Il Bastardo – Requiem per un morto – Capitolo cinque – Iannozzi Giuseppe

Il Bastardo

Requiem per un morto

Un thriller di Iannozzi Giuseppe

Il Bastardo - Requiem per un morto - thriller di Iannozzi Giuseppe

Cap. V

Riprendere i sensi è quasi sempre un’evenienza traumatica, una delle peggiori.
“Mosè e Aronne eseguirono quanto aveva ordinato il Signore: Aronne alzò il bastone e percosse le acque che erano nel Nilo sotto gli occhi del faraone e dei suoi servi. Tutte le acque che erano nel Nilo si mutarono in sangue”.
Salgari leggeva dalla Bibbia un passaggio dell’Esodo.
“Sai che cosa significa?”
“Ho mal di testa”, gli faccio notare.
“Te lo dico io allora: il sangue era quello dei neonati, dei bambini, degli ebrei gettati nelle acque.”
O la va o la spacca. Estraggo il ferro sin tanto che Salgari tiene la testa all’ammollo nelle sue stronzate.
“Parla!”, gli grido contro con tutta la rabbia che ho in corpo. “Sono stufo di sentire le tue stronzate.”
Salgari non fa una piega. Non è per niente spaventato.
“Sei un uomo morto, lo sai.”
“E tu verrai all’inferno con me se non mi dici subito quello che voglio sapere.”
“Non hai più niente da perdere”, sospira Salgari divertito. “Nella condizione in cui ti trovi, per te vita e morte non hanno più alcuna importanza”, osserva con bilanciato cinismo.
Faccio partire un colpo.
La Bibbia che Salgari tiene in mano salta in aria sfogliandosi.
“Non scherzo io.”

“Non hai mai scherzato, René. Siamo della stessa pasta io e te. E’ per questo che sei ancora qui.”
Ha ragione. Avrebbe potuto farmi fuori senza che io me ne accorgessi.
Sembra di essere in un vecchio appartamento, ma solo Iddio sa quante trappole mortali potrebbero scattare da un momento all’altro se solo Salgari lo volesse.
“Che sai?”
“So che non presti attenzione a quello che ti dico. Carla non era una semplice puttana.”
“Chi era allora?”
“Nelle sue vene scorreva il sangue dei Romanov.”
Scoppiai a ridere. Sapevo un cazzo dei Romanov, ma quel che sapevo bastava e avanzava perché esplodessi in una risata.
“Io non c’entro con la sua morte.”
Rido ancora più forte.
“René, non avevo alcun interesse perché Carla morisse.”
“Menti!”
“Non mento. Per quanto possibile ho cercato di proteggerla, ma non ci sono riuscito.”
Lo guardo dritto negl’occhi. Non sta mentendo.
Noto una lacrima scendere piano sul suo volto di rughe.
Non posso crederci.
Salgari si alza dalla sedia e mi viene incontro.
Abbasso la canna della pistola.
C’è qualcosa che mi fa paura. Mi guarda con pietà, con una pietà strana, innaturale.
Un brivido freddo mi corre lungo la schiena.
Vuota il sacco.
Le gambe mi si fanno molli. Adesso sì, ho paura sul serio e non per me.
La verità uccide un uomo, anche uno come me che sa di essere condannato ad andare all’inferno.
Salgari mi stringe fra le braccia.
“Trova i suoi assassini, René… trovali e salvalo se è ancora vivo”, mi sussurra in un orecchio con voce strozzata. “E’ anche sangue del tuo sangue.”

(c) Iannozzi Giuseppe – Tutti i diritti riservati 

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a Il Bastardo – Requiem per un morto – Capitolo cinque – Iannozzi Giuseppe

  1. furbylla ha detto:

    coinvolgente veramente… vado al sei
    Cinzia

    Mi piace

  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Fortuna che la pensi così, altrimenti tanto varrebbe che non scrivessi. 😉 Ma spero risulti più che coinvolgente, vorrei fosse spiazzante e un poco irritante anche. 😉

    Beppe

    Mi piace

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