Il tempo mio nella posizione del Loto

Il tempo mio nella posizione del Loto

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

Profezia

Vedrai un altro uomo
Vedrai un uomo solo
E vedrai solo una donna
Dirai che è bella,
bella la poesia
che li lega,
che li divide
come le onde del mare
dalle nuvole in cielo

Vedrai solo un uomo
e vedrai un uomo solo
che in alto e in basso
cerca d’afferrare una stella,
un ritaglio di felicità
in una donna che non sei tu,
che non sei tu

Vedrai, vedrai
come si spogliano le pagine
dalla Legge delle parole,
perché questa è la profezia

E capirai, capirai che…
che non basta stare qui
coi piedi per terra
per essere al di là
delle frontiere

E vedrai una donna
E vedrai che la sua gonna
più al vento non si apre
per essere fiore

Il tempo mio

Troppe brutte letture
hanno accompagnato
il tempo mio
scavando solchi
infettando vecchie cicatrici
M’è di conforto
di non esser poeta
o altro animale
non meno superbo;
imperturbabile resisto
al brunire degl’anni
che mi son davanti
osservando
la posizione del Loto
di Colui che mai ha osato
scriver una parola una

Brucia le sue ali la farfalla

C’è una farfalla
che nella mia testa
brucia le sue ali,
ma quando sono all’aria aperta
torna a danzare sui fiori
restando sotto il peso delle nuvole
Qualcuno muore di paura,
ogni giorno c’è una bambina che piange
e un pagliaccio che in strada grida
“coloro che odiano odieranno”
Non ci posso fare niente,
la caduta del muro di Berlino
ha allagato le case fino all’Ovest estremo
Nessuno può cambiare questa cosa,
nemmeno tu che condividi il mio segreto

C’è un battito di ali nell’aria
che batte e batte forte giorno e notte
Comprendimi quando dico che non posso dormire
Le loro mani sono ancora sulla Culla del Bambino,
e non servono le preghiere delle suore
Le loro bocche hanno baciato la bocca del Grande Dittatore
in punto di morte, e lo faranno ancora e ancora

C’è una farfalla
che mi sta facendo andare fuori di testa
Comprendimi, devo andare via
Devo infrangere il primo il secondo e il mio intero;
devo far fuori questo rompicapo senza capo né coda
perché loro lo faranno ancora e ancora
Baceranno una a una le dita dei suoi piedi
e gli stamperanno in bocca la parola Santo

Giglio di Neve

Giglio, Giglio di Neve
com’è lassù,
lassù in Paradiso?
Le canzoni alla radio
le ascoltavamo ieri insieme
Ricordo quando a casa mia venivi felice
per declamare una libertà di Yeats
Dovevo immaginarlo
che gli angeli camminano da soli,
che i santi non sanno la poesia;
e anche tu avresti dovuto immaginarlo
prima di spiccare il grande salto
dal settimo piano laggiù in periferia

Giglio, Giglio di Neve
siamo adesso così soli e distanti,
e non sappiamo ancora chi siamo,
se mai siamo stati chiamati
a dar voce a una poesia migliore

Tutto vedo, tutto odo

Tutto vedo
Tutto odo
Poco importa
sia io angelo
o diavolo

A tempo pieno
occhi e orecchie
per me lavorano,
senza posa
si danno da fare
come certi animali
preceduti
da fama feroce

Con il gelo
o le fiamme d’attorno
dal mio naso nessuno
si può riparare

Pensate, dite
pur quel che più vi piace,
ma io sono e qui resto
e non vi porto la pace

Tu, sempre fra le nuvole

E’ che sempre hai
la testa fra le nuvole
Non pensi,
sogni solamente
a quanti begl’angeli
ci son in ciel lassù
E ci credi,
ci credi sul serio;
non può per te
esser diversamente

Non ci pensi
a quanti poveri diavoli
invece quaggiù
Eppur ci siamo,
il grano maciniamo
e nel sacco
la farina la cacciamo
Non nostra la colpa
se lungo la via
si vuol per noi la disgrazia,
così che
una volta al mercato
sol più un vuoto buco
e una urlata bestemmia
abbiam da sbolognare
a chi peggio di noi

Occhi bambini

Se non avete perso
gl’occhi nei suoi occhi bambini
non potrete capire mai
la bellezza del cielo infinito

In silenzio il tuo addio

In silenzio
il tuo addio
è infine giunto
inaspettato,
seppur sospetto
s’annidasse da tempo
nell’anima mia

In silenzio,
uguale a fiore
non colto,
il saluto tuo
mai sbocciato
è subito diventato
biglietto scaduto;
ecco così
che in manette resto
fra il niente
e altro niente
senza un goccio di whisky
né un ultimo bacio

La tavola bella della festa
già conta cento candele più altre cento
accese a lutto, in una casa vuota

Dovrò adesso
cercare d’evadere
dal ricordo dell’allegria,
della semplice poesia
che fosti tu,
ché tu non ci sei più

Madre e figlio

La piccola mano
nella mano gentile,
madre e figlio insieme
sperano, pregano
che non sia mai
la separazione

La luna alta
segna il cammino,
i passi loro
d’argento li bagna;
lenta lenta
si fa strada
una ninna nanna

Origami

Deformi origami
fra i flutti del fiume
questa vita
che piano-veloce
perde sé stessa
verso foce di siccità

Né santo né dannato

Adesso che più non sono
né santo né dannato,
pace finalmente alberga
nell’utero che divide
dalla luce il vivo buio

I.

Ho visto tanto, tanta gente e chi lo sa!
Quel che ho visto però non mi va giù
Ancora sognatore, questo ben lo so
E poco o niente in tasca quel che ho
Ma se una mano chiederai te la darò
Ingenuo, in fondo, ancora sarò…

…per un po’ di libertà, per una vita
che non sia ombra di me a metà

M’han detto di pretendere il meglio,
ho preteso da me stesso e non da Dio

Non ho seguito la rima per la rima,
sarà perché tirando lungo, via via
mi son dato faccia di scimmia

III.

Ma ogni dì
dalla finestra
su cemento e asfalto affacciata
un morto lungo disteso;
più di rado uno spostato,
bocca affannata-affamata
che al sole mostra le corna

IV.

Biglietti da visita,
stampo biglietti e necrologi
aspettando di Bruto
la visita

E rose rosse in omaggio
alle donne che d’amor
son morte senza mai
amar veramente uno
o nessuno

Come scimmie calve
alle spalle dei morti
con forza ci aggrappiamo
perché sia la Fine
in sospetto di difetto

VII.

Tu che al settimo giorno
sei infine giunto soffocando
pudore e disgusto
sappi che altro non siamo:
esercizio di vuoto stile,
scimmie buone
per Sodoma e Gomorra

Colombella di Pace

Colombella, il ramo d’ulivo
con un bacio sulle labbra
di chi ami posalo leggero:
e sempre e per sempre l’Amor
di luce colmo in salvo sarà

Su mari e monti lasciale
le ali alte volare; e se di vento
il domani sarà, il Signore
che di Te ama la bella fragilità,
verso la Pace al sicuro ti guiderà

Tutte le “poesie bonus” per DONNE E PAROLE (Sulle orme di Leonard Cohen) di Iannozzi Giuseppe, Il Foglio letterario (direttore editoriale Gordiano Lupi) qui:

https://iannozzigiuseppe.wordpress.com/category/donne-e-parole-sulle-orme-di-leonard-cohen/

Qui la scheda editoriale per acquistare il libro dall’editore:

http://www.ilfoglioletterario.it/Catalogo_Poesia_Donne_e_parole.htm

Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterarioDonne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario
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Su Facebook la pagina ufficiale del libro Donne e parole:

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Perché leggere DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen

Al di là del fatto che questo volume, DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen, accoglie poesie mie, penso sia davvero un gran bel regalo da fare e da farsi, soprattutto oggi che la nostra società è sempre più avvezza al cinismo e alla cattiveria.
C’è tutto in DONNE E PAROLE: amore platonico, amore pensato, amore fatto con il corpo ma sempre con l’anima in gola, amore cavalleresco, amore sofferto, amore idealizzato, amore disperato, amore perduto, amore pianto e sofferto, amore come religione, piccole delusioni affettive, sogni d’amore, etc. etc.

Le poesie, scelte fra le migliaia che ho scritto nel corso degli anni (15 o giù di lì), sono state tutte riviste e corrette nel corso di un anno. La cifra poetica non la so, non spetta a me dire: posso però dire qual è stato il mio intento… quello di portare, a lettrici e lettori, della poesia di sostanza, di emozioni non riciclate.

DONNE E PAROLE è dedicato alle donne, a Tutte le donne che, nel corso degli anni, mi hanno seguito leggendomi ed emozionandosi. Ed è dedicato al Sommo Maestro, Leonard Cohen, cui tutto devo. 

Inutile negare che da sempre sono stato influenzato dalla poetica di Leonard Cohen, Francesco Guccini, Pasquale Panella, Franco Battiato, Roberto Vecchioni, Francesco De Gregori, Claudio Lolli, Jacques Brel, Michael Stipe, Cesare Pavese, Dino Campana, Sandro Penna, Eugenio Montale, Giosuè Carducci, Salvatore Quasimodo, Umberto Saba, Nanni Balestrini, Edoardo Sanguineti, Giuseppe Ungaretti, Giuseppe Parini, Antonio Porta, Gabriele D’Annunzio, Guido Gozzano, Federico Garcia Lorca, Hermann Hesse, William Blake, George Gordon Byron, John Keats, Edgar Allan Poe, William B. Yeats, Walt Whtiman, Vladímir Vladímirovič Majakóvskij, Jacques Prévert, Pablo Neruda, etc. etc. Chiunque avrà modo di leggere DONNE E PAROLE, credo non potrà non rendersene conto.
Al di là delle influenze poetiche masticate e digerite, in DONNE E PAROLE è evidente uno stile particolare, uno stile pienamente mio e originale che fa di me un autore lontano da un po’ tutti gli stilemi attualmente in voga.

Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

Quarta di copertina – DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen nasce dall’esigenza dell’autore, Giuseppe Iannozzi, di portare, per la prima volta, a quanti amano la poesia, una antologia della sua migliore produzione poetica.
L’autore ha quasi sempre rifiutato il titolo di “poeta”, nonostante sia stato detto tale in più di una occasione. DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen si prefigge lo scopo di accontentare lettori e lettrici che, nel corso degli anni, gli hanno chiesto di pubblicare un libro di poesie.
In questa antologia, che raccoglie testi scritti nel corso di quindici anni, senza mai dirsi poeta a tutto tondo, l’autore parla della grandezza, della bellezza e della stupidità che sono nell’amore.
Perché mai parlare e scrivere d’amore?
Forse perché, oggi più di ieri, l’amore non esiste se non nel cuore di pochi ingenui ribelli, che non si sono rassegnati all’idea che i sentimenti siano stati sostituiti, in via definitiva, da stravaganti surrogati ad ore, o da velenose inflazioni che dir si voglia.

Giuseppe Iannozzi (detto Beppe), classe 1972, è giornalista, critico letterario, editor e scrittore.

Nel 2012 ha pubblicato Angeli caduti (Cicorivolta Edizioni), nel 2013 L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni) e La lebbra (Il Foglio letterario), mentre nel 2014 La cattiva strada (Cicorivolta edizioni). Nel 2015 ha pubblicato Fiore di passione, una raccolta poetica autoprodotta e disponibile su Lulu.com (http://goo.gl/7fiaLo). Nel 2016 ha tradotto e curato Bukowski, racconta! (Il Foglio letterario). Ha inoltre curato l’editing di parecchi libri di narrativa e di saggistica per svariate case editrici. Attualmente si occupa dell’Ufficio Stampa de Il Foglio letterario (facebook.com/ilfoglioletterario/) e scrive per diverse testate online e la free press.

DONNE E PAROLE. SULLE ORME DI LEONARD COHENIannozzi GiuseppeIl Foglio letterario – Collana: Autori Poesia Contemporanea – Edizione a tiratura limitata: novembre 2016 – Pagine: 604 – ISBN 9788876066450 – prezzo: 18 Euro

Il Foglio letterario

http://www.ilfoglioletterario.it

Iannozzi Giuseppe come Babbo Natale?

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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4 risposte a Il tempo mio nella posizione del Loto

  1. Alessandra Tassone ha detto:

    Le hai scritte davvero tu…!!!! Sono stupende. Rispondi ti prego.

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  2. Lady Nadia ha detto:

    Inutile dire che le tue poesie che saranno pur dedicate, io non so perché, ogni volta si addicono a ciascuno di noi, come cucite strette addosso. Sei davvero bravo. Auguri Beppe.

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cara Alessandra,

    non vedo davvero chi altri avrebbe potuto scriverle. Tutto quello che leggi su questo spazio virtuale viene dalla mia penna.

    Grazie infinite. Mi fa sempre piacere che qualcuno si accorga delle poesie, anche se è oramai un’arte inflazionata. In ogni caso spero di riuscire a emozionare.

    Un caro saluto.

    Giuseppe

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Le mie poesie, anche quando basate su delle fantasie tutte mie, sempre traggono ispirazione dalla realtà, per assurdo che possa sembrare. Cerco quasi sempre di raccontare le realtà che incontro ed è forse questo il motivo per cui in molti ci si specchiano o rispecchiano.

    Non sono però poesie nuove, le ho solo riprese dall’archivio. Come ho già spiegato, per il momento, a tempo indeterminato, non scriverò altre poesie. Non ne sento il bisogno e non sono neanche ispirato; e a dirla tutta, quand’anche la mia vena poetica si fosse arrestata per sempre, non me ne dolgo, perché quello che in poesia volevo dirlo forse l’ho detto. Se poi un giorno sentirò il bisogno di scrivere delle nuove poesie, le scriverò.

    Grazie infinite, cara Nadia.

    Auguri a te per un felice 2017.

    Beppe

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