SULLE ORME DI BUKOWSKI

SULLE ORME DI BUKOWSKI

Iannozzi Giuseppe

Charles Bukowski

I.

Bella ragazza, tutti, tutti i miei ardori
gettati via nel tuo piccolo cesso di cuore
ma alto nei cieli azzurri, e d’immensità
pieni; sei poi così sicura che Verità,
un dì, la troverai là? fra angeli stupratori
e negre aguglie con il rostro pronto
a lacerar degli agnelli le tenere carni?

II.

Mi vuoi bene, così dici
A me ci tieni
e ti piace farmi dar di matto
Ti piace veder l’effetto
bell’e fatto sul mio volto disfatto
Mi vuoi bene: quanto?
Su questo mio dubbio
non sciolto, io sbianco
arrangiando una sega
a vuoto

III.

Tra urla e lamenti vedrai
i cerchi nel grano maturo,
capirai allora che è arrivato
il momento d’andar lontano

Gli alieni sono a un passo
Di nascosto osservano
le mosse sullo scacchiere
della nostra piccola vita
di pedoni in mezzo a torri,
re e regine; urleranno scacco
e sarà matto, andrai fuori
di testa, non crederai
Ma prima che tu possa capire,
libera dalla terrena prigione
subito in un’altra universale,
rimpiangerai così la libertà
che eppur avevi fra guerre
e altre amenità del genere!

IV.

Giusto un cucciolo,
forse il più brutto
della cucciolata;
ma io spero tanto
che seppur col cazzo barzotto
su due piedi tu mi sceglierai
per scopare almeno una volta;
e se così sarà,
poi morto sul tuo petto
per sempre giacerò

V.

Incontrata nel giro dei bari
aveva su quell’aria storta
di chi ha preso schiaffi e botte
per tutta la vita;
nell’aria navigava il puzzo solito
di piscio di cani, di ubriachi
caduti in culle di cartoni malandati.

Avevo appena perso
una puntata su un cavallo
dato per vincente,
in tasca non mi rimaneva
il becco d’un quattrino;
la testa dolente
e nel cestino della cartastraccia
cento poesie e scarafaggi
per un valore di niente.

Mi si fece dappresso
e mi prese sottobraccio.
Le infilai subito la mano
nelle mutande
perché, occhiaie a parte,
era una gran Signora;
le dita hanno lavorato
nella sua passera stanca.
Nei tempi buoni
doveva esser stata
un gran pezzo di femmina,
adesso era soltanto una.
Disse di chiamarsi Sandy
e d’avere qualche spicciolo
per una bottiglia;
così la portai sul materasso.

Quando se ne andò,
ero ancora morto nel letto
con la bottiglia vuota accanto.
A tarda sera feci per svuotare
il cestino: era più vuoto
della mia pancia.
Mi barricai in casa,
sperando di riuscire a dormire
fino all’alba.

VI.

Sotto questo cielo
di negri fantasmi raccolti in pianto,
dove da sempre morte segna morte
dall’alba all’orizzonte, ci sei anche tu!
Però tu più non vedi né odi,
più non chiedi se ieri il fiore della vita
insieme lo cogliemmo sul serio
per un ritorno di baci e speranze,
di lacrime e timori.
Rimango così a te esposto,
al danno degli occhi
vuoti di compassione, estranei a tutto
fuorché al lutto che hai in seno accolto.
Manca il rimorso per una carezza,
per un’ultima stupidità
che illuda l’amore d’amore;
perciò lungo le strade dell’Urbe ti porti,
e sol più l’ombra tua t’inciampa il passo
e nemmeno te ne curi…
già hai lo sguardo vuoto, altrove;
ma alte le grida si levano
e spogliano delle piume
piccioni grassi e sterili,
e non meno alte son quelle
di mercanti e di preti,
di coglioni senz’arte né parte.

VII.

Andate tutti quanti a prendervelo dritto in culo
Non ho mai detto ad alcuno che mi piacete
per quel che fate; non ho mai fatto niente
per il vostro cazzo di piacere; spiegatemi allora
perché mai dovrei prestare ascolto alle scoregge
che tirate, àno dopo àno!

Non sto dietro alle vostre scorrerie per farmi una troia,
e ciò che è per voi peggio è che non sono spiacente
Sono abituato alla vecchia maniera, con la macchina
per scrivere

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in arte e cultura, attualità, cultura, Iannozzi Giuseppe, poesia, società e costume e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a SULLE ORME DI BUKOWSKI

  1. romanticavany ha detto:

    Buongiorno King,quante parole produci, quanto sei grande!!
    1 Bacio ♥

    Mi piace

  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Buonasera, cara Viola. Vero, scrivo tantissimo ma non solo poesie. ^_^

    A breve uscirà un libro di sole poesie d’amore: un libro bello grande, non so ancora il numero delle pagine, ma tra le 400 e le 500, stiamo studiando l’impaginazione. E sarà a TIRATURA LIMITATA. Niente poesie sconce, solo poesie tenere e d’amore. E devo ringraziare, giustamente e doverosamente, Gordiano Lupi che ha creduto nella mia poesia.

    E: il 12 novembre sarò a Nossano, sono difatti finalista per il Premio Internazionale di Letteratura Antonia Pozzi.

    1 bacio a te, cara Viola ♥

    King

    Mi piace

I commenti sono chiusi.