Giorni di blues e di passioni al sole – Poesie bonus per Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen – Iannozzi Giuseppe – Il Foglio letterario

Giorni di blues e di passioni al sole

Poesie bonus per Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen

Iannozzi Giuseppe

Acquista DONNE E PAROLE. SULLE ORME DI LEONARD COHENIannozzi GiuseppeIl Foglio letterario – Collana: Autori Poesia Contemporanea – Edizione a tiratura limitata: novembre 2016 – Pagine: 604 – ISBN 9788876066450 – prezzo: 18 Euro

Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen – Iannozzi Giuseppe – Il Foglio letterario

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romantica

Selezione di poesie bonus

Perso nel blues

Mi sono sempre sentito così
Fuori posto
La testa affogata nei sogni
e l’anima non so
Continuavano a ripetere
che sarebbe passato
Non gli ho creduto mai

Non gli ho creduto
Ero diverso, ero perso
Avevano ragione a tenermi
lontano
a colpi di fionda
Mi sono sempre sentito così
Costretto a fare i passi miei
da solo
a non cavare un ragno dal buco mai

Un disastro completo
dovunque andassi
perché mi sentivo così
Avevano ragione a stringere
il nodo della vergogna intorno a me
Tutti quelli che conoscevo
hanno avuto la giusta sorte,
morte per impiccagione all’albero della cuccagna

Adesso mi chiedo se ne sia valsa la pena
vivere così a lungo fuori dal puzzle
Posso dire che mi sono sentito sempre così
Fuori posto
con il blues a scarpe slacciate accanto a me

Avevano ragione a non darsi,
a non farsi carico del mio blues
perché mi sono sempre sentito così
Così perso nel blues
Nel blues

L’ombra del mio vecchio

Era l’ombra del mio vecchio
Volano parole grosse
Se non lo faccio a modo
questa volta le busco
Era l’ombra della paura

Puoi sentirli anche tu
i lupi che promettono l’inferno
Sono nella Luna
proprio dietro l’ombra…
proprio dietro mio padre

Quando credi d’esserne fuori
basta un momento e precipiti
La vecchia promessa
di non diventare come lui
si perde in lacrime di pioggia
La ferrovia si farà
e tutti sapranno i segreti di tutti
senza ombre

Questa tristezza che mi annega
non se ne andrà tanto in fretta
Il cavallo di ferro ha ragione
Nei cimiteri non si contano
le frecce volate via con il blues

Era l’ombra di mio padre
Porta via questo blues da me
Era il tuono del cavallo di ferro
a impaurire la mia notte
Porta, porta via questo blues
prima che sia dannato per l’eternità

…per l’eternità a far compagnia
al fantasma di mio padre laggiù

Lulù

Ogni notte lo stesso sogno, Lulù
La seta delle tue calze legate strette
intorno al collo mio magro
e sulla labbra mie avvizzite i tuoi baci

Mi lasciavi a letto
in un sonno di sasso
Mi svegliavo poi cullato dal violino
Troppo ingenuo per capire
che ti eri crocifissa al mio dolore,
e reclamavo io la tua verginità
se ancora ce l’avevi

Troppo stanco per protestare
mentii sapendo di mentire,
ti lasciai credere d’aver il nome
scritto sull’acqua,
così mi rovesciasti tu addosso
un bicchiere
fino all’orlo colmo di fuochi fatui
E sulla pietra ch’ero ormai diventato
col rosso rossetto d’un Natale fa
in chiaro scrivesti il mio epitaffio

Non fosti libera mai, mai
Non fosti mia mai,
in eterno costretta a vergare
col rossetto poesie di chiodi

Figlio

Ha perso il bosco
il suo verde.
Sono uscito
per una lunga passeggiata
tra fragole e more selvatiche
le ultime della stagione.
Mio figlio caduto
per un scambio di persona
l’hanno seppellito
sotto un salice spoglio.
Circondato dal paesaggio
gli fan muta compagnia
foglie brune morte.

Come semi di Giuda

Come semi di Giuda
cadiamo
dal Peccato originale
per giovani e forti figli
che in lungo e in largo
il messaggio rechino
con coraggio

Lingue di fiamma
l’Inferno
di chiese di croci
dabbasso fecondano
e nell’orizzonte
spento e immenso
infine affondano

La fine dei giochi

E’ la fine dei giochi, amica mia,
dei giochi belli e di quelli brutti
In fondo l’abbiamo sempre sospettato
che la noia ci avrebbe preso per mano

E’ così bello avere una certezza
per quanto dolorosa
Così bello sapere che il sole
continuerà a risplendere lassù
nonostante noi e le altalene di ruggine

Quando dentro di te qualcosa va a puttane
capisci che per il cuore sarà uguale fine
Con l’autunno i colori bruni
e tu che non mi sai amare più – tutto questo
da sopportare senza mai sapere dove,
dove sbattere la testa

E’ la fine delle risate, delle scenate di gelosia,
dei baci dati come morsi in segno di pace
Ha cambiato pelle tanto tempo fa il serpente
Sembra ieri, sembra ieri che andavo per boschi
in cerca d’un indizio sulla strada delle fate

E’ la fine dei giochi, amica mia,
d’ogni sbaglio e sbadiglio, per gli Déi!
In fondo l’abbiamo sempre sospettato
che l’ultima amante sarebbe stata la Morte

Amor di burattino

Se or vedessi
le lagrime solcare
il volto mio
capiresti allora
che condanna
più grande
non avresti potuto
infliggere
all’alma mia
che strepita e urla
fingendo felicità
e libertà.

O forse di me
a ragione rideresti;
forse forte rideresti
per la ridicola debolezza
che fa movere lente
gambe e braccia
di quest’essere
sì simile a burattino.

Casa

Gridavano ieri a gran voce,
oggi non più.
Il fiume in secca
percorre la pianura ferita
là dove i ragazzacci rubavano
acini d’uva matura
e le donne mature o no cantavano
ubriache già di primo mattino
ben prima di cadere
stanche sui tavolacci
giù in osteria.
Affollano la mente i ricordi.
Sulla linea del tramonto buco;
con la bicicletta a mano
faccio ritorno…

Impronte

Sol ieri le ciliegie
cadevano a pioggia
– tappeto rosso
immensa distesa
collasso di dolcezza
da far male al cuore.
E di dolore si tingono oggi
le impronte dell’esistenza.

Dei tigli il profumo (*)

In questi giorni d’estate
esplode nell’aria
dei tigli il profumo.

Sui tacchi alti ancheggio
e gonna stretta ai fianchi,
vacillano però
un po’ le mie gambe
da un desiderio di complicità
infiammate
per carezze di velluto
fra santità e peccato.

Il sole ha già
stregato il mio volto,
in fiamme
denudata
dalla fronte in giù.

Cadranno i fiori poi
uno a uno
vorticando
nel silenzio dei prati,
mille petali
di luce bagnati
accompagnati
dalla danza delle lucciole
nel folto del verde
nascoste
per il nostro amore sì silente

Semi d’amore (*)

Levata or ora dal sonno,
perduta
dentro ai miei pensieri
che confini non hanno
le labbra tue
nervose di caffè
con la mia bocca
sfiorisco.

Infiammate di sole le rose
campeggiano dal balcone,
mentr’io in quiete
dal profumo
nell’aria disperso
spirito in me assorbo
sciogliendo infine
fra i tuoi baci le incertezze
perché siano carezze,
miele da suggere
dai miei giovani seni.

Furtiva la tua intimità
occhieggio;
dallo sguardo tuo dolce
illuminato in un furbo sorriso
ai confini del sole infine
nella tua interezza m’appari.

Il nostro tempo
com’è scritto scorrerà,
spargendo semi d’amore
e petali d’infinita dolcezza
sovrastando
dei mattini la trasparenza.
Allora sì, la coppa degli Dèi
d’ambrosia colma
noi insieme la vuoteremo
immersi in caldi bagni
di lacrime giù dal Cielo.

Nella dolcezza (*)

La pioggia
cade
e nell’aria aleggia
indubbia
una promessa,
tracimante torrente
di parole
da lasciar libere
di fluire

E Passione mi lambisce
e l’anima m’illanguidisce
ferendola
in deboli echi d’amore

In questo freddo
che sento
sol avrebbe senso
il forte abbraccio di te,
delle tue calde mani
che piano scivolano
verso il Proibito

In una frangia di cielo
d’acqua intrisa
m’appari Tu, oh Visione!
E senza voler
di me conoscere
un lamento
subito mi costringi
ad annegare
nella dolcezza tua
nuda e cruda

Ma io ho te (*)

Spingerti a me, a piccoli morsi
assaggiarti e poi esplorarti
come se i miei respiri
fossero i tuoi; carezze
per dilatare e sciogliere

i nodi del tuo cuore ribelle
perché ogni cosa bella o brutta
sia leggera e veloce, cristallina
come l’acqua che dalla sorgente…

Se Amore ha di sé coscienza
per minima che sia
di desiderio e rivelazione,
nell’oscurità profonda in attesa
di fiorir a giovinezza nova
per carezze e trasgressioni,
tu prova a dargli il mio nome

Nel mio giardino tu (*)

Nel mio giardino tu,
uomo,
la tua radice affondi
nella carne più tenera
là dove è dolce
amare nascere rinascere

Scivola la tua lingua
sulla pelle mia madida
d’ardore, di mieloso sudore
La tua avidità di me
tutto porta via con sé
ma non l’estasi
che m’infiamma l’anima
per sempre compromessa
nel carnale peccato
d’esser complice del corpo,
di braccia e gambe
legate
alla maschia tua prepotenza

Uno a uno
i miei pensieri spogli,
come petali da un bel fiore
nato sotto
il sole della Primavera

Nuda, col fiato in gola
– spezzato in un singulto -,
violentata dal corpo tuo divino
rinasco io
nell’intimità inondata
dal polline tuo animale

Tu mio uomo, Tu anima mia

Inquieto mio cuore (*)

Senza te accanto
nel burrone del Nulla
sprofondo.

Da sola allontano
satiri, giramondo e gnomi folli
che tutt’insieme si stringono
attorno al fuoco che s’alza
in larghe spire di negro fumo
generando fantasmi,
perverse ombre
sulla verginità della neve boschiva.

L’inquieto mio cuore
in terribile solitudine ascolto
battito dopo battito
col sonno che non viene,
con un doloroso nodo
alla bocca dello stomaco;
e l’alba l’attendo
coi suoi raggi d’oro
perché siano almeno
leggero balsamo
alle mie mute domande.

Non sanno le mie labbra
balbettare niente di diverso
da un vuoto silenzio,
un sospiro
che subito il gelo congela
in un brumoso fumetto.

Starnazzano le galline
nel pollaio, impazzite
mentr’io da sola sempre
tremebonda
mi avvicino al tramonto
lontano e infuocato
come ruggito partorito
dalla gola d’un drago.

D’improvviso
si fa il Chiaro di Luna
e ci sei Tu ed ha inizio
la fantasia mia

Sussurri e silenzi (*)

Ci sono notti che ci segnano
come tatuaggi sulla pelle,
notti che del sesso spandono
l’odor dolciastro e pungente
di seme sudore affanno.

Di carnalità affamate
le bocche si cercano;
son mani prepotenti le tue
tra i sussurri e i silenzi
dei corpi nudi ed impazienti
che a ogni istante si legano
un po’ di più.

Così credevo!

Ci son giorni poi
dolorosi e pesanti,
che sol spingono al desio
d’una morte indolore:
giorni da cancellare.

Bruciante il ricordo
che nel calor della carne mia
della tua ancor saporosa.

Amore, sì. Per sempre.
Ma oggi così straniero.

Basta chiuder gl’occhi (*)

Prima che la notte
sia di voce di campane,
di antichi fantasmi
mai sopiti coi loro tintinnii
di catene, un ago di luce
dalle stelle vorrei rubare;
e sul mio petto appuntare
l’istante in cui t’appartengo
uguale al flutto del mare
che la sabbia lascia gravida

In questa poesia d’amore
che da sempre si rinnova
con l’alta e la bassa marea
tu m’appartieni

Barriscono i clacson
nel traffico odierno;
ma basta chiuder gl’occhi,
un momento perché
sia scalza sulla spiaggia
a correre con te felice
rompendo con una risata
gli alti spruzzi
che dal mare si levano

Accarezzami (*)

Nel buio accarezzami,
ancora e ancora.

Sul mio cuore
un fiocco poni;
è il mio dono per te,
per te che le parole
strette leghi
intorno al corpo
dell’anima mia.

I tuoi sorrisi
le mie labbra
nel profondo
della notte
fecondano
e di sogni fremo
ogni giorno di più
pregando
per quel dì
che le mani mie felici
alla luce
uno per uno
li mostreranno.

A chi non credeva
dirò soltanto
che l’ho fatto per amore.
Per amore.

(*) di Iannozzi Giuseppe e Viola Corallo

Perché leggere DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen

Al di là del fatto che questo volume, DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen, accoglie poesie mie, penso sia davvero un gran bel regalo da fare e da farsi, soprattutto oggi che la nostra società è sempre più avvezza al cinismo e alla cattiveria.
C’è tutto in DONNE E PAROLE: amore platonico, amore pensato, amore fatto con il corpo ma sempre con l’anima in gola, amore cavalleresco, amore sofferto, amore idealizzato, amore disperato, amore perduto, amore pianto e sofferto, amore come religione, piccole delusioni affettive, sogni d’amore, etc. etc.

Le poesie, scelte fra le migliaia che ho scritto nel corso degli anni (15 o giù di lì), sono state tutte riviste e corrette nel corso di un anno. La cifra poetica non la so, non spetta a me dire: posso però dire qual è stato il mio intento… quello di portare, a lettrici e lettori, della poesia di sostanza, di emozioni non riciclate.

DONNE E PAROLE è dedicato alle donne, a Tutte le donne che, nel corso degli anni, mi hanno seguito leggendomi ed emozionandosi. Ed è dedicato al Sommo Maestro, Leonard Cohen, cui tutto devo. 

Inutile negare che da sempre sono stato influenzato dalla poetica di Leonard Cohen, Francesco Guccini, Pasquale Panella, Franco Battiato, Roberto Vecchioni, Claudio Lolli, Cesare Pavese, Dino Campana, Gabriele D’Annunzio, Guido Gozzano, Federico Garcia Lorca, Hermann Hesse, William Blake, George Gordon Byron, John Keats, Edgar Allan Poe, William B. Yeats, Walt Whtiman, Jacques Prévert, Pablo Neruda, etc. etc. Chiunque avrà modo di leggere DONNE E PAROLE, credo non potrà non rendersene conto.
Al di là delle influenze poetiche masticate e digerite, in DONNE E PAROLE è evidente uno stile particolare, uno stile pienamente mio e originale che fa di me un autore lontano da un po’ tutti gli stilemi attualmente in voga.

Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

Quarta di copertina – DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen nasce dall’esigenza dell’autore, Giuseppe Iannozzi, di portare, per la prima volta, a quanti amano la poesia, una antologia della sua migliore produzione poetica.
L’autore ha quasi sempre rifiutato il titolo di “poeta”, nonostante sia stato detto tale in più di una occasione. DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen si prefigge lo scopo di accontentare lettori e lettrici che, nel corso degli anni, gli hanno chiesto di pubblicare un libro di poesie.
In questa antologia, che raccoglie testi scritti nel corso di quindici anni, senza mai dirsi poeta a tutto tondo, l’autore parla della grandezza, della bellezza e della stupidità che sono nell’amore.
Perché mai parlare e scrivere d’amore?
Forse perché, oggi più di ieri, l’amore non esiste se non nel cuore di pochi ingenui ribelli, che non si sono rassegnati all’idea che i sentimenti siano stati sostituiti, in via definitiva, da stravaganti surrogati ad ore, o da velenose inflazioni che dir si voglia.

Giuseppe Iannozzi (detto Beppe), classe 1972, è giornalista, critico letterario, editor e scrittore.

Nel 2012 ha pubblicato Angeli caduti (Cicorivolta Edizioni), nel 2013 L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni) e La lebbra (Il Foglio letterario), mentre nel 2014 La cattiva strada (Cicorivolta edizioni). Nel 2015 ha pubblicato Fiore di passione, una raccolta poetica autoprodotta e disponibile su Lulu.com (http://goo.gl/7fiaLo). Nel 2016 ha tradotto e curato Bukowski, racconta! (Il Foglio letterario). Ha inoltre curato l’editing di parecchi libri di narrativa e di saggistica per svariate case editrici. Attualmente si occupa dell’Ufficio Stampa de Il Foglio letterario (facebook.com/ilfoglioletterario/) e scrive per diverse testate online e la free press.

Sito web:

iannozzigiuseppe.wordpress.com

Facebook:

facebook.com/iannozzi.giuseppe

Twitter:

twitter.com/iannozzi

DONNE E PAROLE. SULLE ORME DI LEONARD COHENIannozzi GiuseppeIl Foglio letterario – Collana: Autori Poesia Contemporanea – Edizione a tiratura limitata: novembre 2016 – Pagine: 604 – ISBN 9788876066450 – prezzo: 18 Euro

Il Foglio letterario

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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, Giornalista, scrittore, critico letterario
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