Elena Ciurli – Andata e Ritorno – Intervista all’Autrice di Iannozzi Giuseppe

Elena Ciurli – Andata e Ritorno

Intervista all’Autrice

di Iannozzi Giuseppe

Andata e Ritorno - Elena Ciurli

1. Elena Ciurli, “Andata e Ritorno” è il tuo esordio letterario, un romanzo che fonde tematiche generazionali, musica, amori da una sgommata e via, ricerca di sé. Siamo di fronte a un romanzo come tanti ce ne sono, forse (e questo “forse” lo sottolineo”)! Ti chiedo dunque: quale esigenza ti ha spinta a scrivere un romanzo generazionale, e, soprattutto, che cosa avrebbe in più rispetto ad altri lavori più o meno simili?

Ho scritto “Andata e ritorno” perché il personaggio di Marco è venuto a trovarmi e non ho potuto evitare di raccontare la sua storia; è stato tutto molto naturale. Non mi sono detta: “Ok, adesso scrivi un libro sulla Generazione Y”, che sarebbe la mia (dare definizioni è sempre stato di moda, soprattutto per definire le logiche di mercato).

Il mio romanzo non ha niente in più rispetto agli altri, chi sono io per affermarlo?

Elena Ciurli2. Marco è il protagonista assoluto di “Andata e Ritorno”: la vita che conduce è quella, più o meno tipica, di un giovane ben avviato a scontrarsi con l’età della maturazione. Nella sua esistenza non ci sono punti fermi eccetto la musica. E’ Marco una sorta di pietra rotolante, di scavezzacollo. Marco: che tipo di generazione e di società rappresenta? E: qual è il suo posto nella società del futuro, sempreché un posto a lui adatto, in qualche parte del mondo, ci sia?

Marco non è uno scavezzacollo: ha sempre lavorato e si è reso indipendente dai suoi genitori dopo la fine degli studi, almeno a livello economico. Sul suo assomigliare a una pietra rotolante invece sono d’accordo: primo perché di sicuro gli piacciono i Rolling Stones, secondo perché naviga in una società senza contorni e spesso si trova a corto di ossigeno.

Oltre alla musica, lui conta molto sulla nonna paterna: è la madre che non ha mai avuto.

Marco si trova sull’uscio e non sa mai se entrare o uscire, per non tornare più. La società del futuro non esiste se non in un presente ancora tutto da definire.

3. Anche quegli adulti che si incontrano in “Andata e Ritorno”, a loro modo, hanno poco sale in zucca e talvolta rivelano un carattere decisamente immaturo. Sembrerebbe proprio che l’umanità raccolta e raccontata in “Andata e Ritorno” sia allo sbaraglio, vittima di sé stessa. Seppur con toni scanzonati o quasi, la società che tu ritrai, Elena Ciurli, è quella degli sconfitti per natura, per destino, o è forse più giusto dire che a tutti è mancata una severa educazione sentimentale? Vuoi approfondire?

Nel romanzo c’è un progressivo sbiadimento generazionale: ci sono i nonni, ben delineati e a fuoco, i genitori che sono i primi a mostrarsi più deboli, sono vittime del loro stesso fallimento e infine i figli, indefiniti, allo sbaraglio, ma comunque pronti a cambiare rotta a seconda delle difficoltà.

Non credo che sia questione di educazione, ma piuttosto di promesse non mantenute. Chi è stato bambino all’inizio degli anni Ottanta è cresciuto con l’aspettativa di poter ottenere tutto dalla vita. C’era un clima di fiducia nel futuro. La mia generazione si è trovata adulta in una società molto diversa da quella che le avevano delineato i genitori.

4. In “Andata e Ritorno” Marco, almeno sino a un certo punto, è anche un Peter Pan del nostro tempo storico: non sa sbarazzarsi delle cose superflue, viaggia di continuo, non accetta di crescere e teme di diventare un borghesuccio al pari di suo padre. Conflittuale anche il rapporto con la madre. E’ Marco quel che è perché non ha mai accettato la separazione dei suoi genitori? E’ solo questo il motivo che fa di Marco un Peter Pan cannaiolo?

Marco non è affatto immaturo, anzi, ritengo sia più responsabile e adulto dei suoi genitori; lui si pone delle domande, forse troppe e non si identifica con i valori espressi dalla sua famiglia.

“Ho sempre visto i miei genitori come degli esseri alieni, che si facevano chiamare mamma e babbo, ma che in realtà non sapevano neanche loro da quale pianeta provenissi.”

Il rapporto con la madre muta durante il corso del romanzo: è solo quando si rende conto che Donatella sarà sempre una bambina, quasi una figlia per lui, che riuscirà a proseguire il suo cammino con più consapevolezza.

“Lei sembra così microscopica nella palude nera che mi portavo dentro. Sono io che devo prendermene cura, anche se avrei voluto essere diverso. C’è chi è destinato a essere figlio tutta vita, e chi non lo sarà mai.

5. Le uniche persone alle quali Marco guarda con rispetto sono i nonni, in particolare Marco venera suo nonno, un rockettaro ante litteram e un impenitente donnaiolo. Secondo te, Elena Ciurli, le generazioni passate avevano una marcia in più rispetto a quelle degli anni Novanta e Duemila?

Non penso avessero una marcia in più, ma prospettive di vita diverse. I nostri nonni hanno subìto la tragedia della guerra, ma hanno avuto la possibilità di un riscatto. I nostri genitori hanno vissuto la loro giovinezza godendo in pieno delle nuove dinamiche scatenate dal boom economico.

6. “Andata e Ritorno” si ispira (anche) a dei fatti realmente accaduti o siamo di fronte a un prodotto ben riuscito della tua immaginazione, Elena? Qual è stata la genesi del romanzo?

Ho cominciato a scrivere il romanzo dopo aver ritrovato un mio vecchio racconto. Ho cambiato il protagonista, la sua città, ma ho mantenuto l’intenzione, l’atmosfera. Ci sono alcuni aspetti reali e persone che conosco, ma tutto è mescolato in modo totalmente fantasioso.

7. E’ piuttosto strano ma non raro che una scrittrice scelga di mettere al centro del proprio lavoro un protagonista maschile. Perché questa scelta?

Ho scelto un personaggio maschile per distaccarmi a livello emotivo da una storia che per alcuni aspetti mi tocca da vicino. E mi sono divertita moltissimo a entrare nella mente di un uomo per provare a capire come pensa e come gestisce la sua vita, anche nei rapporti con l’altro sesso.

8. E’ questa una domanda seria e allo stesso tempo una provocazione: non trovi che “Andata e Ritorno” sia un romanzo un po’ tanto vicino alle tematiche all’acqua di rose trattate da Fabio Volo? Per certi versi, Marco mi ha ricordato il Dj Nico del primo romanzo di Volo, “Esco a fare due passi”.

Ti rispondo sinceramente: non ho mai letto un libro di Fabio Volo e non conosco Dj Nico. So solo che se Nico ascolta musica house e commerciale, allora ha gusti molto differenti da Marco.

9. Si può dire che “Andata e Ritorno” è un romanzo che un po’ di politica la fa pur non parlando in maniera esplicita di politica?

Certo, hai perfettamente ragione. Quando vengono toccate tematiche quali il lavoro, il divorzio, l’omosessualità, l’immigrazione, non può che trasparire un certo orientamento politico, più idealistico che partitico però.

10. Quali autori classici ti hanno maggiormente influenzata e quali autori contemporanei invece oggi leggi e tieni da conto?

Tra i pilastri fondamentali citerei Pirandello, Moravia e Wilde. Ho letto tante volte alcuni dei loro libri più importanti, sottolineato frasi. Diciamo che sono arrivati nel momento in cui ero più malleabile: l’adolescenza. In alcune circostanze hanno amplificato i miei dubbi, in altri hanno risposto alle mie domande.

Gli autori contemporanei che mi hanno influenzata maggiormente sono Stephen King (l’horror è un genere che adoro), Joe Lansdale, John Fante e Chuck Palahniuk. Tra gli italiani sceglierei Ammaniti, soprattutto quello di “Gioventù cannibale” e “Che la festa cominci”.

Un libro che mi ha folgorato è stato “Fatto da dio” (titolo originale “Dermaphoria”) dell’americano Craig Clevenger: ti trovi catapultato nella mente del protagonista e provi delle sensazioni fisiche molto forti. Lo scrittore con le sue parole riesce a toccarti la corteccia cerebrale e stimolare i sensi.

11. Chi è Elena Ciurli? Presentati ai lettori nella maniera che più preferisci.

Sono figlia degli anni ’80, cresciuta a suon di cartoni giapponesi e video musicali; andavo giù per le discese senza freni e mi ritrovavo sempre con le ginocchia sbucciate. Abito a San Vincenzo, il mio paese con vista mare, nel cuore della Toscana, punto di partenza e di ritorno un po’ per tutto.

Sono una consumatrice cronica di libri e provo anche a scriverne, ma più spesso finisco a collezionare racconti. Qualcuno me lo hanno pubblicato, nel 2013 è uscita la mia prima raccolta: Gente di un certo (dis)livello: manuale di sopravvivenza nella giungla metropolitana, una selezione di racconti per chi non ha nessuna voglia di prendersi troppo sul serio.

“Andata e ritorno” è il mio primo romanzo.

Da due anni lavoro come libraia e spero di continuare a specializzarmi e poter svolgere al meglio questo mestiere.

12. In ultimo: fornisci ai tuoi lettori uno o più buoni motivi per leggere il tuo romanzo “Andata e Ritorno” (Il Foglio letterario, 2016).

Non sono brava in queste cose: è come quando a un colloquio di lavoro ti chiedono ti parlare dei tuoi punti di forza, ma invece tu pensi solo a quelli di debolezza.

Leggetelo perché Il Foglio Letterario favorisce gli esordienti e si batte contro l’editoria a pagamento fin dal 1999! Può bastare?

Andata e ritornoElena CiurliIl Foglio letterario – Collana: Narrativa – Anno edizione: 2016 – Pagine: 170 – Isbn: 9788876066351 – Prezzo: 12 Euro

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
Questa voce è stata pubblicata in ACQUISTA, ACQUISTA DALL'EDITORE, ACQUISTA ONLINE, arte e cultura, attualità, consigli letterari, critica, critica letteraria, cultura, editoria, fiction, Iannozzi Giuseppe, interviste, letteratura, libri, narrativa, recensioni, romanzi, segnalazioni, società e costume, Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.