George Michael. Ricordando l’Uomo e l’Artista

George Michael

Ricordando l’Uomo e l’Artista

Iannozzi Giuseppe

George Michael

Lo seguivo sin da inizio carriera. Al tempo ero un ragazzino. Il primo album degli Wham (Fantastic) fu uno dei primi dischi che comprai. Mi innamorai subito della voce di George Michael, anche se al tempo non ero ancora in grado di capire le parole dei suoi testi. Non smisi più di seguirlo. Magra consolazione davvero dire d’averlo seguito dall’inizio alla fine.

Un grandissimo Artista con una voce unica al mondo.
Al concerto tributo per Freddie MercuryBrian May disse che sentire cantare Somebody to Love da George Michael ‘era un po’ come se Freddie fosse risorto lì sul palco’. E non a caso i rimanenti membri dei Queen, in particolare Brian May (Freddie e Brian erano il cuore della band inglese) fece il diavolo a quattro perché George Michael prendesse il posto di Freddie. Era l’unico che potesse sostituirlo, per presenza scenica, carisma, sensibilità e voce. George Michael declinò l’offerta, aveva difatti lasciato gli Wham perché intendeva esplorare ambiti musicali che non fossero votati al solo rock e al pop. E difatti, nel corso della sua trentennale carriera, ha spaziato dal jazz al soul al funk, dal pop al rhythm and blues e sempre con mirabili interpretazioni. E’ stato uno dei pochissimi artisti al mondo a vincere ben 2 Grammy Award negli Stati Uniti come artista rhythm and blues, pur non essendo afroamericano.

Il successo, l’enorme successo planetario non ha però mai fatto di George Michael un uomo felice. I giornali scrivono che è morto serenamente. Niente di più falso. George Michael era un animo tormentato e devastato e, forse, di più ancora. Su di lui sempre e solo ha brillato la stella nera, e quando l’amore si è affacciato nella sua vita, subito gli è morto fra le braccia. La morte ha sempre tallonato George. Non ha mai avuto un giorno felice per quella che fu la sua vita privata. Un uomo e un Artista troppo grande e troppo bello perché questo mondo potesse amarlo sul serio. E’ sfuggito più di una volta alla morte. A modo suo, finché ha potuto, è sfuggito alla Nera Signora, ma alla fine lei lo ha preso con sé e gli ha rubato il fiato l’anima e la voce.

George Michael non se ne è andato in maniera spettacolare come ci si potrebbe aspettare da un personaggio come lui. Se ne è andato in silenzio, il giorno di Natale, come in una delle sue canzoni più conosciute, “Lo scorso Natale” che scrisse quando era ancora negli Wham: “Lo scorso Natale ti ho dato il mio cuore/ ma proprio il giorno successivo l’hai buttato via”.

George Michael non è morto serenamente. Quando un uomo muore e muore segnato da una duratura infelicità, dovunque poi vada o non vada, sempre e per sempre non la troverà la pace.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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