Il Bastardo – Requiem per un morto – Capitolo nove – Iannozzi Giuseppe

Il Bastardo

Requiem per un morto

Un thriller di Iannozzi Giuseppe

Il Bastardo - Requiem per un morto - thriller di Iannozzi Giuseppe

Volare. Se ieri un Icaro qualunque me lo avesse divinato, gli avrei riso in faccia.
Quando sei su un aereo non sai mai che cosa può accadere. Sei in volo e basta, tuffato in mezzo al cielo, costretto a fidarti di… E per giunta, ve lo posso assicurare, non è il posto ideale per una zuffa o una sparatoria.
Quanto vale la vita di un figlio?
In fondo potevo infischiarmene, ma non l’ho fatto. Istinto paterno forse. O desiderio di vendetta. Di vendetta. In ogni caso nutro il sospetto che Carla se la sia andata a cercare; e poi non è che la amassi. Me la scopavo, certo che sì e a lei stava bene così.
Non potevo aspettare in santa pace che il cancro mi consumasse e basta?
Non sono mai stato padre né ho mai pensato di mettere al mondo un altro disgraziato. Salgari però mi ha parlato duro: “E’ anche sangue del tuo sangue.” Per quel che ne so, in un momento di ricercata noia Carla può aver allargato le gambe a qualcuno che le andava a genio.
Domande oziose le mie.
Mi volto e lo vedo: è qui, in coda a questo aereo. Finge di non avermi visto.
Lo fisso negli occhi tossendo, mostrandogli l’indice.
Quello non si scompone.
Prima o poi, forse più prima che poi, sarò costretto a fargli ingoiare la lingua.
Si accomoda. Glielo leggo in faccia: non sarà su questo volo che mi avvicinerà. Un po’ mi dispiace: non sarebbe stata una cattiva idea crivellare la fusoliera, inscenare un mezzogiorno di fuoco su questo affare in volo e farla finita insieme ad altri centocinquanta figli di puttana.

Più ci penso e più mi convinco che quel che resta della mia vita ha preso una piega a dir poco ridicola, da film di serie B. E quel che è peggio è che sto accettando l’idea di essere melanconico.
L’hostess mi avvicina, mi squadra.
“Tutto bene, signore?”
“Tutto”, dico sorridendole.
Lei ricambia il mio sorriso stuzzicandomi, toccandosi in mezzo alla scollatura della giacchetta di servizio.
“Se dovesse aver bisogno di qualcosa…”, accenna non senza malizia.
Dovunque vada sempre e solo puttane. E’ chiaro che cerca un’avventura al volo. Perché no? In fondo sto tirando le cuoia e questa potrebbe essere l’ultima scopata.
“Ha una lacrima del suo tempo da dedicarmi?”, butto lì.
Quello che mi sta seduto accanto non capisce. E’ un panzone, un broccolo totale. Si aggiusta la cravatta: forse pensa che questa mossa lo faccia passare per un fighetto.
“Certo.”
“Lo vede quel tipo, in coda all’aereo?” E glielo indico con lo sguardo.
Lei non capisce.
“Viaggiamo insieme, no n so se mi spiego.”
Lei tira su una smorfia divertita.
“Quando sarà da lui per chiedergli se è tutto okay, gli dica che il suo amico lo saluta. E’ importante.”
L’hostess obbedisce sculettando.
Quando torna da me, mi fa segno di seguirla.
“Mi scappa”, butto giù a muso duro a quello che mi siede accanto: “Beato lei che non ha di questi problemi.”

Glielo sbatto dentro, in piedi alla boia d’un giuda.
Lei non geme. E’ una gran baldracca, una di quelle che fanno collezione di uccelli per poi lasciarli volar via liberi senza nutrire rimpianti.
Le vengo dentro un paio di volte. La soddisfo. Non pensavo sarei riuscito a farlo ancora così bene, come ai bei vecchi tempi prima che la nera signora decidesse di prendersi cura di me. Quando stai per morire l’uccello ti tira di più, ecco tutto.
Cinque minuti, non uno di più, e siamo fuori, prima lei poi io.
Se qualcuno ha capito che lo abbiamo fatto nella toilette, non ha motivo di protestare; e il diavolo lo sa bene il perché.

(c) Iannozzi Giuseppe – Tutti i diritti riservati

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a Il Bastardo – Requiem per un morto – Capitolo nove – Iannozzi Giuseppe

  1. furbylla ha detto:

    ogni capitolo è un gran passo in più
    buongiorno
    Cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Come avrai di certo notato, nonostante i tanti accadimenti e personaggi più o meno ambigui, ho adottato uno stile diretto, veloce, senza preziosismi letterari al fine di arrivare subito al punto. La storia è complicata, ma non lo stile, anche se non è affatto facile scrivere in maniera semplice, affilata come la lama di un rasoio.

    Oggi metto online il capitolo 10.

    Buongiorno

    Beppe

    Mi piace

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