Fra Erode e una resurrezione buddhista – Poesie bonus per Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen – Iannozzi Giuseppe – Il Foglio letterario

Fra Erode e una resurrezione buddhista

Poesie bonus per Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen

Iannozzi Giuseppe

Acquista DONNE E PAROLE. SULLE ORME DI LEONARD COHENIannozzi GiuseppeIl Foglio letterario – Collana: Autori Poesia Contemporanea – Edizione a tiratura limitata: novembre 2016 – Pagine: 604 – ISBN 9788876066450 – prezzo: 18 Euro

Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen – Iannozzi Giuseppe – Il Foglio letterario

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Selezione di poesie bonus

Come Erode tu piangi

Tu piangi, piangi consapevole
che le lacrime d’una donna
mi costringono in ginocchio
che io lo voglia o no

Come condannato a morte
ingoio a vuoto,
ripenso alla bellezza perduta,
a tutto il tempo andato
marcito putrefatto
appeso
a un gancio in macelleria;
con la mente torno
sul luogo del delitto
dove belanti agnelli
piangenti
simili a bambini strappati
al materno seno
persero più di me
senza ch’io potessi gridare
anche un solo no
– incaprettato
rasato di fresco
nudo
e lingua mozzata
Nei miei occhi insanguinati
l’immonda scena, Erode
che ordina l’uccisione
di tutti i bambini di Betlemme;
poi Ponzio Pilato e la condanna
dal popolo votata
urlata a gran voce
perché libero fosse Barabba

Innocente
di rosso vestita
a Natale a Pasqua a Capodanno
fra le sbarre
lasci a me il tuo profumo

Dove sono le anime
di quegl’angeli innocenti
caduti
nel nome dell’assassino?
Hanno avuto sepoltura,
o son forse risorti?
Tu di rosso vestita
non sai
Piangi soltanto
Con le lacrime mi costringi
in ginocchio;
ma più non ho bocca
per baciar i tuoi piedi
né lingua per lavar via
i tuoi passi

Resurrezione buddhista

Non mi dir blasfemo,
anche per te mi son reincarnato
Venuto qui
attraversando mari
spostando montagne
chiedendo divorzi
sposando del Buddha la santità

Non mi dire coglione
perché non ho pagato il conto:
le tue lunghe gambe
m’han sempre affascinato di più
del didietro d’un vecchio cameriere
La nostra resurrezione a lume di candela
m’ha fatto capire che non poteva finire…

…che non poteva finire diversamente

Capisco sempre tardi
che le donne mi amano sì,
ma solo per quello che so fare
Un vecchio impenitente
alla mia età non cambia
sol perché una donna o due
gl’han piantato in testa
i loro benedetti tacchi a spillo
E’ per questo che,
senza fare una piega,
ho sposato la santità
E’ per questo che mi son rasato il cranio
Che al mattino batto forte le campane;
che con delicatezza spazzo la strada
per il Tempio d’Oro
uguale uguale a un vecchio giardiniere,
stando sempre ben attento a non rovinare
il fiore all’occhiello che da me mi son cucito

Blues del ritorno

Alla mia bimba un campanellino
Se dovessi perderla non so cosa farei
Ho girato in lungo e in largo
con una foglia sulla bocca per armonica
inseguendo sulle ali del vento il blues

Alla mia bimba un campanellino
che squilli forte se ride o piange
Non ho altro da darle, solo questo
e le storie che il tempo ha segnato
lungo i solchi delle rughe

Ma se un giorno

Ma se un giorno
non aveste di me
più memoria
fate che sia
per una ragione
senza importanza;
non reggerei
all’offesa
d’esser stato
olio e vino mischiati
per qualcuno

Perduta innocenza

Quand’è che tornerai fra noi
invece di cercar come Pulzella
la perduta innocenza?
Non sai forse che Dio
ha sacrificato il figlio
perché l’uomo avesse speranza
e in essa morire lentamente
sino al giorno del giudizio?

Quanto vani quei valori
che con le unghie e i denti
or difendi!
Ogni cosa ha in sé la Fine,
dalla sepoltura alla nascita
niente cambia mai veramente:
forse che un fiore colto
domani sarà forse lo stesso?
Così è il sentimento dell’uomo:
una volta adoprato non è più,
nemmeno concime buono
per coltivare di sé nuovo odio

Son di seta, mia Signora

I sogni a briglie sciolte
ignuda li inseguo;
alle inattese fantasie
mi mischio
pensandomi ora farfalla
ora Lady Godiva
M’incanta la fantasia,
la sensualità improvvisa
non prevista
che fa girar la testa,
che ubriaca il giorno a festa,
che pietà non trova
per il corpo e l’anima

Col favore della luce
e delle tenebre sogno
e non un schizzo di colore
dimentico
fra le cispe delle ciglia

Selvaggia la pelle tua
addosso alla mia delicata
di pesca odorosa;
ma lunghi e sciolti i capelli delicati
perché nella conchiglia dell’orecchio
presto tu mi possa confessare
“Son di seta, mia Signora”,
e infine le tue labbra affondare
nel tenero mio fior di loto

Fiero e animale, godi
a nascondere il profumo mio
con il tuo di maschio sudato
affamato
non bello ma comunque dannato
E forse sì, ti amo per come sei, così
un po’ carogna

Colomba di Pace

Scende piano la sera
sui volti accigliati
di vecchi e bambini
Non capiscono
quale sia il miracolo
che han di fronte,
un uomo in croce
sofferente e silente
cui unica colpa fu
d’invitar alla fratellanza
Non gli va la saliva giù,
il pomo d’Adamo
in gola gli si strozza:
la navata di bruti rumori
invadono
Poi annoiati, chi più
chi meno, telano via
inconsapevoli ciechi
colla chiesa alle spalle
immersa in una stilla
di rosso rubino piovuta
sulla linea del tramonto

Bianca una colomba
solitaria sfida le ombre
fra i Getsemani audaci:
invisibile a tutti nel mezzo
dei fitti rami si tuffa
Con un rametto in bocca
e un’ala ferita un poco appena
senza tema il volo riprende
accompagnata dal suono
delle campane a festa
Le sorride il Signore,
e nel seno del suo Cielo
l’accoglie
in un abbraccio di stelle

Né alti né bassi

Non c’è fama, non c’è gloria
C’è solo la mia sporca vergogna
Troppe lacrime perse in Paradiso
facendo finta di niente, dicendo a tutti
è tutto a posto
Gli angeli caduti non saranno perdonati
Troppo a lungo ho mentito
E non ho più niente da dare
Non ho tristezze dappoco da ingoiare
Adesso mi sento vuoto sul serio,
come non mai
senza amore né religione

Si colora il cielo di rosso
Ghiaccia il sangue nelle vene
Tutti dicono che non ho da preoccuparmi
Così non posso proprio andare avanti
Tutto quello di cui avrei bisogno è un agnellino
che metta a soqquadro la mia vita

Sono preoccupato
Una corona di spine ferisce i miei pensieri
Accuso il freddo,
lo sento addosso pronto a scucirmi l’anima
Tutto quello di cui avrei bisogno è un agnellino
Un tenero agnellino accanto a me
Non chiedo poi molto al tempo che mi rimane
per una vita intera trascorsa senza né alti né bassi

Uccellino in primavera

Sei tu l’azzurro uccellino
che in primavera spunta
e nella boccuccia fermo tiene
un fiorellino, uno in dono
agli uomini alle donne ai bimbi
a giocare sull’arcobaleno
della Libertà

Prega per me

Ho pregato a lungo
alla deriva con il mio legno
e nessuna croce in mano
Ho pregato
perché Moby Dick
mi abbattesse prima
che il mio arpione
imponesse la mia ferrea ragione

Ho bestemmiato
per dar sfogo alla bocca asciutta
lavata con il sale

E alla fine son tornato
al molo che mi salutò
con uno schiaffo di paura
Della mia donna però
nessun segno, solo camalli
e streghe sbronze
E un chierichetto più di là
che di qua

Perché leggere DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen

Al di là del fatto che questo volume, DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen, accoglie poesie mie, penso sia davvero un gran bel regalo da fare e da farsi, soprattutto oggi che la nostra società è sempre più avvezza al cinismo e alla cattiveria.
C’è tutto in DONNE E PAROLE: amore platonico, amore pensato, amore fatto con il corpo ma sempre con l’anima in gola, amore cavalleresco, amore sofferto, amore idealizzato, amore disperato, amore perduto, amore pianto e sofferto, amore come religione, piccole delusioni affettive, sogni d’amore, etc. etc.

Le poesie, scelte fra le migliaia che ho scritto nel corso degli anni (15 o giù di lì), sono state tutte riviste e corrette nel corso di un anno. La cifra poetica non la so, non spetta a me dire: posso però dire qual è stato il mio intento… quello di portare, a lettrici e lettori, della poesia di sostanza, di emozioni non riciclate.

DONNE E PAROLE è dedicato alle donne, a Tutte le donne che, nel corso degli anni, mi hanno seguito leggendomi ed emozionandosi. Ed è dedicato al Sommo Maestro, Leonard Cohen, cui tutto devo. 

Inutile negare che da sempre sono stato influenzato dalla poetica di Leonard Cohen, Francesco Guccini, Pasquale Panella, Franco Battiato, Roberto Vecchioni, Claudio Lolli, Cesare Pavese, Dino Campana, Gabriele D’Annunzio, Guido Gozzano, Federico Garcia Lorca, Hermann Hesse, William Blake, George Gordon Byron, John Keats, Edgar Allan Poe, William B. Yeats, Walt Whtiman, Jacques Prévert, Pablo Neruda, etc. etc. Chiunque avrà modo di leggere DONNE E PAROLE, credo non potrà non rendersene conto.
Al di là delle influenze poetiche masticate e digerite, in DONNE E PAROLE è evidente uno stile particolare, uno stile pienamente mio e originale che fa di me un autore lontano da un po’ tutti gli stilemi attualmente in voga.

Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

Quarta di copertina – DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen nasce dall’esigenza dell’autore, Giuseppe Iannozzi, di portare, per la prima volta, a quanti amano la poesia, una antologia della sua migliore produzione poetica.
L’autore ha quasi sempre rifiutato il titolo di “poeta”, nonostante sia stato detto tale in più di una occasione. DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen si prefigge lo scopo di accontentare lettori e lettrici che, nel corso degli anni, gli hanno chiesto di pubblicare un libro di poesie.
In questa antologia, che raccoglie testi scritti nel corso di quindici anni, senza mai dirsi poeta a tutto tondo, l’autore parla della grandezza, della bellezza e della stupidità che sono nell’amore.
Perché mai parlare e scrivere d’amore?
Forse perché, oggi più di ieri, l’amore non esiste se non nel cuore di pochi ingenui ribelli, che non si sono rassegnati all’idea che i sentimenti siano stati sostituiti, in via definitiva, da stravaganti surrogati ad ore, o da velenose inflazioni che dir si voglia.

Giuseppe Iannozzi (detto Beppe), classe 1972, è giornalista, critico letterario, editor e scrittore.

Nel 2012 ha pubblicato Angeli caduti (Cicorivolta Edizioni), nel 2013 L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni) e La lebbra (Il Foglio letterario), mentre nel 2014 La cattiva strada (Cicorivolta edizioni). Nel 2015 ha pubblicato Fiore di passione, una raccolta poetica autoprodotta e disponibile su Lulu.com (http://goo.gl/7fiaLo). Nel 2016 ha tradotto e curato Bukowski, racconta! (Il Foglio letterario). Ha inoltre curato l’editing di parecchi libri di narrativa e di saggistica per svariate case editrici. Attualmente si occupa dell’Ufficio Stampa de Il Foglio letterario (facebook.com/ilfoglioletterario/) e scrive per diverse testate online e la free press.

Sito web:

iannozzigiuseppe.wordpress.com

Facebook:

facebook.com/iannozzi.giuseppe

Twitter:

twitter.com/iannozzi

DONNE E PAROLE. SULLE ORME DI LEONARD COHENIannozzi GiuseppeIl Foglio letterario – Collana: Autori Poesia Contemporanea – Edizione a tiratura limitata: novembre 2016 – Pagine: 604 – ISBN 9788876066450 – prezzo: 18 Euro

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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, Giornalista, scrittore, critico letterario
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Una risposta a Fra Erode e una resurrezione buddhista – Poesie bonus per Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen – Iannozzi Giuseppe – Il Foglio letterario

  1. romanticavany ha detto:


    Sei bravo King.
    Buona serata, 1 Bacio ♥

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