Mi chiamo fuori dal gioco – Poesie e testi di Leonard Cohen – traduzione di Iannozzi Giuseppe

Mi chiamo fuori dal gioco

Poesie e testi di Leonard Cohen

traduzione: Iannozzi Giuseppe

Leonard Cohen

ALMOST LIKE THE BLUES
(Qualcosa di simile alla depressione)

Ne ho visto tanti morir di fame
Si uccideva, si stuprava
I loro villaggi dati alle fiamme
Cercavano solo di fuggire

Non riuscivo a sostenere i loro sguardi,
fissavo la punta delle mie scarpe
Era acido, era tragico
Era qualcosa di simile alla depressione
Era qualcosa di simile alla depressione

Devo morire un po’
fra un pensiero assassino e l’altro
E quando finisco di pensare
devo morire molto di più

Si tortura e ci si ammazza
E poi ci sono tutte le mie critiche negative
La guerra, i bambini scomparsi, Signore
Era qualcosa di simile alla depressione
Era qualcosa di simile alla depressione

Così lascio che il cuore si raffreddi
per tenere fuori il marciume
Mio padre dice che sono eletto
Mia madre dice che non lo sono

Ho ascoltato il loro racconto
sugli zingari e gli ebrei
Era bello, non era noioso
Era qualcosa di simile alla depressione
Era qualcosa di simile alla depressione

Non c’è alcun Dio in Paradiso
e non c’è nessun Inferno sotto i nostri piedi,
così sentenzia il Gran Maestro
in merito a quello che c’è da sapere

Ma ho ricevuto l’invito
che un peccatore non può rifiutare,
ed è qualcosa di vicino alla salvezza
E’ qualcosa di simile alla depressione
E’ qualcosa di simile alla depressione

TRAVELING LIGHT
(Viaggio leggero)

Viaggio leggero
E’ un “arrivederci” (*),
ieri così tanto brillante tu,
mia stella caduta

Sono in ritardo,
chiuderanno il bar
Una volta suonavo
la chitarra mica male

Mi sa che sono
solo uno che
ha gettato la spugna
fra me e te
Non sono da solo,
ho incontrato gente
che viaggiava leggera
come facevamo noi

Buonanotte, buonanotte,
mia stella caduta
Mi sa che hai ragione,
ce l’hai sempre avuta

So che hai ragione
sulla depressione,
vivi una vita
che non sceglieresti mai

Sono solo un folle,
un sognatore che
ha dimenticato di sognare,
di me e di te
Non sono solo,
ho incontrato gente
che viaggiava leggera
come facevamo noi

Viaggio leggero
E’ un arrivederci,
ieri così tanto brillante tu,
mia stella caduta

Sono in ritardo,
chiuderanno il bar
Una volta suonavo
la chitarra mica male

Mi sa che sono
solo uno che
ha gettato la spugna
fra me e te
Non sono da solo,
ho incontrato gente
che viaggiava leggera
come facevamo noi

Ma se la strada
riporta da te
devo forse dimenticare
quelle cose che sapevo
quand’ero amico
di uno o due
che viaggiavano leggeri
come facevamo noi allora

Viaggio leggero

(*) “arrivederci”, nel testo originale è in francese: “au revoir”

CLOSING TIME
(E’ ora di chiudere)

Beviamo e balliamo,
la band suona da delirio
e la saggezza nel Johnny Walker è alle stelle
La Dolce Mia Compagna
è l’Angelo della Compassione,
struscia la gamba addosso a mezzo mondo
E ogni bevitore e ballerino
a lei guarda con il volto in allegria per ringraziarla
I violinisti suonano una melodia davvero sublime
E tutte le donne si spogliano della camicetta
E gli uomini ballano sul tappeto a pois
e ci si ritrova con un amante e subito dopo con nessuno
Sarà un casino quando i violinisti smetteranno di suonare
E’ ora di chiudere

E le donne si spogliano della camicetta,
e gli uomini danzano sul tappeto a pois
e ci si ritrova con un amante e subito dopo con nessuno
Sarà un casino quando i violinisti smetteranno di suonare
E’ ora di chiudere

Ah, siamo soli, siamo romantici
Il succo di mela corretto con l’acido
e lo Spirito Santo grida: “Dov’è il manzo?”
E la Luna danza nuda
e la notte d’estate è fragrante
di una prospettiva di sollievo
E così combattiamo e barcolliamo noi
sotto i serpenti e sopra la scala
fino alla Torre dove l’ora benedetta risuona

Giuro che è andata proprio così:
un sospiro, un lamento, un bacio affamato,
e i Cancelli dell’Amore si sono spostati di poco
Non posso dire sia successo molto altro da allora
a parte l’arrivo dell’ora di chiudere

Ti ho amata per la tua bellezza,
ma questo non mi fa sentire uno stupido:
anche tu eri lì per via della tua bellezza
e ti ho amata per il tuo corpo
C’è una voce che mi suona come quella di Dio
Dichiara, dichiara, dichiara che il tuo corpo sei proprio tu
E ti ho amata quando il nostro amore era benedetto
E ti amo anche adesso che non è rimasto nulla di più
della tristezza,
della sensazione che scaduto è il tempo
Sento la tua mancanza da quando
questo posto è andato distrutto,
e non m’importa di quello che è successo dopo
Sembra libertà, ma il sapore è di morte
Suppongo sia una via di mezzo
E’ ora di chiudere

E avverto la tua mancanza
da quando questo posto è andato distrutto,
e non m’importa di quello che è successo dopo
Sembra libertà, ma il sapore è di morte
Suppongo sia una via di mezzo
E’ ora di chiudere

Ah, beviamo e danziamo,
ma non sta accadendo niente di particolare,
e questo posto è morto come il Paradiso il sabato sera
E la compagna a me più prossima
mi fa annaspare e ridere:
deve avere almeno cent’anni,
ma indossa qualcosa di attillato
Tiro su gli occhiali davanti alla Tremenda Verità
che non può essere rivelata alle Orecchie della Gioventù
a parte dire che non vale granché
E questo fottuto posto impazzisce di nuovo,
una volta per il Diavolo e una per Cristo,
ma al Capo non piacciono questi eccessi
Veniamo colpiti da queste luci accecanti,
colti in flagrante da queste luci accecanti
E’ ora di chiudere

E questo fottuto posto impazzisce di nuovo,
una volta per il Diavolo e una per Cristo,
ma al Capo non piacciono questi eccessi
Veniamo colpiti da queste luci accecanti,
colti in flagrante da queste luci accecanti
E’ ora di chiudere

Ti ho amata quando il nostro amore era benedetto
e ti amo anche adesso che non ne rimane niente
Ma è già l’ora di chiudere
E mi manchi da quando questo posto è stato distrutto
dai venti del cambiamento e dalle droghe del sesso

TRUE LOVE LEAVES NO TRACES
(Il vero amore non lascia tracce)

Come la nebbia non lascia ferite
sul verde cupo della collina
così il mio corpo non lascia ferite
su di te e non lo farà mai

Oltre le finestre nel buio
i bambini vengono, i bambini vanno
come frecce senza bersaglio
Come manette fatte di neve

Il vero amore non lascia tracce
Se tu e io siamo una cosa sola
si perde nei nostri abbracci
come stelle contro il sole

Come una foglia che s’invola,
che per un momento
sospesa resta nell’aria,
così la tua testa sul mio petto,
così la mia mano sui tuoi capelli

E molte notti resistono
senza luna, senza una stella
Così resisteremo noi
quando uno di noi sarà via lontano

Il vero amore non lascia tracce
Se tu e io siamo una cosa sola
si perde nei nostri abbracci
come stelle contro il sole

THE STRANGER SONG
(Canzone dell’estraneo)

E’ vero che tutti gli uomini che conoscevi
erano dei giocatori che dicevano di averne abbastanza
di giocare a carte ogni volta che davi loro un riparo.
Lo conosco, quel genere di uomini.
E’ difficile tenere le mani di qualcuno
che le alza al cielo soltanto per arrendersi,
che le alza al cielo soltanto per arrendersi.

E raccogliendo tutti i jolly che si è lasciato dietro,
scopri che non t’ha lasciato molto, neanche una risata.
Come ogni giocatore, stava cercando quella carta
così alta e da sballo
da non aver mai più bisogno di giocare un’altra mano.
Era solo un altro Giuseppe in cerca d’una mangiatoia.
Era solo un altro Giuseppe in cerca d’una mangiatoia.

E poi, sporgendosi dal tuo davanzale
un giorno ti dirà che sei stata tu
a schiantarlo col tuo amore, col calore e il rifugio.
E tirando fuori dal portafogli
un vecchio orario dei treni, ti dirà:
“Ti ho messa in guardia quando sono arrivato che ero un estraneo.
Ti ho messa in guardia quando sono arrivato che ero uno estraneo.”

Ma ora sembra che un altro estraneo
desideri che ignori i suoi sogni,
come fossero il fardello sulle spalle d’un altro.
Oh, quell’uomo l’hai già visto,
il suo braccio d’oro a distribuir carte
adesso però è di ruggine dal gomito fin su le dita.
E vuole barattare la mano che gioca con un rifugio.
Vuole barattare il gioco che sa con un rifugio.
Vuole barattare il gioco che sa con un rifugio.

Ed ora non reggi proprio di vedere un altro uomo stanco
che abbandona i suoi sogni,
come se abbandonasse per sempre il Sacro Gioco del Poker.
E mentre dice di voler mettere i suoi sogni a dormire,
ti accorgi che c’è una strada maestra
che si alza in spire di fumo sopra la sua spalla
e tutto d’un colpo ti senti un po’ più vecchia.

Gli dici d’entrare e di mettersi a sedere,
ma qualcosa ti fa voltare.
La porta è aperta e non puoi più chiudere il rifugio.
Provi con la maniglia dalla parte della strada.
Si apre. Non aver paura.
Sei tu, amore mio, sei tu ora l’estranea.
Sei tu, amore mio, sei tu ora l’estranea.

Bene, ti stavo aspettando, ero sicuro
che ci saremmo incontrati fra i treni che aspettavamo,
e credo sia tempo di prenderne un altro.
Cerca di capirmi, non ho mai avuto la mappa del tesoro
che mi portasse al cuore di questa cosa
o di qualunque altra.
Ecco, quando ti parla in questo modo,
non t’importa quale sia il suo gioco.
Quando ti parla in questo modo,
non t’importa quale sia il suo gioco.

Vediamoci domani, se ti va,
sulla spiaggia, sotto il ponte in costruzione,
su un fiume senza sorgente né foce.
E quando lascia quel binario per un vagone letto riscaldato,
capisci che sta soltanto reclamizzando un altro rifugio.
E capisci che non era mai stato uno sconosciuto.
E dici: “Va bene, il ponte, o da qualche altra parte più tardi.”
E dici: “Va bene, il ponte, o da qualche altra parte più tardi.”

E poi, raccogliendo tutti i jolly che si è lasciato dietro,
scopri che non t’ha lasciato molto, neanche una risata.
Come ogni giocatore, stava cercando quella carta
così alta e da sballo
da non aver mai più bisogno di giocare un’altra mano.
Era solo un altro Giuseppe in cerca d’una mangiatoia.
Era solo un altro Giuseppe in cerca d’una mangiatoia.

E poi, sporgendosi dal tuo davanzale
un giorno ti dirà che sei stata tu
a schiantarlo col tuo amore, col calore e il rifugio.
E tirando fuori dal portafogli
un vecchio orario dei treni, ti dirà:
“Ti ho messa in guardia quando sono arrivato che ero un estraneo.
Ti ho messa in guardia quando sono arrivato che ero uno estraneo.”

LEAVING THE TABLE
(Mi chiamo fuori dal gioco)

Mi levo dal tavolo
Mi chiamo fuori dal gioco
Non conosco le persone
nella cornice della tua foto

Se ti ho mai amata, oh no, no
E’ un così gran peccato
Se ti ho mai amata
Se avessi saputo il tuo nome

Non ti serve un avvocato,
non ho niente da dichiarare
Puoi abbassare la pistola,
non ti sto puntando

Non ho bisogno di un’amante, no, no no
La dannata bestia sta al suo posto
Non ho bisogno di un’amante,
soffia pure sulla fiamma

Non manca più nessuno,
non c’è nessuna ricompensa
Poco alla volta
tagliamo questa corda

Stiamo facendo fuori il tesoro, oh no, no
che l’amore non si può permettere
So che riesci a sentirla
la dolcezza ora risanata

Non ho bisogno di un motivo
per quel che sono diventato
Ho queste scuse,
sono vecchie e sono banali

Non ho bisogno di perdono, no, no, no
Non c’è più nessuno da incolpare
Mi levo dal tavolo
Mi chiamo fuori dal gioco

Mi levo dal tavolo
Mi chiamo fuori dal gioco

IN MY SECRET LIFE
(Nella mia vita segreta)

Ti ho visto questa mattina
Ti muovevi con una tale fretta
Non riesco ad allentare la presa
sul passato
E mi manchi così tanto
Non c’è nessuno in vista
E stiamo ancora facendo l’amore
nella mia vita segreta

Sorrido quando sono arrabbiato,
inganno e mento,
faccio quello che devo fare
per tirare avanti
Ma so cosa è sbagliato
e so cosa è giusto
E morirei per la verità
nella mia vita segreta

Aspetta, aspetta, fratello mio,
sorella mia, non è il momento di mollare
Finalmente ho ricevuto gli ordini
Sarò in marcia per tutta la mattina,
e continuerò a marciare per tutta la notte
spostandomi attraverso i confini
della mia vita segreta

Ho sfogliato i giornali,
fanno venire voglia di piangere
Nessuno si preoccupa se la gente
vive o muore
E il mazziere vuole che pensi
che tutto è bianco o nero
Ringraziare D-o non è così semplice
nella mia vita segreta

Mi mordo le labbra,
compro quello che mi hanno detto:
dall’ultimo successo
alla saggezza dei tempi andati,
ma sono sempre da solo
E il mio cuore è come ghiaccio
Ed è affollato e freddo
nella mia vita segreta

WAITING FOR THE MIRACLE
(In attesa del miracolo)

Ho aspettato, piccola,
ho aspettato giorno e notte.
Avevo perso la cognizione del tempo.
Ho rovinato metà della mia vita aspettando.
Sono arrivati molti inviti
e so che alcuni venivano da te
ma io aspettavo
il miracolo a venire.

So che tu mi amavi davvero
ma, vedi, le mie mani erano legate.
So che deve averti ferito,
deve aver ferito il tuo orgoglio
restare sotto alla mia finestra
con la trombetta e il tuo tamburo
mentre aspettavo
il miracolo a venire.

Perciò non ti piacerebbe,
non ti piacerebbe qui.
Non c’è molto per divertirsi
e i giudizi sono severi.
Il maestro dice che è Mozart
ma sembra musicaccia per ragazzini
quando aspetti
il miracolo a venire.

Aspettare il miracolo ,
non c’è rimasto altro da fare.
Non ero così felice
dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Non rimane altro da fare
quando capisci che sei stato fregato.
Non rimane altro da fare
quando elemosini una briciola.
Non rimane altro da fare
quando devi continuare ad aspettare,
ad aspettare il miracolo a venire.

Ti ho sognata, piccola.
E’ accaduto proprio l’altra notte.
La maggior parte di te era nuda
ma buona parte di te era luce.
Le sabbie del tempo cadevano
dalle tue dita e dal tuo pollice
e tu aspettavi
il miracolo a venire.

Sposiamoci, piccola,
siamo stati soli per troppo tempo.
Restiamo soli insieme,
vediamo se siamo così forti.
Facciamo qualcosa di folle,
qualcosa di assolutamente sbagliato
mentre aspettiamo
il miracolo a venire.

Non rimane altro da fare
quando capisci che sei stato fregato.
Non rimane altro da fare
quando elemosini una briciola.
Non rimane altro da fare
quando devi continuare ad aspettare,
ad aspettare il miracolo a venire.

Quando cadi lungo la strada maestra,
e resti disteso sotto la pioggia,
e ti domandano come va,
ovviamente dici che non puoi lamentarti –
se ti mettono sotto torchio per avere notizie
è allora che devi cucirti la bocca:
dì solo che sei là fuori ad aspettare
il miracolo a venire.

IF IT BE YOUR WILL
(Se sarà tuo volere)

Se sarà tuo volere
che non parli più
e che la mia voce sia silenzio
com’era prima,
io non parlerò più;
lo rispetterò fino a che
si parlerà a mio nome,
se sarà il tuo volere.

Se sarà tuo volere
che una voce sia vera,
da questa sconquassata collina
io canterò per te.
Da questa sconquassata collina
tutte le lodi a te riecheggeranno
se sarà tuo volere
di lasciarmi cantare.

Se sarà tuo volere,
se c’è una scelta,
fa’ che i fiumi s’ingravidino
fa’ che le colline gioiscano.
Fa’ che la tua misericordia si riversi
su tutti questi cuori
che bruciano all’inferno,
se sarà tuo volere
farci del bene.

E avvicinami a te
e avvolgici stretti,
tutti i tuoi bambini sono qui
nei loro stracci di luce;
nei nostri stracci di luce,
tutti in ghingheri;
e lascia finire questa notte,
se sarà tuo volere.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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6 risposte a Mi chiamo fuori dal gioco – Poesie e testi di Leonard Cohen – traduzione di Iannozzi Giuseppe

  1. furbylla ha detto:

    questo per me è un bellissimo regalo .le traduzioni che si trovano in giro non son granchè. Buongiorno 🙂
    Cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non sono granché, lo credo bene: traduzioni abbozzate con google translate o con altri traduttori elettronici. Tradurre poesia è arte di per sé. Ho forse qui dato delle traduzioni un po’ più belle.

    Buongiorno 🙂

    Beppe

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  3. Lady Nadia ha detto:

    A te, a te, a te.

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