Chi o cosa oggi ami? Poesie per Diana Curri

Chi o cosa oggi ami?

Poesie per Diana Curri

Iannozzi Giuseppe

Diana Curri

Diana Curri

O l’uomo o il poeta

Del poeta la poesia bell’e finita si ama,
non il segreto dolore dentro al petto,
non la fame che nel cavo delle notti
sempre lo spinge a cercar negli altri
uno spicchio di sé, dell’uomo che fu

Dal lume d’una candela confortato
sulla vergine carta l’inchiostro versa
sempre stando ben attento a non sciupare
le parole in bella calligrafia vergate
con quei rivoli di sale che le gote gli bagnano

E tu, mia bella Fata, chi o cosa oggi ami?
Non v’è certezza d’un Dio nell’infinito,
ma più vero è che ogni giorno cade un poeta
intorno a sé sol raccogliendo il silenzio,
talvolta un misero alloro alla memoria

Chi o cosa oggi ami? Ricordati domani di me,
dell’uomo forte e fragile prima del poeta
che con l’infantilità dei suoi versi
ti ha incantata e cantata

Di Peccato di Passione d’Amore

Mio Angelo
di Peccato di Passione d’Amore,
nei pensieri miei
lo posso immaginare il volto tuo,
due occhi profondi e innamorati
mentre rossore di pesca matura
su le vellutate tue gote si diffonde

Nel desiderio mio
lo posso sentire il fascino,
il tocco delicato delle tue dita
su la ruvidità della mia pelle

Nel cuore
l’avverto la linea delle tue labbra
così rosse, teneramente carnose
come frutto mai colto, mai goduto
sino in fondo

E se forte ti stringo le mani nelle mie,
arrossisci piano e lento chini il mento,
un poco appena
perché la grazia tutta si possa nascondere
sul petto mio, là dove mi batte il cuore
sempre e sempre più forte

Ma quando gl’occhi apro al cielo
solo incontro altro infinito cielo
Ed allora mi dispero in una lacrima
che la rozza linea del mio viso la taglia
E sol vorrei generoso tosco da ingollare
perché nell’Eternità ti possa sognare
e per sempre baciare
senza mai riprendere un fil di fiato

Amor che fa tremare

Guarda in alto,
dimmi cosa vedi
Vedi,
allargano le ali
e veloci scendono giù
gli uccelli
le nuvole bucando

In fondo in fondo
lo sospettavamo
che fosse qui
e non nei giornali o in tivù
un ritaglio di paradiso

In fondo in fondo
se ci pensi bene
spensierate le mani
cercano
e cercano l’amore
che fa tremare
– che si può toccare

Ogni cosa scorda

Scorda il violino
che ieri con il suo suono
di agnello straziato
tanto male
fra le gambe e il cuore
ti ha portato

Scorda i giorni sfiatati e scordati
E nella tua mano raccogli la mia,
e se di calli e inchiostro la sentirai
ricorda che il mio lavoro pretende amore,
tutto il tempo che oggi dedico a te

E se vero è che fra i tuoi capelli respiro,
ricorda che un piccolo uomo sono,
ricorda sempre che un poeta,
valente o no,
raccoglie degl’uomini le pene
E perdona, del poeta perdona la vena
che ogni notte lo porta a morire
sul cuscino del tuo culo e del tuo seno

Scorda, ogni cosa scorda
I tarocchi vuoti di occhi scorda
e tutte quelle stelle che sol ieri,
per far dispetto a Dio e a te,
han spento nell’immenso
le speranze

Ogni cosa scorda,
ogni cosa ma non me e te
che la vita la viviamo da matti

Gioca con me

Brucia cenere la cenere,
colori mezzo appassiti
mentre danzano sui rami le foglie
nell’aria disegnando fantasie,
arabeschi e passi di danza
E nei tuoi occhi nocciola perdo,
di me perdo la cognizione
tirando a indovinare quale gioco
domani mi farai
fra la cucina e il letto

Sempre cerco quel luccichio,
sempre m’inganno e l’anima mi scanno
illudendomi d’aver finalmente
per intero colto il fuoco sacro
che anima e corpo a te mi lega

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a Chi o cosa oggi ami? Poesie per Diana Curri

  1. Rosy ha detto:

    O l’uomo o il Poeta, a mio avviso: la migliore.
    E’ però un poco triste e nello stesso tempo piena di conferme e di domande – domande che attendono risposta…

    Complimenti Beppe 🙂

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    In effetti sì, anche a mio avviso è la migliore: credo d’aver dato il meglio di me in “O l’Uomo o il Poeta”. Come bene evidenzi è ricca di una ricerca di conferme tradotte in domande. Domande che avranno una risposta o forse no. Per stile è un po’ vicina alla poetica di Roberto Vecchioni – grandissimo poeta, scrittore, cantautore – con un pizzico di Francesco Guccini (geniale, anche lui Poeta Sommo, ma meglio non gridarlo perché a Francesco l’etichetta di poeta non gli piace proprio).

    Grazie, Rosy. 🙂

    Beppe

    Mi piace

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