questo piccolo piccolo thriller dico che la narrativa di genere è morta. E sono morti pure quei critici sbruffoni che sempre ravvedono nei thriller chissà quali improbabili capolavori. 😀 Una satira, null’altro che questo, forse anche divertente. ^_^

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