Sempre la pioggia accompagna Novembre

Sempre la pioggia accompagna Novembre

Antologia di poesie dimenticate o credute perse

Iannozzi Giuseppe

rain

SUI LIBRI

Non posso dire
che i libri m’han salvato
la vita o restituito un briciolo
di quella fragile ingenuità
di quand’ero bambino
e per il mondo dei sogni vagavo
Non posso dire
che m’han dato identità
o dignità che già non avessi
negli anfratti dei cessi

I libri, i loro autori appartengono
a quella gran buffonata
che noi, con flebile serietà
ma di più con voglia assai
di truffare il prossimo,
chiamiamo poesia e umanità

MEMORIE

le tue piccole carezze
le tue piccole gioie
le tue piccole amarezze
le vivrò sulla pelle
baciandoti con la pioggia,
amandoti con il sole

le tue memorie
mi saranno care
più di tutte le vite
che in passato ho vissuto
lontano da te,
inutile a chiunque

LADY GODIVA
(con o senza di te)

Se pretendi,
se chiedi
devi dare
Non è il migliore
dei mondi possibili
e nemmeno il peggiore
dei fiori,
ma di certo è il solo
dei modi possibili
per fartelo capire
che qui ti regala niente nessuno:
non un’unghia incarnita,
non la gioia, o quella malattia
che presto o tardi ti porterà
fra le brune braccia della morte

Se fai gli occhi dolci,
che tu sia bella o di più,
a nulla serve
se non sai dare un po’ di te
con o senza falsa spontaneità:
perché i fiori, bene o male,
bucano l’asfalto e vengono su,
con o senza di te

Se vuoi esistere
devi dare:
non ti aspettare
che sia potere la bellezza,
eternità da sfruttare in eterno
I fiori aprono grossi fori
nell’asfalto e nel cemento,
e bene o male vengono su belli duri,
con o senza di te

Lady Godiva, con o senza di te,
questo mondo si porta avanti:
i sorrisi, i baci, gli arrangiamenti smorfiosi
lasciali da parte
Finché sarai in questo mondo qui,
accetta il consiglio, impara a dare
se vuoi ricevere uno schiaffo, un pugno
o la tragedia d’una carezza

FORSE NON LO SAI

Forse non lo sai,
ma il mondo lo sa
che tu hai fame
di tutto quell’amore
che non hai chiesto mai
a nessuno
e ch’eppur intorno sì,
l’hai visto
E allora non può
non esistere,
in un qualche dove
si deve pur trovare:
forse in fondo a un cuore
o nell’alba prima
che diventi mattino pieno
Quell’amore uguale
a tenera fiamma
d’una candela…
sì, ce n’è anche per te
in questo giorno
che per la prima volta
ha sentito il grido
della tua giovane vita
appena sbocciata

RIDERE

Come un rimpianto troppo amato,
alla fine sei volata via
nelle prigioni della mia fantasia

perché questa vita
è poi solo una via
per terminare in un ridere,
nell’orgasmo della morte

INNOCENTE

Non disperato
Accusato
d’esser un poeta

Ne uscirò innocente
nonostante lo spavento
che a ogni verso
mi prende

LA COLPA

Oggi
dal sole baciata
in fronte
in colpa ti senti
col tuo fantasma
perché tu colpevole,
e non per spavento

ROMANTICA FANCIULLA

Come sei romantica!
E quanta tristezza
in quel tuo bel sorriso
dato all’autunno
– ormai dappresso –
che le foglie le perde
in mulinelli di vento,
di lacrime, di scontento
Ma il tempo,
che sulla neve cadrà,
domani si scioglierà
sugli eterni ghiacci
e gli occhi tuoi di cielo
torneranno a posarsi
sulla primavera

Sarai di nuovo bella,
Fanciulla che oggi disperi
di non saper trovare
un solo fiore sbocciato

MI SEI CADUTA NEL CUORE

mi sei caduta nel cuore
in un giorno che addosso
mi piovevano sassi;
e dal cielo gli angeli
han preso a ridere
del destino che adesso
noi insieme a combattere

DIVINA BELLEZZA

Nell’acqua bassa
arrossendo
cerchi di nasconderti
almeno un poco
per uno sguardo
che furtivo
ha rapito
uno spruzzo
della tua bellezza

Così seducente
mentre le braccia
le porti al seno
alla bell’e meglio
nascondendolo
all’occhio sconosciuto

E sulle gote
vivo impresso
rimane il rosso
della giovane vita;
così divina tu sei!

L’INUTILE

Una strega maligna
più d’una lingua lunga
m’ha legato,
costretto a scrivere
poesie a cottimo
perché un giorno
un pazzo a me simile
scoprendomi postumo
si possa far vanto
d’esser pure lui poeta
inutile come il vento
che si porta
sull’immobile sabbia
degli aridi deserti

IN ATTESA VIVIAMO

In attesa viviamo
come nel braccio della morte
Come cani e pagliacci
che il gioco dell’osso aspettano
per ingannare il tempo
che gli rimane da ingrassare

PER UN ISTANTE

Per un istante d’eternità
sarei morto
senza temer della verità
le avvolgenti lingue

che luna dopo luna
ci ricordano
che qui uomini siamo
sol perché domani
anche noi moriamo

GIORNO DI NOVEMBRE

Quel giorno di novembre
il vento soffiava forte
sulle foglie brune:
piangevano
addosso a noi
avvolgendoci
nel malato loro abbraccio,
quasi presentissero
che da un momento all’altro
dalle tue labbra
sarebbe dilagata la condanna,
che m’avrebbe visto
per sempre lontano
dal tuo sguardo di luna

Resistevo,
nel tuo sguardo resistevo
malato e brutto
come l’autunno
che ogni foglia porta a marcire
fra la pioggia,
lavando nei cimiteri
epitaffi scritti a mano
da bizzarri poeti
sol ricchi delle loro parole
Con l’indice
subito mettesti a tacere
il crisantemo appena fiorito
dell’inutile mio balbettare;
e già sentivo io nascere
singulti su singulti dentro
al commosso mio petto,
e già sentivo montar forte
il tuo disprezzo per me

Negli anni che seguirono,
imparai a esser tomba,
a soffocare sul nascere
ogni emozione

E tacqui, così simile a Te,
mio perduto Amore

IL PARADISO DI DIO

Dio intimò di tacere al mio petto
quando t’ho vista tutta nuda svestita
I miei occhi hanno scoperto la tua vita
dalla vìta in giù, e ho dovuto ricredermi:
il paradiso che mai avevo considerato,
che avevo schernito con voce ora fioca
ora violenta come la brace, il paradiso
di Dio il tuo intimo, ora fiore da cogliere
Ma la paura mi fece molli i ginocchi
mentre il desio m’accecava gli occhi

SAMHAIN

Son vecchio
Il mio occhio tutto ha visto
e quello che no lo può immaginare
Son vecchio, di ginocchia cadenti
è ormai il mio camminare
Ma forte ancora è il potere
che sprizza dalle nodose mie mani,
abbastanza perché le Streghe
obbediscano al mio comandare
di portarmi là dove il dì non è mai

Questa sera,
mie Streghe, tenetevi libere
dalle catene di quel Diavolo
dopo di Me,
ché c’è un funerale
e mille coppe di champagne
da vuotare

Questa sera
per l’ultima volta voglio godere
della vostra pelle sotto la Luna
Questa sera voglio ridarvi
a quella verginità che perdeste
mille anni fa per mia mano;
perciò ballate, ballate, ballate
fino a suicidarvi dal Limite del Mondo

E l’ultima di voi mi porti con sé
là dove mai un raggio di sole squarcia le tenebre
Là dove nacque Dio, il fastidio di crear la vita

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Sempre la pioggia accompagna Novembre

  1. romanticavany ha detto:

    La Più bella è Memorie
    Ciao. Buona domenica nuvolosa ♥

    Piace a 1 persona

  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Agnellina Vany, sei tornata? ❤ ❤ ❤

    Ma dove sei scappata? Forse scomparsa fra le nuvole bigie che non ti piacciono? ^_^
    Che mi racconti di te? Suvvia, non farti pregare. Raccontami qualcosa, è una giornata uggiosa ed è dunque ottima per chiacchierare, non trovi sia così anche tu?

    Bacetti tanti, Violetta

    orsetto (un po’ più bianco di ieri) ^_^

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