TUTTI SI FINISCE IN POLVERE

TUTTI SI FINISCE IN POLVERE

Iannozzi Giuseppe

gatto nero

Diciassette

Gli occhi chiuse
per un sonno breve,
dopo una lunga corsa
all’ombra d’un filare
di giovani alberi;
e del domani
non vide più la luce,
né udì il pianto
della pioggia
sulla spoglia bara

Sotto due metri
di profondità,
nel suo grembo
la fredda terra
felice lo accolse

Diciassette primavere,
la frettolosa preghiera
e il segno della croce
del becchino: dalla vita
null’altro ebbe

Fiori di camposanto

Son poi quando va bene
le nostre vite fiori di camposanto
e null’altro che valga la pena

Gode la chiesa a mieter vittime a iosa
per farle presto nella negra terra scomparire
promettendo loro eternità che non c’è
nell’aldiquà né in una speranza al di là
Lo san bene i cardinali e i papi panzoni
quanto frale la natura e qualsiasi cosa
dall’uomo creata: in polvere finisce
la gloria dei grandi, in cenere il nome
di pastori e ladroni; per tutti è però sicuro
il sordo rumore del bronzo

Grommose suore di carità ingrassate di vetusti sorrisi
ciangottando fino all’ossario trascinano i corpi avvizziti:
paghe dell’esistenza condotta piano parlano di untori,
di madri piangenti, di preti rigettati – come petecchie
Ma sconsacrati o benedetti, tutti si finisce in polvere
con una magra croce su o una goccia di povera cera

Compromessi dentro a turbinii di foglie
ristanno ancora un momento spremendo
aride lacrime sui fiori del camposanto
i viventi

Funerali di Stato

Si morì
fra polvere e macerie
convinti che
la vita un perché
sempre
a portata di mano
o al termine della notte
nascosto

Si morì
schiacciati
dal peso tremendo
della terra
sotto i piedi franata,
nello squasso
delle mura sbriciolate,
delle fotografie care
rovesciate
E non era ancora
la Pasqua, desiderio
di redenzione

Si morì
per non sperare più
in sogni mai sognati
Si morì
in un incubo
partorito dal profondo
della terra
per in essa finire

Si finì
di essere
senza avere il tempo
minimo di capire
che risate e pianti
più non avrebbero sepolto
albe e tramonti
dentro ai nostri occhi

Crollò infine
il cielo
in Aprile
ai Funerali di Stato

Vuoto il cuore

Sboccia l’amor a Primavera
Il vino allegro giù va tutto d’un fiato
A tarda notte i canti degli avvinazzati
Il tuo petto eccitato non nasconde
il suo splendore, vien fuori e riempie
il maschio cuore di sentimento
ma del sangue pian piano lo vuota

Così eccitante l’amore
nell’affanno in piedi consumato,
in un angolo costretto e spogliato
In un ritaglio di Luna immortalato

Il Ritorno

Tace il tuo volto,
tremano le labbra
Facile amare
il primo cane
che bussa alla porta
quando si è odiato
per tanto tempo
partorendo rabbia e dolore
dal fondo
della fine del mondo

Non una virgola
è però cambiata,
eterno ritorno:
poter morire
in primavera,
esser sicuri
che il domani
non sarà più
E’ chiedere la luna
in fondo al pozzo

Età

Una poesia scritta
male
e nella terra
sepolta
Fiorirà
o forse no
con la bella stagione

Per ora riposa,
mio cuore
Della morte,
del gelo alle radici
non ti curare

Pagliacci

Tutti si muore
inaspettatamente
Non valgono sepolcri e avelli
a ricordare a chi resta
chi noi siamo stati
e quello che abbiamo fatto
nell’ombra nascosti e sepolti,
o alla luce del sole esposti
per ricevere presto in cambio
untuosi complimenti
Caronte soltanto e più alte maestà
dell’alma nostra terranno possesso;
a loro il diritto di scialacquare
sguaiata ebrietà
per una eco portata
veloce sulle ali del vento
a favore di chi prima o poi subirà
medesimo trattamento

Noi tutti si muore,
come pagliacci
col trucco disfatto,
senza più denti in bocca
e pronte affilate battute
Troppo tardi ci accorgeremo
che fu la nostra una disgraziata natura
d’avercela così tanto lunga la lingua
sempre, a matrimoni e funerali

Il nostro odore

Non ti dirò addio
per sempre
L’ultima volta
abbiamo consumato
un’eternità intera
a scollarci di dosso
baci botte e sudore

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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6 risposte a TUTTI SI FINISCE IN POLVERE

  1. Lady Nadia ha detto:

    Triste. 😭

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Così è la realtà.
    Poesie un po’ tristi, forse solo vere.

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  3. Lady Nadia ha detto:

    Saggio Beppe!

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Mah, con la vecchiaia si diventa più saggi ma non più di tanto. 😉

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  5. furbylla ha detto:

    tanto belle quanto tristi..
    Cinzia

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    La morte è la morte, a nulla serve cercare di dipingerla bella e non triste.

    Beppe

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