Giacobbe scopre l’amore in uno schiaffo

Giacobbe scopre l’amore in uno schiaffo

Iannozzi Giuseppe

ragazza romantica

Giacobbe la perse ben prima che potesse rendersene conto e farsene una ragione. Era ancora uno sbarbatello, uno di quelli che le donne non le guardava se non con la coda dell’occhio e sempre arrossendo. Guardava le donne, le loro gambe, eleganti; e tutte gli sembravano promessa e paradiso. A quei tempi Giacobbe teneva la testa tre metri sopra le nuvole, era preso solo per la poesia, e del femmineo capiva proprio niente. Però, in strada, non poteva fare a meno di guardare l’incanto delle gambe: spesse volte distraeva la coda dell’occhio, per timidezza che una ragazza scorgesse sulle sue guance glabre rossore di vergogna.

Una volta una ragazza, che aveva fissato giusto per un istante, si voltò verso di lui, vuota d’una seppur minima traccia di sorriso, adombrata di brutto manco le avesse trapanato il cuore con un paletto di frassino. E Giacobbe rimase impietrito e di più, con le gambe molli: era sul punto di svenire, infatti una vampa di calore immondo lo aveva presto assalito e le orecchie gli bruciavano al pari di due tizzoni ardenti. Lei incedeva verso di lui, con sicurezza, pronta all’assalto. Invano Giacobbe tentò di biasciare una parola, una qualsiasi, che lo allontanasse almeno un poco da quella situazione, che gli pareva a dir poco infernale. Ma dalla sua strozza non uscì nemmeno un sottile sibilo. Aprì la bocca solo per farle vedere le tonsille, come un imbecille. Lei lo capì subito che era uno di quelli, un vergine, uno che non aveva ancora provato l’effimera ebbrezza d’una sega. La ragazza gli si piantò proprio davanti e, senza pensarci su, gli appioppò un bel ceffone, cinque dita, cinque candele accese che gli si stamparono ben bene sul volto. Giacobbe rimase di fronte a lei forte solo della sua innocenza, sputando una lacrima dall’occhio, non per il dolore accusato, ma perché ferito nell’intimo. Quello schiaffo, così improvviso, lo aveva innamorato. Nonostante sapesse poco o niente dell’amore, Giacobbe comprese che la prima cotta inizia e finisce in un tempo inferiore a un battito di ciglia o giù di lì.

Era un poeta a quel tempo, si credeva tale: scriveva poesie su poesie, a ogni ora del giorno e della notte. Scriveva perlopiù banalità e viveva in funzione di essa, sì, si può dire così, perché una vita senza poesia – lui ci credeva sul serio – davvero non avrebbe potuta reggerla.
Lei girò sui tacchi, gli diede le spalle, e sculettando si portò via tutta la bellezza e il cuore di Giacobbe – che in petto non cessava di battere, quasi volesse spaccargli le costole. A quel punto non gli rimase che soffrire, vedere il culetto della ragazza allontanarsi per sempre insieme all’amore che sopra ci aveva disegnato. Lei ce lo aveva invitante e succoso il sedere, a forma di cuore: le sue curve erano dolci e delicate, erano curve romantiche che non possono non mettere il diavolo in corpo agli umori di chi giovane e vuoto di esperienza, di donne, di letti.
Giacobbe fece dunque ritorno a casa con il cuore spezzato: capiva soltanto che l’amore nasce per subito morire in suo seno, nel tempo d’uno schiaffo e d’una lacrima.

Quella notte non riuscì a dormire: lo schiaffo gli bruciava sulla pelle, il bruciore gli penetrava nell’anima e nelle più recondite viscere della carne.
La campana bronzea aveva lanciato la sua eco più e più volte: dovevano essere le due passate, l’ora dei vampiri e delle donnine allegre. Giacobbe immaginava che dovesse esser così, perché, dalle sue letture, davvero non riusciva a immaginare quali altre creature si potessero aggirare nel buio della notte. Si coprì la testa con il lenzuolo e subito arrossì: e però prese a toccarsi con gran foga. Non fu difficile: bagnò il materasso di sé e in esso fu assorbito.
Quella notte qualcosa dentro di lui morì.
Si addormentò, cadde in un sonno profondo assai. Quando si svegliò era già mezzogiorno, e il letto era asciutto, profumava solo di dolciastro, del suo seme che oramai era stato assorbito dalle lenzuola, dal materasso, per lasciare di sé solo una debole dolce traccia, uguale a quella che lascia il sangue versato in un combattimento mortale. Era un pugno sui denti quel profumo dolciastro: quando si fa a botte, quando il sangue che si assapora per la prima volta è il proprio, esso è dolce, così tanto dolce che uno sarebbe tentato di lasciarsi assestare un altro pugno sui denti solo per bere altra sanguigna dolcezza.

Giacobbe divorò ogni cosa sulla tavola apparecchiata, con appetito vorace, sì tanto da meritare non poche occhiate di rimprovero da parte del padre, Yosef, che poco ci mancò che gli affibbiasse schiaffi su schiaffi.
Finito che ebbe di mangiare, tornò ai suoi libri di poesia e ai tanti quaderni aperti sulla scrivania; non ce l’aveva però la testa per leggere, scese dunque in strada per ammirare le gambe delle donne nella speranza che un’altra ragazza gli tirasse un ceffone che lo innamorasse, di nuovo.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
Questa voce è stata pubblicata in amore, arte e cultura, attualità, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, letteratura, narrativa, racconti, sessualità, società e costume e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Giacobbe scopre l’amore in uno schiaffo

  1. Lady Nadia ha detto:

    Le prime delusioni… carino questo pezzo che ci riporta a una gioventù di Giacobbe e serve per integrare ciò che conosciamo di questo personaggio già letto. Bene. Era necessario, credo.

    Liked by 1 persona

  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sì, credo fosse necessario. Qui Giacobbe è un ragazzo, quasi un ragazzino. Lasciamo nell’incertezza l’età precisa di Giacobbe in questo capitolo. Certo è che vicino all’adolescenza.
    Non so se fu proprio delusione. E’ forse più qualcosa di simile ala “formazione”. Certo si sarà sentito deluso. Però poi è tornato subito a guardare le gambe delle donne. ^_^

    Grazie, Nadia.

    Mi piace

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...