Sono a nudo

Sono a nudo

Iannozzi Giuseppe

Donne e parole - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

Sono a nudo

Ho visto la morte
Ho conosciuto la perdita
Ho viaggiato in un vagone postale
Mi sono perso a Parigi sotto la neve
Sono annegato e dal sale sono riemerso,
con le mie sole mani, senza nuotare
Ho toccato Cuba e la miseria
di chi costretto a vendere il corpo
allo straniero, all’americano
Ho visto compagni morire
accartocciati su una panchina d’un parco,
e ne ho visti altri dimenticati
in un sottoscala o in una soffitta
con l’ago ancora in vena
Ho preso manganellate
senza mai sapere bene il perché,
e ne sono uscito in piedi pulito
Ho visto sangue innocente
sprofondare dentro a un tombino
Ho perso il controllo della moto
e poco c’è mancato
che di me avessero ragione le pietre
Ho avuto donne, belle e non dico di no,
poche però
Ho toccato il Nord e il Sud
dimenticando me stesso
in una camera d’albergo
dopo settimane di lavoro malpagato
Ho pagato i miei libri uno a uno,
ho mangiato quello che avevo
o non ho mangiato affatto
Ho incontrato uomini potenti
e altri che invece fingevano
Ho preso per il naso uomini strafottenti
e mai nessuno mi ha allacciato le scarpe
Sono stato lontano dal gioco
e dalle donne di facili costumi
Ho pagato le mie bollette,
ed ho ricucito le mie ferite
su ossa spezzate e grammatiche
Ho rotto il collo al panico
quando mi voleva in catene
Ho giocato a fare il duro e il buffone,
e finché mi è stato bene mi sono divertito
Ho portato pesi sulla schiena
guardando in faccia la notte vuota di stelle
Ho alzato lo sguardo sui padroni
e ho detto loro “non sono quel tipo d’uomo”

Ho fatto tutto a modo mio
Ho fatto bene ed ho sbagliato anche
Ho meditato sul fiume in piena
e nei cimiteri ho parlato con chi fu
Ho cercato una speranza
vagolando fra epitaffi e memorie
Ho pagato i miei debiti
e non ho chiesto indietro i crediti

Ho fatto, a modo mio ho fatto
Ho visto, a modo mio ho visto
Non ho però toccato i Bastioni di Orione

Tope e Buffoni di Corte

Solo ho scritto poesie d’amore
per bare su cieli neri aperte
Come Buffone di Corte
ho fatto la mia parte;
in mano rimangono
quattro carte sbagliate,
debiti da pagare
e una guerra in Terra Santa
per vivere un attimo ancora

E tu mi racconti di allori,
di tutti quei poeti che son stati;
così, per quanto forte la creanza,
presto mi scappa un vaffanculo
Coglione sì, più di Sant’Agostino
E non è un momento imbarazzante
Nell’alma il foco della vendetta
già suggerisce “occhio per occhio,
dente per dente, nessuno è innocente”

Ancora qui costretto, legato
all’àncora d’una grammatica slegata
perché a tempo perso sia baccelliere
per puttanelle in odor di genialità
prima che d’una mal acquistata santità!

E allora mi dimetto, sputo tutto
il poco seme che in gola non va giù,
e parto, e vado via, per esser carnefice
al pari di chi alle Croci e a certe Tope di Corte
ha preferito anonima sepoltura
per una qualsiasi altra causa sbagliata

Ti voglio bene

Non servono parole
Questione di sguardi
riconoscersi
e nel bene e nel male
volersi insieme

Non servono parole
per capire
che ci si vuol bene
col sole o colla luna
a far da lampione
alle ombre di noi

Se puoi, se lo vuoi
all’amore
non servono parole
Se lo senti veramente
non servono risa o pianti,
virgole o punti perché…

Semplicemente
ti voglio bene
più che a me perché…

Semplicemente
questo sentire
si spiega da sé
scalzando eclissi e perché

0.

Dicono…
Si dicono poeti
Piattole abitano
cervelli calvi
Topi imper-
versano,
scelgono tope
di seta vergine
& fanno il verso
prima di venire
Scavalca il cielo,
beve dall’utero:
Allen sa come
si fa, come si sta
dopo il Loto

Meraviglioso

I.

Cane, cane, cane
ti amano
Piovono sassi
Il Cristo che amavo
da bambino
se l’è fatta sotto
– rimango qui
in attesa di oro,
di una risposta

II.

Non guarisce
il taglio sulla mano;
il pollice alzato,
il sorriso di Neal
un taglio cesareo
& nemmeno un’auto
Blu e altro blu
sulla U.S. Route 66
Charlie spoglia l’uccello
Fumo e note
& ora in mezzo
ai ricordi per tornare
nel grembo
della Grande Madre

III.

Bruciano i libri
dell’infanzia
Buddha sorride
& i giovani bonzi
lo imitano male
Bruciano le parole
Bruciano i significati
senza averli mai
conosciuti da vicino
I pochi salvati
dal rogo venduti
sottoprezzo
a ubriaconi e spacciatori,
& i giovani bonzi
si danno fuoco
in segno di protesta;
ma non sanno,
non sanno un cazzo
Il niente li annienta

IV.

Quel che farò
non lo farò
Il disastro
& il distratto
Tutto ho perso
nel Tutto
& niente, niente
è tornato indietro
Ma qui la Bellezza,
il sorriso d’avorio
& mille stelle
su Hollywood
che non accennano
a spegnersi

Quel che farò
non lo farò,
non questa notte
che la Pantera Nera
mi spalanca le fauci
sulla faccia di fumo
per lacerare a morte
la solitudine

VI.

E’ sulla Settima
La lavatrice
mangia gettoni
a vuoto; & Dio
da lassù incassa

VII.

Wall Street
Caduta libera
Dollari & Pagliacci
La ragazza ha detto
che domani
uomini e vetri giù;
cambiare pettinatura,
sconti per il taglio
più corto, il barbiere
ha parlato chiaro

Vecchio Felice Randagio

Amici, amici, amici…
Che importa mai!
Che ne abbia o no,
sempre qui rimango
ad abbaiar alla luna
una fortuna, una tortura
nel pozzo caduta

Gli amici, non so…
Bello bello
vado giù di Barbera
finché sazia
non m’è la gola
e fuor di grazia
l’alma e il cervello

Amici, amici, amici…
Uno o due nella tomba,
di loro manco il nome
ricordo; il primo amore,
pure quello dimenticato
Quattro randagi però
mi tengono compagnia;
abbaiando
sol chiedono carezze
su la schiena spelacchiata

Così grigio e vecchio,
in verità mai avrei pensato
d’arrivarci a questa età,
a questa vanità del cazzo!

Amici, amici, amici…
Un altro, un altro goccio
Un altro goccio soltanto,
me ne andrò poi a letto
pescando nell’alba fatta
il sogno di quand’ero
cogl’amici miei bambino

La gente mormora

Il paese è piccolo e la gente mormora, e mormora così forte che è impossibile non sentire, o far finta di niente. La gente mormora e lo fa con una grazia degna del peggior pollaio. Se certe oche (maschi e femmine) si facessero i cassi propri! Ma è sogno e desiderio impossibile: da sempre la calunnia è quel che è, molto più ostinata di un venticello gentile.

Verità a metà

Le verità a metà sono sempre e in ogni caso ben più letali e peggiori rispetto a una vera e completa menzogna.

C’ero soltanto io

Mi sono seduto su una panchina, mi sono guardato intorno: non c’erano alberi e il cielo mi sputava addosso tiepide gocciole di pioggia. Non un bambino, non un nonno, c’ero soltanto io e un piccione malandato che beccava la terra con maniacalità pregando con ali mezze aperte di trovare almeno una briciola di pane o un verme piccolo piccolo. Ero così giù ma così tanto giù che, senza quasi rendermene conto, presi a pregare affinché un dio pietoso mi trasformasse subito in un verme.

Desiderio mio

Desiderio mio è di eclissarmi lontano lontano, dove non ci sia segno alcuno di civiltà. L’unico modo per tornare a essere primitivo e genuino è di non condividere del tempo presente manie e solitudini preconfezionate e sottovuoto.

Aspetto che gli uccelli tornino a volare

Non siedo più in riva al fiume da tempo immemore: non aspetto cadaveri di amici o di nemici che mi facciano l’occhiolino con occhio vitreo. Aspetto invece che gli uccelli tornino a volare sopra le nuvole, aspetto un canto celestiale che ristori lo spirito mio imperfetto eppur, a suo modo, bello.

Ho smesso di pensare

Ho smesso di pensare con la testa altrui da quando ho urlato il mio nome al vento, da quando ho preso l’ultima poppata dal seno di mia madre. Adesso spero di riuscire a non pensare proprio più: dopo tanto inutile ponzare la testa mi dole, per questo solo anelo a una santità umana fra note di jazz e voluminosi libri di pagine bianche.

Donne e parole - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

Leggi qui la recensione di Marco Zunino

DONNE E PAROLE. SULLE ORME DI LEONARD COHENIannozzi GiuseppeIl Foglio letterario – Collana: Autori Poesia Contemporanea – Edizione a tiratura limitata: novembre 2016 – Pagine: 604 – ISBN 9788876066450 – prezzo: 18 Euro

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http://www.ilfoglioletterario.it/Catalogo_Poesia_Donne_e_parole.htm

Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen - Giuseppe Iannozzi - Il Foglio letterario

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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