Memorie edite e inedite di un Ebreo Errante

Memorie edite e inedite di un Ebreo Errante

Iannozzi Giuseppe

jewish

Pirata

Il mondo d’attorno
l’ho guardato,
con un occhio solo
sempre cercando
fra travestiti e marinai
chi fosse il più nero,
chi il più maledetto

Dormendo
a ogni rumore attento,
spazzando via
dalla burrasca dei sogni
fantasie e illusioni,
sa la notte
per quanti mari
ho navigato
affrontando fantasmi
e ciclopi dimenticati

Han le sirene spalancato
l’occhio mio buono
su livide albe,
su cieli divisi in due
e spiagge di cadaveri lastricate
Non è però mai tornata
Lei, l’amata mia guerriera,
né la conta degli sconosciuti
Sol le onde han bagnato
dei morti in battaglia i piedi
cancellando loro il nome,
portandogli via l’anima
o quel poco che ne restava

Lo sparo

Non ricordo dove e quando
Il sole che nasce, che muore

Caduto è un uomo
senza un lamento;
gl’ha fatto da cuscino
il sogno ch’era suo

Non ricordo come e perché
Ma questa rosa di sangue
Ma questa medaglia sul petto
non più sveglio al desiderio

E sugli spalti a teatro
s’applaudiva la vanità;
perdeva lacrime una donna
nella tragedia ingessata

Non ricordo niente
Più niente m’è il ricordo
Fa però qui tanto freddo
Questo quel che sento

Una foglia

Di tanto in tanto
cade una foglia
triste di gioia
nell’autunno dell’età,
quasi a ricordarci
quanta e quanta
la stupidità
che ci ha detti
qui et ora

Mediocrità

Mediocre d’intelletto
in ogni angolo
abbondante d’oppio e alcol
filosofeggiava d’amor di letto,
contando sulla punta delle dita
le conquiste, le violenze…
le sconfitte
perché fossero materiale
per un libro di refusi

Casta Diva

Tu, il più dolce rimpianto,
nascosto segreto
nel cuore d’una rosa rossa;
tu, simile al sangue
dell’anima mia straziata,
felice di perdere i petali
nel turbinio del vento
eco della lontana tua anima
che alla mia
un tempo si fuse,
amor mio.

Tu, il più dolce mistero.
Non so però chi io sia.
E di te, anima transfuga,
non so dir se oggi
buona o cattiva.

Eclissi di sole

brucia in petto
sole prossimo alla morte:
giù in strada fanno a botte
Coltrane sogna la fratellanza
Stalin nega la mattanza

appare e scompare
il critico
da dietro la bottiglia,
senza gioia alcuna
dal fondo dei bicchieri
vuotati;
in bocca un sigaro,
gli fa un male boia il cuore;
e in strada il giornale
la notizia ha già sparato
che se l’è fatta sotto

prende fuoco la biblioteca
dei libri letti e non letti;
un’altra eclissi di sole…
il peggio però è
che il becchino seppellito

Ti salutiamo

Noi qui ti salutiamo,
salutiamo l’amica,
la donna e l’amante sincera
che, con il suo sorriso,
ci ha raccontata la bellezza
guardandoci negli occhi
le lacrime nascondendole
dentro agli occhiali
e a un’ombra di emicrania.

Noi qui ti salutiamo
regalandoti un sorriso di onestà
e uno di tiepida malinconia
perché non ci venga domani rimproverato
che fummo proprio noi l’ostacolo
alla ricerca d’una felicità
al di sopra dei tradimenti di uomini vuoti,
di paesi senza spiagge da passeggiare.

Se sul cuor mio

Se sul cuor mio
giustiziato e tramortito
con leggerezza si posasse
una fata d’ingenuità
tentato sarei di ridere,
di credere ai miracoli
come un ubriaco
che per la prima volta scopre
che si può essere felici
senza annegare nel vino
l’anima e la poesia

Ma di ipotesi si muore,
più fortemente
che sotto delirio tremens,
mi tocca così di respirare l’aria
che c’è e non c’è
fra gli stretti spazi delle costole
e ripetere a me e solo a me
che Dio non c’è,
che nel trucco buffo d’un clown
s’è forse nascosto

E mi tuffo allora io
nel trucco mio
che per poco che è
nel bene e nel male
svolge il suo dovere:
gli occhi chiudo,
più non penso né sogno

Ma se una fata osasse,
se il volto suo
sul mio lo affacciasse…
mille gigli per lei ruberei,
mille bianchi gigli più uno
per farne gioia di poesia

E non rispondi tu

E non rispondi tu
anche se mi trovi qui,
ancora qui
dalla solitudine schiacciato
quasi uguale a uno scarafaggio,
quasi uguale a un ebreo preso
sotto l’Olocausto di Sé

Ho rubato

Ho rubato,
ho dato il poco che ho dato,
ho peccato
e lungo la via mi sono perduto,
e foglie morte
nei palmi delle mani ho raccolto
dicendole monete
perché nel giorno del ritorno
potessi farne dono a te
e non rimanere
nell’Eterno Ritorno incastrato

Un giorno, uno qualunque

Un giorno, uno qualunque
un uomo vorrà sapere perché
uno sconosciuto delle poesie ieri
le ha dedicate proprio a te
Un giorno gli dirai
che davvero non lo sai
il perché,
e lui su due piedi ti crederà
perché fede nutre solo in te,
in te che sei la sua Lei

Non fermarmi adesso

No, non fermarmi adesso,
non adesso che tremano le mani
mentre ti scrivo confessando gli sbagli miei,
le parole che ho taciuto ieri o giù di lì,
i fantasmi che mi hanno legato e crocifisso
come il più vile dei Santi

Abbiamo entrambi camminato a lungo
sempre incontrando ombre,
sempre barattando la luce con il buio;
ed entrambi calde lacrime abbiamo versato
dove gli incroci non davano indicazioni
E siamo adesso qui, scalzi,
con in mano l’orecchio della Grande Eco
decisi a decidere se…;
e siamo adesso qui che ci guardiamo,
che ci sfioriamo decisi a rigettare
i ma e i perché che i nudi piedi
ci hanno ferito

Non mettermi a tacere adesso
che senza paura a te confesso
che riposa la poesia
in attesa d’esser raccolta

poker di blues

la tua faccia incontro alla mia
la tua faccia incontra la mia
il giocatore di poker la dà vinta al banco
ha soldi da buttare
e non ha ancora buttato già un solo goccio
raschia la gola
sente il gelo nelle vene
buddha gli suggerisce d’essere

gira la pagina, leggi dalla fine

cade la corona dalla testa mozza del re
e ogni giorno è una nuova vita
che s’imbuca a una festa tagliata male
ti cade il naso in mano e il piatto piange
non sarebbe ora di sputare il rospo?

gira la pagina, leggi dalla fine
illumina il poco che resta
illuminati di finitezza

Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen - Giuseppe Iannozzi - Il Foglio letterario

Donne e Parole
Giuseppe Iannozzi
Il Foglio letterario
ISBN 9788876066450
pagine: 640
© 2016
prezzo: € 18,00

Leggi la recensione a DONNE E PAROLE di Marco Zunino su KULT Virtual Press:

http://www.kultvirtualpress.com/art/1165

o su La Folla del XXI secolo:

http://www.lafolla.it/lf167parole.php

o su Lib(e)roLibro – oltre le parole:

http://www.liberolibro.it/giuseppe-iannozzi-donne-e-parole/

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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