Impiccato come il grilletto nel corpo scarico della pistola

Impiccato come il grilletto
nel corpo scarico della pistola

Iannozzi Giuseppe

void

I.

Mi spiace,
l’indice,
che girava
una a una
le pagine
del Libro Sacro,
si è rotto,
è rimasto
impiccato
come il grilletto
nel corpo scarico
della pistola

Mi spiace,
non c’è più
una sola poesia
che sappia sparare
qualcosa di più
delle solite banalità
– parole a salve

II.

Andiamo, andiamo,
prendiamo su con noi
anche dio
o quel che ne resta

Andiamo, andiamo,
il Padrone
sta già abbassando
il sole

Andiamo,
andiamo a bussare
alle porte del paradiso

Andiamo, andiamo
a sputare due risate
venute male:
non sarà come prima,
non sarà mai più la bellezza
d’un sognare a occhi aperti
a dominare
sugli spazi in ombra

Andiamo, andiamo,
il Padrone
sta già pescando
dalla luna nel pozzo
la pazzia dei fantasmi

Andiamo, andiamo,
anche se il ritardo
che portiamo sulle spalle
è davvero pazzesco

Andiamo,
andiamo a bussare
alle porte del paradiso
Andiamo,
andiamo a consegnare
le spoglie di dio
a chi troveremo o no

III.

E diranno
Hanno voce,
lascia che dicano:
hanno svegliato
il mattino,
il corpo
nella polvere
abbandonato

Diranno
Hanno voce
e a ognuno di loro
gli suggerisce l’Eco
le peggio cose

Lascia che
nelle parole
alla vuotezza votate
si seppelliscano
oggi e domani

IV.

Un trucco, così domani smetto,
smetto i ricami a punto croce,
le pagine bianche, l’alfabeto…
Smetto di seppellire cimiteri
in spazi pieni di epitaffi a vuoto

V.

E poi perdersi,
e poi, per un momento
o due anche,
in movimento ritrovarsi
come se non contasse
il Tempo i battiti suoi
e tutte le Scadenze
tra gli ingranaggi
incastrate e rimandate

E poi scoprire
che solo fu lo scherzo
d’un triviale giullare
questa buffa nostra vita
che mendichiamo a vita

VI.

Buono, cattivo
Nessuna la differenza
Nessuna sofferenza
se di Troia cedono le mura,
se il cieco vate racconta
il falso o il vero, l’inganno
che ugual torto muove
a chi in piedi o no

Oggi, domani,
di altri saranno i corpi esposti
e nella tortura della polvere trascinati

VII.

Nessuna la differenza
fra chi con l’inchiostro
fogli su fogli impiastra
e chi invece col rasoio
barbe e baffi taglia
ai vecchi comunisti
alla poltrona arrivati
col sorriso su intatto

Nessuna la differenza,
anche se a onor del vero
potrebbe ben sbagliare
la mano e di netto tagliare
agli impostori la giugulare

VIII.

Tornare indietro,
far fuori Plutarco,
le vite parallele,
l’influenza dei caratteri
in positivo
o in negativo

Tornare
a un perfetto niente
che non conosceva
né il Bene né il Male

Tornare
a scaccolarsi il naso
per il piacere
di respirare vuoti d’aria

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in arte e cultura, attualità, cultura, Iannozzi Giuseppe, poesia, società e costume e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.