FUMETTI DI RESPIRI CONTRATTI

FUMETTI DI RESPIRI CONTRATTI

Antologia di poesie per ricordare il ricordo

Iannozzi Giuseppe

pianista-jazz

Ed ora lasciatemi fuori

Ed ora lasciatemi
Il vino nella gola l’ho scolato
e i bicchieri di vetro fuori poi
uno a uno
in un camino di fantasie
da negre fiamme avvolte,
e l’affanno mio non è ancora finito
E non si è ancora spento il camino

Le carte in mano
una a una le ho interrogate
la poca posta in gioco perdendo;
al tavolo verde le lacrime
le ho regalate

Se sotto la stella nera vieni segnato
non sognare di poter esser diverso
Hanno tutti un motivo per ammazzare,
e tutti la faccia te la possono in faccia sputare
se in una notte di assoluto buio nasci
come a me è accaduto,
a me e agli amici miei

Ora lasciatemi,
i dostoevskijani demoni
che davanti a me vedo scivolare
li devo a uno a uno slegare
Senza fallire devo farmi fuori
e nel loro cerchio ballare e ballare,
e il meglio di me dare
perché tutto è finito, tutto;
e son stato davvero io a volerlo
credendo all’amore,
cedendo all’amore

Dal Paradiso

a Viola Corallo

Rubai dalle tue labbra
il nettare d’un bacio;
e tu, subito, bruciasti la mia guancia
con uno schiaffo di vera forza
Con occhi dolenti e voce soffocata
spiegasti alla mia ignoranza
che dovevo imparare ad amare
il dolore di Gesù prima di rubare
dal Paradiso di Dio

Non ho imparato ancora niente,
ma adoro ogni rimprovero
che il silenzio mi reca,
immaginandoti con la faccia
adagiata sul freddo vetro
della tua finestra, cieca su me


Ci muoviamo

a Valeria Chatterly Rosenkreutz

Fianco a fianco ci muoviamo
verso solitudine fra infinito e eternità,
per una verità
al di là delle possibilità
del cuore e della mente
Sulla cenere delle ère lasciamo
le nostre orme ora leggere, ora pesanti
Per plaghe ricche di frutti
Per deserti edaci dove il sole fa male
e la luna un freddo occhio
trapiantato fra il trono di Dio e la speranza
Per mari – profondi più dei nostri cuori –
di fondali abitati da Leviathan e da più negre creature
Attraverso sogni e incubi disperati
Così tanto, così, sempre fianco a fianco
reggendo la spada e lo scudo in mano,
dimenticando le risate dei bambini
e i rantoli dei vecchi alla loro ultima notte,
e non ancora è finito il cammino
né ci preoccupiamo di quanto rotte le ginocchia

Centinaia di anni insabbiati
e di culture sgretolate, come niente;
e noi non poi troppo diversi da ieri:
soltanto qualche ammaccatura qua e là
Verso solitudine ci muoviamo
Seppelliamo mostri e Crociati allo stesso modo
in una terra che appartiene al limbo estremo
del nostro pensiero
Fianco a fianco camminiamo,
più morti di tutti quei morti
che seppelliti e marcescenti
da un remoto recesso
dentro al nostro pensiero tentano indarno
di lanciarci eco d’avvertimento…

Ragazzina bella

Come sempre, in quest’alba rosata e delicata
che non mi sei accanto, canto il tuo incanto;
ed è già il tramonto, divino più d’ogni parola
che potrei mai donarti, ragazzina bella

Sospiro, sospiro lungamente:
la pelle tua, calda e soffice l’immagino

Sicuramente,
sicuramente starai già dormendo,
dell’ardor mio sì tanto umano ignara

Di tutto l’amor sofferto

Di tutto l’amor sofferto
sol più rimane un’ombra appesa
al filo dei pensieri
come una cosa sconcia,
un burattino decapitato
che non ha né mani né piedi

Di tutto l’amor offerto
rimane poco nulla:
le tue labbra sono già su altre
a respirare desiderio in scioltezza;
a me resta la confusione in testa,
la povertà meschina di saperti
lontana via, non più mia

Ti ho desiderata

Ti ho desiderata per un rossore,
per capire la bellezza tremenda
d’una donna in amore
che piano dischiude le gambe
e intorno ai fianchi dell’amante
poi le stringe

Ti ho desiderata per sentire
quanto affamata l’innocenza
e quanto invece sol immaginata

Fumetti di respiri contratti

Seguendo fumetti
di respiri contratti
nell’aria dispersi
son venuto a cercare te
avvolto in una sciarpa
imbattendomi nel falso io
che strozza ogni uomo
che amando si crede un dio

Sapevo dall’inizio

Io lo sapevo sin dall’inizio
che alla fine ti saresti dimenticata
di chi t’ha amata, di chi ancora non osa
accettar la verità che tu oramai andata
per un altro amore, lontano lontano

Io lo sapevo sin dall’inizio
che la fine inizia dall’inizio
con la promessa in un “per sempre!”

Così crudele
e logica la realtà
Eppur ha da rimanere
incastrata là dove da un’eternità
riposa il pomo d’Adamo
costretto da poca o tanta saliva
per tutta la vita
a un utile quanto noioso su e giù

Non ti preoccupare, capirai

Non ti preoccupare, un giorno capirai
che han gli uomini tasche fonde
piene di sale, più spesso di sporchi avanzi
rubati a chi lungo disteso morente
senza manco più un fiato nei polmoni,
ma soltanto immensa paura
nello sguardo sull’incognito dilatato

Non ti preoccupare, domani saprai
che fanno in fretta i volti amati
a diventar grigi teschi tutti uguali
e tutti sconosciuti a chi li incontra
sulla sua via in cerca di nessuno
in particolare

Soldati

Siamo poi soltanto soldati
fra giarrettiere e brindisi
pronti a andare incontro
alla vita per una morte da fessi

Credere

L’ho raccolto
L’ho bevuto
Era un bacio
venuto giù
dal cielo,
uguale
a un miracolo
da sempre
aspettato
– sospettato

Busso ancora
alla tua porta:
mi tolgo
il cappello,
sorrido
come si conviene
Attendo
inutilmente
una risposta,
uno spiraglio
di luce
che spazzi via
il buio
che mi riempie
gli occhi

Ti lascio
una rosa
sull’uscio:
e continuo
ad attendere
perché
così m’hanno
abituato
a credere
nell’amore

A un somaro

Le carni tue ora frolle
fonte di giovinezza
più non conosceranno:
solamente la pazzia
ti resterà accanto;
con la gelida sua mano
ti carezzerà la fronte di sudore
per ricordarti che l’arte
non l’hai messa da parte,
Somaro

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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