Fra Michael Stipe e Raymond Carver

Fra Michael Stipe e Raymond Carver

Antologia di testi rivisti e corretti

Iannozzi Giuseppe

michael-stipe
ARROSSISCI IN PRIMAVERA

L’inverno sciogli dal tuo cuore,
quel freddo che ti fa soffrire
E sciogli le manette di ghiaccio
che ai bruti miei polsi hai legato,
credendo così d’avermi
per sempre a te accanto

Sciogli questa freddezza
e dammi tenerezza
Sciogli questa freddezza,
portami dentro alla tua pazzia
E lì lasciami a godere
le prelibatezze dell’amore
Lasciami godere il profumo lieve
di te giovane vergine;
e lasciami mordere la tenerezza
che nel tuo petto è;
e lasciami scivolare più giù ancora
dove in attesa
il fiore più bello riposa

Arrossisci pure, come Primavera
che sboccia alla vita
perché solo così ti so amare

Perché solo così ti so cogliere

SETTE SCHEGGE

Non domandarmi da dove vengo
chi sono
cosa ho fatto di me
o della mia vita
Non mi domandare niente
Ho già tanto sofferto
Ma se è il sale sulla ferita
che vuoi assaporare
allora bacia queste mie labbra
Domani non sarà un giorno migliore
La Stella Nera si allarga in noi,
nelle viscere ci scava
senza mai toccare la Fine
Il buio
– nel ventre
sin dalla nascita – è più grande
di qualsiasi Fato
Per tutto questo che ora sai nero
su bianco, sei ancora convinta
sia cosa buona dare le tue labbra
alle mie?
Non ti converrebbe forse tacere,
tacere e amare di me
l’immagine preconcetta?

Per ogni immagine
che finisce in schegge
sette anni di condanna
Sette anni e non uno di meno

PER FATO O PER DISTRAZIONE

Per Fato
o per distrazione
prima o poi
tutti noi
che oggi ci beiamo
di questi nostri polsi allegri-infelici
di battiti bracciali manette,
domani pagheremo
con la vita,
e in un momento
la testa
ciondolerà pesante
sul petto fisso
immobile
freddo al pari
delle pietre tombali
E vanità sarà
l’ultima parola scolpita
sulla nostra vita terminata
fra due date imprigionata

LUNA CHE MI LASCI

Luna
Luna che mi lasci
sempre solo
Luna che guardi
il cielo
perché di me
più profondo
Luna che corteggi
le più lucenti stelli
e non ti curi
d’un fiore
sbocciato
fra le pieghe
del catrame
qui sulla Terra
Luna
che agli affari tuoi pensi
e non ti curi
della piaghe
di noi quaggiù a far la vita
Luna
Luna che non ci sei mai,
mai
quando ho bisogno
d’un piccolo tormento di luce
– d’un fantasma
che mi carezzi la vecchiaia

PRESTO SCIOPERO GENERALE

devono ancora piombare a terra i cieli
e non sono ancora appassiti i fiori
ma l’orologio è già fermo alla stazione
questo sciopero generale, questo sciopero
ha messo a soqquadro i miei passi
il bambino che sono stato non ha smesso
di tirare sassi sullo specchio d’acqua

così presto, così presto per lasciarsi
il tramonto alle spalle
il meglio deve ancora accadere
il peggio un’ipotesi
pronta a cadere dal calendario

se mi ami come dici non mollare adesso
che ogni cosa è coinvolta nel caos
l’ovest non è lontano dall’est, ci credi?
il muro del pianto e il muro di berlino,
la grande muraglia cinese e la torre eiffel,
la legge di gravità e la prima atomica
ma le rondini puntano per un dove
che non sia qui nell’immediato
e i gabbiani gareggiano con le nuvole
con la fortuna e le donne in mare

presto, presto, presto anche per il silenzio
se mi ami, se mi ami con quella forza che ami
è adesso il tempo di dimostrarlo

anche un simulacro tenta il volo d’una colomba
e sognano gli androidi pecore elettriche
c’è la crisi, nove orsi polari rischiano d’affogare
c’è la tragedia, le foche sotto i picconi muoiono
sul bianco del ghiaccio e dio non starnutisce più
da troppo tempo

presto, presto, così presto
per lasciarsi il tramonto alle spalle
questo caos non è frutto del caso
riesci a vedere l’ombra che si estende?
riesci a sentire la pioggia sulla pelle?

muhammad ali non è sceso dal ring
quelli in ascensore bevono drink allungati
e decidono il destino
è così, è questo questo questo, così è
così duro non accettare questo stato di cose

presto, presto, troppo presto
per voltare le spalle,
non trovi anche tu?

presto, presto, presto anche per il silenzio
se mi ami, se mi ami con quella forza che ami
è adesso il tempo di dimostrarlo

se mi ami, se mi ami con quella forza che ami
è adesso il tempo di dimostrarlo

STORIA DI LEI

Lei l’ho lasciata
perché come una bestia
beveva fumava e ruttava,
ma a letto non era buona
Non ha fatto storie,
non si è strappata i capelli
né ha minacciato
di pisciarmi addosso
Ha continuato a fare la vita
fino in fondo,
senza un uomo accanto,
attaccata alla bottiglia

Quando l’hanno seppellita
non c’era nessuno
che si ricordasse di lei:
non c’era il barista,
non c’era il droghiere di fiducia
e non c’era un magnaccia
caduto in un pianto disperato
per il guadagno perso
e per sempre consegnato
ai gironi dell’inferno

LE PROMESSE DEGLI AMANTI

Se il destino è nell’amore
sempre feroce è,
e crudele sempre!
Chi nelle fauci sue finisce
non scampa il dolore
né la mortificazione
dello spirito e della carne
Se l’amore tenerezza in sospiri
ché domani un novo dì sarà,
nessuno potrà però indicare
se di Sole o di Tempesta
Dal calendario
cadono in ginocchio i giorni
schiacciati dal peso
delle aspettative, dal desio
degli amanti che nell’oroscopo
rimettono cieca fede
illudendosi che amor sia
e che sia per sempre

Ma passano gli anni crudeli,
che delle carni belle fan strazio
esacerbando lo spirito anche,
un tempo alto et nobile
come quello d’un Dio; e allora
i caldi fiati – che sol ieri dalle bocche
si dipartirono dopo infiammati baci
e promesse di fedeltà sussurrate –
già oggi puzzano di carie non curate,
di ovvietà gridate, di rancori
senza coraggio, perché siano
infine nell’Odio benedetti

Così la natura umana, sì fragile:
un niente gli è sufficiente
perché presto si traduca
in molesto sopravvivere a sé stessi

CARVER

Le complicate belle storie d’amore
son finite; Carver tutte le ha fumate
con semplice immediatezza
per avere in cambio un tumore
ai polmoni, e lasciar le cose così…

NUDA PER I MIEI OCCHI

Nuda ti metterei
fra i sogni
e gli occhi miei,
come un trofeo,
il più bello
che la Vita ha per me
lasciato intatto.
Ti molesterei;
a notte fonda verrei
a trovarti per assumerti
come una droga,
tentando invano
di sottometterti;
scalceresti sì,
come un agnellino
che si pensa sacrificato
a chissà quale bestione,
ma ti arrenderesti poi
per fiacca o per amore;
e l’amore non è forse
il sentimento più forte
che si veste d’innocenza
e fiacchezza?

Sveglia le gote,
lascia che prendano
quel sano rossore
che fa bene all’animo
quando i corpi uniti
della carnalità godono
senza mai dimenticare
di specchiarsi negli occhi
dell’amato.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Fra Michael Stipe e Raymond Carver

  1. romanticavany ha detto:

    Il poema più bello è quello che scrivi di notte. Quando hai gli occhi che si stanno chiudendo, ma resisti pur di scriverlo.
    1 Bacio King ♥.

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ proprio come tu dici, cara Viola, le poesie più belle nascono quando gli occhi stanno per chiudersi. Per me funziona così, durante il giorno è rarissimo che scriva poesie. Qualche volta capita che ne scriva, ma solo all’alba.

    1 bacio, cara Viola ♥

    King

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