Ogni dì profumi di novo candore l’amore – Poesie di Iannozzi Giuseppe illustrate da Valeria Chatterly Rosenkreutz

Ogni dì profumi di novo candore l’amore

Iannozzi Giuseppe

Valeria Chatterly Rosenkreutz

Valeria Chatterly Rosenkreutz

Valeria Chatterly Rosenkreutz su DeviantArt

Tu, Venere

a Valeria Chatterly Rosenkreutz,
che ogni dì profuma
di novo candore l’amore

Al tuo cospetto
eccomi qui
col grigio petto
a te davanti
perché possa tu farne
vanto o eterna agonia
con le tue mani
di farfalle,
con la tua bocca
di rosse fiamme

Qui sono:
nudo,
senza difese
Reco poesia
che è vecchia,
come le età
che al vento m’hanno
malamente raccontato
Però sono qui,
e sono per dispormi a te

La luna in cielo alta,
e ululano e ululano i lupi
e ai corvi tengono compagnia:
forse anche loro
cercano un amore
o un cadavere da sbranare
Io ho soltanto poesia
che è vecchia
e non posso mentirti
Se ancor mi vuoi
mi dovrai accettare così,
a petto nudo
Se ancor mi hai a cuore,
mi dovrai baciare
con denti aguzzi più dei miei
lanciando un urlo più alto
del gracchiare delle mie ossa

Ma qui sono
adesso e per sempre,
per saperti Venere

Angelo in marmo n. 1

Da quando t’ho confessato
il mio amore,
sei fuggita in lontananza
presa da un assurdo spavento
che però sapevo da sempre
ti sarebbe venuto a cuore
più del mio battere i denti
per freddo aspettando
invano l’arrivo del bacio
del disgelo dalle tue labbra
rosse, rosse d’un amore
che non è per me

Angelo in marmo n. 6

Ah, l’amore!
Fa più morti
di quel dio
tremendo
che dicono
si faccia
chiamar
Marte…

Ah, Eros!
Monello
senza cervello:
tutto cuore
non lo sa
quanto può
far male
al cuore di noi
che siamo
qui in terra
mortali

Come cristalli
ci spezziamo
in due
al minimo
cambiamento
d’umore

Angelo in marmo n. 7

insignificante e povero
per essere il tuo cuore,
rimango da solo a contare
i giorni che mi rimangono
pria d’affidar al cielo
quella che dicono anima
e cui non credo

le donne innamorate
belle sono all’occhio
di chi le guarda,
tenerezza portano all’acerbo
che nelle vene dei vecchi scorre
ma non al giovane che l’amata
la perde tra fiori d’arancio
e spruzzate di bianco riso
quasi a smorzare l’eco
delle risate felici, di beffa,
tutte d’attorno

così io perdo te
senz’aver avuta una sola speranza,
una pallida scintilla del tuo amore

Angelo in marmo n. 9

Dimenticherai, di me
ogni segno e gesto
Dimenticherai, di me
il sasso scagliato
e l’allegria triste
che m’illuminava il viso
Sì, mi dimenticherai
e ti porterai sul cuore
un uomo migliore di me
E farai l’amore per amore
fra grida d’angeli
e risate dal mare
di vergine bianca spuma
sulla non mai
troppo calda sabbia
Mi dimenticherai, e sì,
non sarà peccato
all’alba scoprire
che sei viva più che mai

Quanti baci perduti

Baci, quanti ne ho dati
e quanti ne ho perduti
per aver poi un ritorno
da lontano
ma uguale a brividi su la pelle
rossa di schiaffi di pentimenti,
note di blues
e dolori di whisky

Baci, quanti! A piangerli tutti
non son oggi capace
Eppur sempre rimango rapace
di labbra pizzicate
stuzzicate come corde di violino
per sentirne il sussulto vicino
proprio accanto a la smorfia
che mi disegna il labbro pendulo
incredulo davanti alla fine
del nostro, del nostro amore

Senza te accanto

Un amore più grande del mio
t’ha rapita al mio cuore
fragile di petali di rose
Un cuore più forte del mio
t’ha portata lontano lontano
dove nemmeno dio può osare
uno sguardo o una maledizione

Tutte le stelle, tutte le luci
che in cielo brillavano,
perché son diventate di nebbia,
d’improvvisi collassi?
L’amor mio trovato
e presto perso, dimenticato
nella nostalgia dell’Infinito

E io qui a dannarmi l’anima
in attesa d’un miracolo
che so mai verrà

Ma ti amo lo stesso
per quel che m’hai dato
in un giorno ch’era un sorriso
più immenso di quel dio
che invano ancor in sogno
cerco io senza te accanto

Sul ring

Sono all’angolo
come un angelo
caduto
e la spugna non la getto:
il gong non suonerà
né ora né domani
E’ una ripresa eterna
I pugni volano, come zanzare:
non c’è di che aver paura,
basta un buon gioco di gambe
per non lasciare al tappeto
il sangue
Basta continuare a picchiare
e fare la faccia da duro
e tenere nel petto un cuore
tenero ma non troppo:
il nemico ci assomiglia di già

Per dove la tua carezza

Dove vagoli? Dove
cerchi la tomba,
quel sacro suolo
che accoglierà
domani l’alma tua?
Dove riposi oggi
il corpo tuo bramoso
di attenti baci
che non siano
segno abituato
a esser soltanto
nova cicatrice?

Raccontami dei tuoi fianchi
Insegnami la dolcezza
del vento fra i tuoi capelli
E sfiorami con una carezza

Per dove – per dio! -,
per dove la tua bella carezza

Io so meno di te
Però rimango qui
qui ad aspettarti

Ansia

Quale fredda amarezza
si ripete nell’intimo in eco
in quell’età che si ha
una volta solamente,
di gioventù che par
non debba oggi finir mai
Quante, quante tristezze
cova dentro l’alma
senza motivi o pazzie
di libertà, e però piene
d’un senso
che non si osa dire
se non in un’ansia così e così,
imprecisa, tale e quale a la verità

Eppure, tu, giovane bimba
così libera, non la sai la libertà,
non ancora la sai, non ancora
Ma paura profonda hai
d’annegare in te, così libera
di volare per un sogno un incubo
o ancor meno

Poesia e assenzio

Come i poeti in assenzio
che la notte la facevano più lunga
del buio che di dentro covavano
Come quelli la cui vita
fu guardare dentro sé stessi
per toccare il fondo estremo
del piacere, la Visione

Ah, un goccio, uno soltanto
d’assenzio per una tiepida assenza
che sia impalpabile fiato
ma nel cuore boato, orgasmo
infinito impossibile da dire
con umane parole

Oltre il bene, oltre il male
questo amore, Amore,
si deve presto eternare
Così porgimi la bocca
dolcemente,
perché possa suggerne
la dolcezza inebriante
e non dimandarmi più
chi son io e perché lo faccio

Un goccio, uno soltanto

Dentro ai fantasmi

C’è un mare qui,
più grande d’ogni spiaggia
C’è sabbia qui,
fra le mani che scorre
mentre s’increspano le onde
e si muovono a lutto le ombre
al di sotto dei cumulonembi
C’è un mare qui
che fa impressione:
basta uno sguardo
per naufragarti dentro ai fantasmi
di giorni andati nell’eco
d’una conchiglia accosta all’orecchio
C’è qui l’urlo di Poseidone
che tuona e butta giù barche
e cantori,
e sempre qui ci sono sirene
che cantano il dolore
che non trova pace mai
nemmeno tra le stelle marine
Qui c’è paura di vivere
come dall’inizio dei tempi,
sale sulle ferite passo dopo passo

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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4 risposte a Ogni dì profumi di novo candore l’amore – Poesie di Iannozzi Giuseppe illustrate da Valeria Chatterly Rosenkreutz

  1. furbylla ha detto:

    bellissimo post Beppe. Buona serata
    Cinzia

    Mi piace

  2. Rosy ha detto:

    Ma che bellissime queste poesie 🙂 bravo Beppe, Valeria ne sarà soddisfatta !!! Auguri a Valeria:)

    Mi piace

  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Grazie, Mamma Lupa. Speriamo la pensi così anche Valeria.

    Buona domenica

    Beppe

    Mi piace

  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Spero di sì. E se invece no, avrò comunque fatto un omaggio senza lode né infamia. 😉

    Ciao Rosy.

    Beppe

    Mi piace

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