Khatem. Una bambina d’Arabia – Raja Alem fra La Mecca e la sessualità

Khatem. Una bambina d’Arabia

Raja Alem fra La Mecca e la sessualità

traduzione dall’arabo di Federica Pistono

Iannozzi Giuseppe

Raja Alem - Khatem. Una bambina d'Arabia

Raja Alem torna in libreria, in Italia, con un piccolo gioiello letterario, Khatem. Una bambina d’Arabia (traduzione dall’arabo di Federica Pistono – Atmosphere libri, 2016). Dopo il grande successo de “Il collare della colomba” (Marsilio, 2014), la scrittrice saudita porta ai suoi lettori una storia pregna di un realismo per certi versi grottesco.

Chi è Khatem? Una bambina, perlomeno così sembrerebbe. Ma non è solo una bambina, è anche una donna che, con il passare degli anni, per certi suoi connotati sessuali e non, assomiglia sempre più a un uomo. Suo malgrado Khatem è prigioniera di una ambiguità sessuale difficile da gestire, quella dell’ermafroditismo, una ambiguità che, non poche volte, per il suo bene, la vedrà costretta a operare delle severe scelte.

Dopo aver avuto cinque figlie, uno sceicco saudita decide di adottare un figlio: è per lui l’unico modo per far sì che il prestigio della famiglia non muoia con lui. La scelta di adottare il figlio di un servo è però da molti considerata a dir poco vergognosa. Arriva poi Khatem, la sesta figlia dello sceicco. Nasce senza l’aiuto di una levatrice e subito ci si rende conto che è diversa: pallida ed emaciata, ha quasi nulla di quella muliebrità accettata e canonizzata nel corso dei secoli. Khatem vive la sua vita non senza interrogarsi, poi, un giorno, sulla sua strada incontra un musicista siriano che, finalmente, l’aiuta a comprendere il mistero che si cela nella sua natura di ermafrodita.

Un tema difficile quello affrontato da Raja Alem. La storia è ambientata nei primi anni del XX secolo ed è una chiara quanto ardita metafora di come la società multietnica si stesse a quel tempo espandendo, mentre oggi La Mecca è diversa, molto più triste e chiusa rispetto a ieri. Raja Alem esplora dunque la sessualità, anche se è forse più giusto dire che si immerge in una realtà di possibilità e impossibilità, di confini senza confini, dove la prostituzione, il mendicare, i pellegrinaggi e ‘il viaggiare per viaggiare’ erano all’ordine del giorno.
Alla fine, Khatem, dopo aver conosciuto tante bassezze e poche briciole di umanità – briciole che si nascondono nell’intimo più profondo e oscuro di più o meno ogni uomo e donna –, decide di lasciare il mondo che l’ha partorita e di vivere a Parigi.

In Khatem. Una bambina d’Arabia, l’autrice Raja Alem, con passione e precisione traccia il superamento di quei confini che esistono fra l’essere prima una bambina, poi una donna consapevole della propria sessualità, diversa sì, ma non per questo sbagliata o contro natura.

Raja AlemRaja Alem è nata a La Mecca e vive oggi tra Gedda e Parigi. Giornalista e autrice di romanzi e libri per bambini, è considerata tra i più importanti scrittori in lingua araba della sua generazione e ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio dell’Unesco per i risultati artistici conseguiti e il prestigioso International Prize for Arabic Fiction per Il collare della colomba (pubblicato in Italia da Marsilio), tradotto in diversi paesi. Con la sorella Shadia, artista di fama internazionale, ha fondato un’associazione culturale rivolta al sostegno dell’istruzione e della creatività delle giovani saudite.Khatem. Una bambina d’Arabia è stato pubblicato in Francia con il titolo Khatêm: une enfant d’Arabie nel 2011.

Raja Alem – Khatem. Una bambina d’Arabia – traduzione: Federica Pistono – Atmosphere Libri – Collana: Biblioteca araba – pagine: 208 pagine – ISBN: 978-8865641965 – prezzo: 16 Euro

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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