LA SANTITÀ DELLE LACRIME

LA SANTITÀ DELLE LACRIME

Antologia di poesie di Iannozzi Giuseppe

Children Become Buddhist Monks

SE RIDO, SE PIANGO

Se rido se piango
il sapore è il tuo
Se vivo se muoio
il dolore che viene
è quello che in eredità
mi hai lasciato
Questa verità
lo so non ti piacerà
Eppur splende il sole
tra sogni e baracche
Solo gli occhi
non vogliono vedere,
l’anima già sa
che l’amore non tornerà

Ricordi!
Come amici
noi due a quel caffè
Tu giocavi di sorrisi,
io stringevo i denti
incapace di dirti
quel che per te provavo
Una lama di vento
ti ha poi tagliato il viso
oscurandolo
in una nuvola di capelli,
quasi due metà,
una di luce l’altra no
quando la mia mano
ha cercato di pettinarti
Scoppiammo a ridere leggeri,
il futuro era tutto là
in quei due drink alla nostra salute,
fra le persone a noi straniere
disperso

Così se rido se piango
non è un granello di sabbia
che mi solletica l’anima
sempre più nel profondo
Così se rido se piango
ricordo io i tuoi capelli,
la carezza di velluto
che han lasciato in me

Vorrei sapere
che cosa è rimasto di noi,
se davvero eravamo ieri più belli,
o solo più stronzi,
così tanto da non capire che…

Se rido se piango
il mondo che ne sa?
Eri tu l’amore mio,
eri tu l’amore

RICORDO TE

Han lasciato
gli angeli
cadere
le umili
divine ali

Non hanno
pianto
gli uomini
né raccolto
una sola
piuma

Gli angeli,
tutti
han baciato
per strada
le donne
fossero belle
o meno
Ognuna
ha avuto
la sua parte,
graffi di sangue
sulla schiena,
fra le gambe
il caldo fiore

Han preso
d’assalto
i fianchi
altri fianchi

Di tutto questo,
di tutto questo
detto e mal spiegato,
sol ricordo io
che m’hai baciato tu

DI NOI POESIA SBAGLIATA

Dimmi dove la felicità, la verità
che sol ieri cercavamo
sulle labbra rosse di sangue,
dentro ai baci profondi da anima
a anima!

Una poesia venuta su sbagliata
è stata abbastanza
perché il velluto della tua pelle
per sempre sparisse da queste stanze,
che ancor vivono del tuo profumo,
che ancor s’inebriano del tuo fantasma
Se solo Morte con la falce sua di luna
fosse al mio fianco per negro orgasmo!
Ma anche una fine così, anche una fine così
mai toglierebbe di mezzo tutto l’Inferno
e il Paradiso che in pasto m’hai dato,
affogandomi dentro agli affamati occhi tuoi

Quale mai il senso del dì che mastica sabbia,
e quale quello della notte senza il volto tuo?
Verità è che più della Morte,
più d’ogni altra cosa forte la Dimenticanza,
quello stato che un poeta un po’ folle
inutile a sé, con disperate rime, direbbe oblio

Dimmi dove la felicità, quella verità
che solo ieri cercavamo
or che siamo meno di due anime
in solitario, or che siamo due feti
alla putrefazione abbandonati,
dentro a feretri all’eternità sigillati!

Parlami, parlami ché non lo so io

TU, MIA CONDANNA

Se m’hai baciato,
perché il core
m’è sì tanto pesante;
perché la vista
mi s’appanna
di lagrime,
e sol l’oblio scorgo
davanti a me?
Oblio che pare
maligno spirito
oltre ogni dire:
le mie mani premono
il buio, la freddezza
del marmo tombale
E le tue labbra
ch’eran petali
adesso sì gelide
al tatto,
mute in assoluto

Questa disperazione
chi, chi la potrà mai
cancellare
se ogni bene
l’alma mia più non sa?
Chi oserà mai
morir meco!

Sol l’eco risponde
e conferma la condanna

ROSA DI GRANADA

Di te non dimentico
la gioia e il dolore,
di te mai dimentico niente
Sei sempre il pensiero
che mi sveglia al mattino
recandomi tormento
finché a sera
non m’addormento
fra le braccia del buio
mai troppo buio
pel dolore che cova
dentro all’alma mia

Mi perdoni, mi perdoni,
perdoni la mia lagna
che ti chiama amore
correndo veloce
lungo le scale di Granada

Quanta malizia, quanta,
Rosa di rosso vestita!

Non è vero che di te
non nutro la memoria,
ma troppo invadi
le timide mie giornate
coll’eco della fresca tua risata,
così mi devo far assente
anche se non lo vorrei
perché ben lo so
che giammai m’amerai
come io vorrei

come io ti vorrei!

L’ORO DEL RENO

Stasera dove la pipì?
fra gialle biche di fieno?
In mezzo ai campi forse
là dove germoglia il grano maturo,
o controvento
in un campo d’edere e ortiche
– dove muri sbrecciati
raccontano
d’amori consumati
dilapidati in mille giammai…

Il liquido oro l’hai
tutto pisciato
in mezzo all’erba verde
perché domani
– con l’aiuto del buon Dio –
nasca un arcobaleno
di sogni e malinconie

Eccola finalmente a galla
la verità!

Così ora t’imploro,
dimmi chi sei?
L’Oro del Reno,
una naiade al bagno
o il sogno mio
che dove sbattere
la testa non lo sa?

Di quale beltà t’ammanti,
con quale libertà bagni
il desio mio?
Ah, io dir non so
Capisco però anch’io
che più non sei bambina
bensì donna di malizia
che l’uomo non lo lascia
riposar mai e poi mai

BUDDHA BAMBINO

Traballa sulle gambe ma sorride
Il giovane monaco sa
I gradini portano a un ballo di sangue
E non posso credere ci sia soltanto
questa visione di sofferenza

Noi monaci cadiamo,
cadiamo senza far rumore
Ogni angolo in ombra
nasconde un manganello
e una pozza di sangue
che non si cicatrizza

Con il cuore e con la mente
cammina accanto a me
e porta il mio canto alto
Moltiplicalo per cento
là dove tu stai, amico mio
Camminiamo insieme
fino a quando l’ultimo di noi
non cadrà
Alzandoci
riprenderemo il cammino
perché credo
nel sorriso del Buddha bambino
Perché non sono capace
di credere che il nostro sangue
finito in ultima pagina
sia tutto quello che c’è

Alla violenza rispondo OM
Rispondo OM

Camminiamo insieme
fino a quando l’ultimo di noi
non cadrà
Alzandoci
riprenderemo il cammino
perché credo
nel sorriso del Buddha bambino

CARA, ROMANTICO SONO

Di politica, mia Cara,
stasera no, non ne parliamo,
piuttosto andiamo
lontano,
là dove il sale incontra la sabbia:
c’è un mare che è di onde alte,
di canti di sirene;
e quanti marinai delusi
– oh, non sai! –
costretti alla prigione delle galee
senza mai incontrare
un muliebre sguardo,
ma solo quello di chi
con occhio edace
alla prova mette coloro
che osassero
muoversi per sedizione

Stasera mi sento romantico
E’ l’ora di dimenticare il brutto
che nei fondali marini riposa,
ma mai troppo a lungo
e che poi a galla risale
per partorire nuovo male
nei già affannati petti di noi,
di noi ultimi marinai innamorati
di sorrisi e promesse a venire

Ho voglia di dimenticare
lo scorbuto, il rancio
e quel bruto che ha insinuato
che di sicuro la verginità
tu, mia Cara, l’hai già
da una lunga pezza persa

Stasera, mia Cara,
solo le tue labbra desidero
e questa spiaggia,
questa spiaggia di fantasmi
da far impallidire
con la forza della nostra passione

REGINA

Regina, regina, regina,
spogliati d’ogni pudore
Balla, balla, balla,
balla un ballo tzigano
Regina, regina, regina,
portami in Africa
nel suo nero cuore

Io pregherò a lungo
Accenderò candele,
disturberò poi il vento
con il mio fiato caldo
E alla fine
ti dirò di farti a me vicina,
perché ti ho mentito

Regina, regina, regina,
vestimi del tuo sudore
Lascia che la vita
sia un contatto pelle
a pelle, di rose spine
e deflorate bugie

Regina, regina, regina,
balla, balla, balla,
balla con me un ballo tzigano,
e fammi arrivare dritto
dentro ai tuoi fantasmi

Regina, lasciati nuda
e non badare alle mie lacrime
E’ per questo che sei nata
E’ per questo ballo tzigano
di lacrime preghiere e bugie

Poi abbandonami
nel nero cuore africano
Così bello, così bello
non trovi?

UN CATULLO

Ben sappiamo
che ami star nudo
in camerino
Non ti verremo
dunque a cercare
né ti ameremo
Ma un Catullo
te lo daremo;
non s’abbia a dir
che neanche quello!

ALITO D’INFERNO

Se ha raccolto
l’Inferno la metà
delle lacrime
nei secoli piante
da chi in vita
e poi tosto dannato,
allora è luogo
dove i sogni
son segni d’Eternità
sulle schiene
dei condannati
che ai figli
han sol lasciato
i tristi loro fogli
nel tentativo vano
di spiegar loro
perché l’Addio
fu così feroce
eppur veloce,
meno d’un attimo

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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