Viviamo per il Giorno del Giudizio – Poesie bonus per “Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen” – Iannozzi Giuseppe – Il Foglio letterario

Viviamo per il Giorno del Giudizio

Poesie bonus per Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen

Iannozzi Giuseppe

marlene

Acquista DONNE E PAROLE. SULLE ORME DI LEONARD COHENIannozzi GiuseppeIl Foglio letterario – Collana: Autori Poesia Contemporanea – Edizione a tiratura limitata: novembre 2016 – Pagine: 604 – ISBN 9788876066450 – prezzo: 18 Euro

Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen – Iannozzi Giuseppe – Il Foglio letterario

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Selezione di poesie bonus

VIENI A ME, MARLENE
(d’amor si può morire)

Vieni a me, Marlene
Vieni, da Berlino vieni via
Vieni a recitare un amore
fra le lenzuola e i cuscini
del mio cuore; vieni nuda
vestita soltanto della fatalità
che sempre t’accompagna

Vieni, vieni presto e spegni
in me l’ardore: fammi fuori
con un puro atto d’amore
Mostrami che è vero
che d’amor si può morire,
e metti a nudo la Sacra Legge
che non è per niente difficile
Vieni e vieni adesso,
affinché cadano in ginocchio
gli stolti che dicono il contrario
senza sapere delle altezze
da cui un uomo può cadere

Vieni e vieni a me adesso
Vienimi dentro, addosso,
Marlene, mia Marlene

Nessuno,
nessuno all’infuori di me
ha sognato mai amante
uguale a te, uguale a te!

RAMO D’ULIVO

Quante volte, quante
dovrò ripeterlo al tuo cuore?
e quante all’anima tua
involata
– Giove solo sa! –
verso quali cieli?
Quante volte dovrò
sulle spalle portare
il peccato e la confessione?
Per quanto ancora sarò
in balia dei venti di Babilonia…?

…fino a quando
non avrai tu dimenticato
che ti ho fatto soffrire
spezzando il ramo d’ulivo
e ruggendo poi come un leone
contro tutti gli Dèi
sfidando l’Ira e il Fato
e l’alto tuo Padre
nell’Olimpo accasato

SANGUE DI COLOMBA

Nei miei occhi tristi vivo è il pianto
che il tempo non ha saputo consumare
Ancora a te io penso, bella ragazza
dei miei vent’anni, della giovinezza
tenera e sì tanto fragile di rose in fiore
Gli errori insieme li abbiamo segnati
Non sono però bastati a consegnarci
al presente belli com’eravamo ieri,
stupidi e innocenti, con la testa persa
fra nuvole di rivoluzioni

Sangue di colomba bagna il viso
Silenti lacrime dagl’occhi ancora
per te, per te che ho amato tanto,
con la forte disperazione di credere
ogni giovane immortale per sempre
Ma così presto passano le stagioni,
appassiscono i fiori e nel cuore invece
crescono in fretta tanti e tanti dolori

Le tue prime calze a rete…
Il tuo primo sorriso di donna…
La tua felicità per un niente…
Quel tuo felice dire “si può fare…”
Nelle notti di solitudini tornano
e nella promessa che fu di ieri
fantasmi sono che fanno male
ogni volta un po’ di più…
I tuoi primi baci, i tuoi giochi…
Il mio amore che diceva a te
“amo te, amo soltanto te, solo te”

Ma così presto passano le stagioni
Gli errori insieme li abbiamo segnati
e non sono bastati, non sono bastati…

BELLA BIONDA

E’ così che è cominciato
Nei tuoi occhi
Nel tuo cielo azzurro
E’ così che sono stato amato
E’ così che ho amato

Nell’azzurro mi sono perso
felice d’incontrare fulmini e luce
Nel biondo della divinità
Oh, puoi credermi
quando prego perché non finisca
E’ così che ho cominciato a vivere

Caduto dal cielo,
sprofondato nell’azzurro
Caduto dalle grazie del padre,
sprofondato nel biondo tuo cuore
Raccolto
Sono stato raccolto
credendo di cadere,
di affondare per sempre

Per sempre
E’ stato scritto nel destino
prima di noi
Per sempre
nella profondità dei tuoi occhi
Per sempre
nella selvaggia bellezza del tuo biondo
E’ così che è stato scritto
Non può sbagliare il destino,
non questa volta

Da Rimbaud a Morrison
Da Manson a Warhol
Sulla strada lastricata di buone intenzioni,
su quella bagnata e piovosa di speranze
morte sul nascere
(e per miracolo sbocciate a nuova vita)
Ogni cosa è stata creata
perché noi ne prendessimo possesso

E’ così che è cominciato il mondo
Nel cielo dei tuoi occhi
Nel biondo della tua anima
Accanto a te appartengo al divino
Bella bionda, bella bionda, bella felicità

E’ così che sei stata amata
E’ così che hai amato
Bella bionda, la divinità ti appartiene
Dal suo grembo sei stata creata
E’ così che tutto il bello è cominciato

E’ così che tutto il bello è cominciato
Oh, puoi credermi quando dico che è così
E’ così, è così che tutto il bello è cominciato
E’ così, è così che tutto il bello è cominciato
E’ così, è così che tutto il bello è cominciato

[ senza titolo 4 ]

E’ fiducia la mia?
Nella lussuria tua

Ogni dì la solita storia
di catene e preghiere,
di fuochi fatui:
non c’è pace mai nelle segrete
del cuor mio intristito,
nel fondo
d’un procelloso mare
sprofondato

FIORI DI CAMPOSANTO

Son poi quando va bene
le nostre vite fiori di camposanto
e null’altro che valga la pena

Gode la chiesa a mieter vittime a iosa
per farle presto nella negra terra scomparire
promettendo loro eternità che non c’è
nell’aldiquà né in una speranza al di là
Lo san bene i cardinali e i papi panzoni
quanto frale la natura e qualsiasi cosa
dall’uomo creata: in polvere finisce
la gloria dei grandi, in cenere il nome
di pastori e ladroni; per tutti è però sicuro
il sordo rumore del bronzo

Grommose suore di carità ingrassate di vetusti sorrisi
ciangottando fino all’ossario trascinano i corpi avvizziti:
paghe dell’esistenza condotta piano parlano di untori,
di madri piangenti, di preti rigettati – come petecchie
Ma sconsacrati o benedetti, tutti si finisce in polvere
con una magra croce su o una goccia di povera cera

Compromessi dentro a turbinii di foglie
ristanno ancora un momento spremendo
aride lacrime sui fiori del camposanto
i viventi

PAGLIACCI

Tutti si muore
inaspettatamente
Non valgono sepolcri e avelli
a ricordare a chi resta
chi noi siamo stati
e quello che abbiamo fatto
nell’ombra nascosti e sepolti,
o alla luce del sole esposti
per ricevere presto in cambio
untuosi complimenti
Caronte soltanto e più alte maestà
dell’alma nostra terranno possesso;
a loro il diritto di scialacquare
sguaiata ebrietà
per una eco portata
veloce sulle ali del vento
a favore di chi prima o poi subirà
medesimo trattamento

Noi tutti si muore,
come pagliacci
col trucco disfatto,
senza più denti in bocca
e pronte affilate battute
Troppo tardi ci accorgeremo
che fu la nostra una disgraziata natura
d’avercela così tanto lunga la lingua
sempre, a matrimoni e funerali

SCIAGURATO NEL NUDO DOLORE

Lo so che uno sciagurato son stato
T’avevo promesso amore eterno
invece altro non era che la mia paura,
un orrore piumato, un corvo bruno
appollaiato sull’epitaffio a freddo inciso
sul bianco marmo della mia amputazione

Riposano davanti all’ingresso
due angeli lanceolati, senza sesso
Ma han rosse bocche da sgualdrine
e lunghe ali sulle spalle ripiegate
Le campane battono incessantemente
A peso morto si portano l’una contro l’altra
In lungo e in largo l’eco loro si spande,
e in egual modo spaventa il mite e il collerico
Non si può sfuggire al nudo dolore
che m’hai dato!
La stola cremisi che amavi, per me
incubo ricorrente, ancora resiste appesa
là dove la lasciasti l’ultima volta
che in punta di piedi venisti a trovarmi
E il crocifisso vergognoso le tiene compagnia:
agli scuri forte bussa il vento e fa tremare,
scuote il tessuto e il legno del supplizio
al muro condannato con un unico chiodo

So d’esser stato un bastardo di tutto punto
Ma quella volta che fra le mie braccia
ti ho raccolta, pesavi quanto un fiore
Come potevo immaginare che il camposanto
avrebbe così presto preso nel suo grembo
il nostro addio, tutto l’amore che fra urla
e sudore i nostri corpi si scambiarono?

Non pretendo il perdono né il mondo
Ogni cosa della vita intera in rovina è andata
Vorrei però almeno che da me ti trascinassi
per portarmi via con te, là dove ora riposi
Sul tuo seno accompagnami ancora
Voglio anch’io riposare e nell’oblio finire
insieme a te, per sempre insieme a te

GIORNO DEL GIUDIZIO

Un giorno vorrei mi sorprendessi
con una poesia di spirito e castità
Ben so che alla carnalità
sei votata; sol mi resta la possibilità
di farmi il segno della croce
e di frugare ben bene nelle tasche
in cerca d’un avanzo di sigaretta
Poi d’ogni surrogato piacere stanco
oramai incapace di pregare
per la salvezza o il Giorno del Giudizio,
chiuderò le pesanti porte della Chiesa
e da solo rimarrò di fronte al Cristo,
ma pronto ad appendergli al collo
una corda più resistente dei Sette Cieli

Perché leggere DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen

Al di là del fatto che questo volume, DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen, accoglie poesie mie, penso sia davvero un gran bel regalo da fare e da farsi, soprattutto oggi che la nostra società è sempre più avvezza al cinismo e alla cattiveria.
C’è tutto in DONNE E PAROLE: amore platonico, amore pensato, amore fatto con il corpo ma sempre con l’anima in gola, amore cavalleresco, amore sofferto, amore idealizzato, amore disperato, amore perduto, amore pianto e sofferto, amore come religione, piccole delusioni affettive, sogni d’amore, etc. etc.

Le poesie, scelte fra le migliaia che ho scritto nel corso degli anni (15 o giù di lì), sono state tutte riviste e corrette nel corso di un anno. La cifra poetica non la so, non spetta a me dire: posso però dire qual è stato il mio intento… quello di portare, a lettrici e lettori, della poesia di sostanza, di emozioni non riciclate.

DONNE E PAROLE è dedicato alle donne, a Tutte le donne che, nel corso degli anni, mi hanno seguito leggendomi ed emozionandosi. Ed è dedicato al Sommo Maestro, Leonard Cohen, cui tutto devo. 

Inutile negare che da sempre sono stato influenzato dalla poetica di Leonard Cohen, Francesco Guccini, Pasquale Panella, Franco Battiato, Roberto Vecchioni, Claudio Lolli, Cesare Pavese, Dino Campana, Gabriele D’Annunzio, Guido Gozzano, Federico Garcia Lorca, Hermann Hesse, William Blake, George Gordon Byron, John Keats, Edgar Allan Poe, William B. Yeats, Walt Whtiman, Jacques Prévert, Pablo Neruda, etc. etc. Chiunque avrà modo di leggere DONNE E PAROLE, credo non potrà non rendersene conto.
Al di là delle influenze poetiche masticate e digerite, in DONNE E PAROLE è evidente uno stile particolare, uno stile pienamente mio e originale che fa di me un autore lontano da un po’ tutti gli stilemi attualmente in voga.

Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

Quarta di copertina – DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen nasce dall’esigenza dell’autore, Giuseppe Iannozzi, di portare, per la prima volta, a quanti amano la poesia, una antologia della sua migliore produzione poetica.
L’autore ha quasi sempre rifiutato il titolo di “poeta”, nonostante sia stato detto tale in più di una occasione. DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen si prefigge lo scopo di accontentare lettori e lettrici che, nel corso degli anni, gli hanno chiesto di pubblicare un libro di poesie.
In questa antologia, che raccoglie testi scritti nel corso di quindici anni, senza mai dirsi poeta a tutto tondo, l’autore parla della grandezza, della bellezza e della stupidità che sono nell’amore.
Perché mai parlare e scrivere d’amore?
Forse perché, oggi più di ieri, l’amore non esiste se non nel cuore di pochi ingenui ribelli, che non si sono rassegnati all’idea che i sentimenti siano stati sostituiti, in via definitiva, da stravaganti surrogati ad ore, o da velenose inflazioni che dir si voglia.

Giuseppe Iannozzi (detto Beppe), classe 1972, è giornalista, critico letterario, editor e scrittore.

Nel 2012 ha pubblicato Angeli caduti (Cicorivolta Edizioni), nel 2013 L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni) e La lebbra (Il Foglio letterario), mentre nel 2014 La cattiva strada (Cicorivolta edizioni). Nel 2015 ha pubblicato Fiore di passione, una raccolta poetica autoprodotta e disponibile su Lulu.com (http://goo.gl/7fiaLo). Nel 2016 ha tradotto e curato Bukowski, racconta! (Il Foglio letterario). Ha inoltre curato l’editing di parecchi libri di narrativa e di saggistica per svariate case editrici. Attualmente si occupa dell’Ufficio Stampa de Il Foglio letterario (facebook.com/ilfoglioletterario/) e scrive per diverse testate online e la free press.

Sito web:

iannozzigiuseppe.wordpress.com

Facebook:

facebook.com/iannozzi.giuseppe

Twitter:

twitter.com/iannozzi

DONNE E PAROLE. SULLE ORME DI LEONARD COHENIannozzi GiuseppeIl Foglio letterario – Collana: Autori Poesia Contemporanea – Edizione a tiratura limitata: novembre 2016 – Pagine: 604 – ISBN 9788876066450 – prezzo: 18 Euro

Il Foglio letterario

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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, Giornalista, scrittore, critico letterario
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