Donne bambine e altre fantasie

Donne bambine e altre fantasie

Iannozzi Giuseppe

ragazza-in-bicicletta

QUESTA DONNA BAMBINA

Questa donna bambina
l’ho persa
Aveva occhi belli lucenti
e nuvole di sapone in testa,
sempre a sognare
questo e quest’altro

Lunghi i capelli li portava
perché scendessero
in cascata
lungo l’agile schiena
fino a toccarle il sedere a cuore
La ricordo
che recitava tenerezze,
ma sempre sul chi va là
Era chiaro
che aveva ricevuto offesa
Non ne parlava
con chicchessia
Solo una mezza lacrima
piangeva
quando la si accompagnava
a vedere
un film di Kubrick
Null’altro la commuoveva
Null’altro
le dava la spinta
per una pacata carezza
a certi fantasmi di vento

Null’altro la commuoveva
Null’altro

Questa donna bambina
l’ho persa io,
cercando indarno
di trovare il centro
del suo universo

PICCOLO DOLORE

Sì facile macerar nel piccolo dolore d’oggi
di credersi insignificanti, senza coraggio,
quando così non è; forse che il sole
abbia fra i suoi raggi uno, uno solo
che si possa dir anche soltanto sul momento
non docile, non bello a chi fra le sbarre
d’una prigione lo accarezza con lo sguardo?
Egli lo ama per la libertà sì presto perduta
per colpa, a volte perché proprio a meno
non poteva far di rubare un pezzo di pane,
o al mercato una mela almeno per saziare
degli occhi il desio ma mai per intero

Oh donzella, allor perché il dì ti dispera?
Non senti forse il calore sulla pelle,
il battito leggero dei teneri passeri
che all’autunno non si vogliono dare?
Di vita pulsa ogni angolo: nel giardino
scoiattoli e più piccoli esseri scoprono,
alba dopo alba, la bellezza immane
che il tramonto disegna sulle pagine
delle docili lor esistenze, e mai un lamento
ma invece la preghiera che il domani sia
uguale, bello come il volto di Dio pria
che ebbe a lottar con Lucifero e gli angeli
infernali

Il broncio non tenere, rattrista l’amante
che scuro in volto si fa, come preso
d’improvviso da oscura nuvolaglia!
Donagli domani un sorriso soddisfatto
raggiante di quella femminilità
che al petto stringi; e asciuga il pianto,
il novo dì per la festa vuol venire

DELLA VITA DI UNA MONACA

Ben dura la vita monacale,
certo che sì,
sempre a genuflettersi
E quando il vespro cala
subito a pregare,
per confessar a Dio i peccati
durante il dì immaginati

Mai che il sole invada la cella
sempre esposta all’ombra
della chiesa in viola
Ti ridono alle spalle i chierichetti,
e sfoglia la perpetua i capelli del prevosto
con quella sua lunga fatidica mano,
e dall’oratorio al tuo orecchio
le garrule risa dei pargoli
a giocare ora a palla ora sull’altalena
Piano ti passi una mano sulle tempie:
sconvolta scopri che son già bianche,
che la giovinezza se n’è andata al diavolo
mentre tu in ginocchio pregavi Gesù
Così t’interroghi, cerchi di capire perché,
perché tutto questo proprio a te

Ma non c’è tempo,
riposa accanto all’altare un altro feretro
Così tanto hai ancora da fare, così tanto
E un fulmine a ciel sereno ti porta la verità:
l’hai vissuto giorno dopo giorno l’inferno,
e dopo, dopo non ci sarà altro
che l’algida carezza
in egual misura riservata
a santi e delinquenti

COME BUDDHA

La tua nudità
non potrà turbare
la raggiunta serenità
anche se ho bisogno
di te,
ancora,
celeste bagnante
che nuda rimani
sotto i freschi scrosci
della mia sorgente

L’AMORE DI BUDDHA

Hai bisogno di far sesso
col primo viandante
che alla tua porta busserà

Ma puoi anche andare
a dormire nuda
in un prato di ombre

Prima o poi
l’alba ti schiuderà
le acerbe gambe
e in esse
il suo oro ti lascerà

4 LOVERS

mangio pane del giorno prima, costa poco
fiocca veloce la neve
la donna di picche vende calze a rete
ho una pena di penne nel taschino pieno
il nodo della cravatta però è perfetto

dormo sul mio cuscino e conto le oche
fingo d’esser maestro in fotografia
è ora di censurare il mio io dall’inguine in giù?
le tue rughe non mi eccitano più?
la scimmia suggerisce che la vecchiaia porta via e basta
quando posso leggo Platone e i Vangeli
testa o croce, una monetina una ricchezza

nel giardino del vicino l’erba voglio cresce
l’avviso di sfratto e la tv satellitare a scrocco
il profilattico questa volta ha tenuto le seghe
Buddha mi passa una mano buona
prima che puzzi stasera mangio pesce bollito

rischia la caduta la repubblica italiana
e la più bella piange a miss Italia, me ne frego
mette a punto una strage di cuori Kierkegaard
e rimane inchiodato al cielo Pilato dall’eco della sua risata
l’anchorman di grido? scomparso sull’isola di Robinson C.
ancora mi fa dar di matto quel tuo giochetto
come fai coincidere le lancette dell’orologio
l’una sull’altra nel momento esatto che decidi tu

l’ultima maîtresse ha trovato un difetto nel budino
un nero pelo attorto, diavolo d’un diavolo!
se l’è presa come una porta girevole d’un hotel
Miles Davis o Herbie Hancock per credere nell’arte
sogni per innamorati, songs 4 lovers
dimmi da che parte sta oggi la realtà
pisciano i verbi coniugazioni fatali
mangio pane del giorno prima, costa poco

disegni per innamorati, dreams 4 lovers
che bella intenzione avercela l’intenzione!
e tu mi ami oppure no, una questione di grammatica
accosta, accosta ora, mi scappa di farla qui
tutta colpa di questa ipocondria così vivace e fugace

non una notizia ai turbati
ma i turbanti hanno barili di greggio
per Dio, che regioni erogene!
e noi il nostro colesterolo alto

mi sento la faccia un cartello stradale
che bello che è questo amore così strano
facciamo l’inventario
che bello che è questo particolare
facciamo l’inventario
amore amore amore

BISTICCIO E IMBROGLIO

L’alluce in bocca
ti ho preso,
era così grosso
che m’è sembrato
d’essermi in bocca
cacciato il fallo
d’un qualche lascivo
giovinetto

Ho poi tentato
con illice e trillice,
ma non m’ha detto
meglio; il primo
si ribellava cantando
la rava e la fava,
il secondo non dava
segni di vita
Son dunque passato
a mellino e minolo,
ma erano così piccini
che non hanno ascoltato
le carezze
della lingua mia

Ho cercato allora
di morderti i rosei malleoli
E la scoperta
m’ha lasciato basito
Un quarantacinque
non m’era mai capitato
E seppur in ritardo
ho compreso;
e pria
che fosse l’irreparabile
a gambe levate
me la son data

lasciandoti
a l’olezzo virile
di quei tuoi piedi
lasciati fuori
dalle lenzuola
del letto

DONNA FORTUNA

L’innocenza tu la perdesti
tanto ma tanto tempo fa
Non era ancora la mezzanotte
e al tavolo verde già stavi
col viso grave
preso dentro a reconditi pensieri,
ignorando del core i battiti,
insistenti
Donna Fortuna, le sue lunghe dita
fra i tuoi capelli, forte ti pettinava
e all’orecchio ti sussurrava
che non coprivano le nuvole la Luna
E in quel momento capisti,
e pian piano nelle spalle affogasti,
infine le carte sul verde le gettasti
tra gli sguardi degli altri attoniti

Un uomo fatto ormai

TRIANGOLO DI PASSIONI

Oh madre, amante mia,
perché ora tu rinnovelli
che della bella Isabella
troppo s’è già parlato?
Forse che al mattino
intimi al tuo canarino
di tacer il gaio canto?
Io non credo questo,
e allor perché tacere
d’una gran bella storia
che la passione accende
e pagina dopo pagina
Eros sorprende?

Madre, ascolta me,
non siano le tue parole
portatrici di mali
in questa magione di sospiri,
di balsami, di nude lenzuola:
noi a sazietà vogliam godere
sotto il pallido peso di Selene
che alta in cielo occhieggia
sulla nudità dei nostri corpi avvinti
sì uguali a serpenti, a diavoli
che riposo mai conosceranno
se non quando morte li sorprenderà
nel guizzo d’un attimo, ma insieme
sempre l’un all’altro legati

Oh vecchia vecchia madre,
che il letto mio più non conosci,
se tosco dovrà alfine colpirci,
se la mano tua è già dai Borgia,
lascia almeno che per un’ora,
per un’ora sola io e Isabella
insieme ancora

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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