Sull’Altro Lato di Me. Poesie di Iannozzi Giuseppe illustrate da Valeria Chatterly Rosenkreutz

Sull’Altro Lato di Me

Iannozzi Giuseppe

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illustrazione di Valeria Chatterly Rosenkreutz

L’ALTRO LATO DI ME

prendi me, prendimi come sono
animale, d’istinto infernale
faccio il bene, faccio male a fare il bene
sempre, sempre una pioggia di inferni
piove addosso a chi m’incontra

sono sull’altro lato di me
non mi guardare con l’occhio storto
stai soltanto bramando il mio nero petto
sono sulla faccia oscura della luna
stai soltanto cercando di capire
se hai bisogno d’essere esposto alla verità

sono in alto, sono sull’altro lato di me

un giorno funziona bene, quello appresso no
ma il primo uomo che allunò la sua impronta
paura nutrì che gli mancasse la terra
sotto i piedi per sempre
e io sono così, non sul lato infetto dalla luce
e io sono così, sul lato animale disposto

prendi me, prendimi come sono
umano, d’istinto animale
prendimi così come sono perché sono
umano, di bianco e di nero
faccio il bene, faccio il male
sempre, sempre una tormenta di paradisi
piove addosso a chi m’incontra

prendo alla radice di me il lato più selvaggio
né ora né mai potrai comandare il mio passo

PER DAMASCO

La barba che s’imbianca,
io che divento uomo
dimenticando l’ora di religione
e quella più rigida di ginnastica
Perdo la coscienza d’amare:
la penna non è forte mai
come la mano che fino alla fine
sa fare forte il male

Uomini striscianti e alte torri
sulla strada per Damasco
Ma quanti begli occhi neri
a illuminare la sera
che i consigli delle ombre
– delle tombe – reca

Abana, Parpar,
sì secca la gola,
sì ruvida la lingua
al sole penzolante,
come lucertola
della coda amputata
E quante spade
dalle croci spiccano teste
E quanti occhi,
quanti non sapranno il giorno

Per una lacrima d’acqua
perdo la conoscenza astrale
L’Uomo Muto interrogo,
troppo astuto!
Ed è già di ombra
tra le ombre della sera
Quanti occhi di nere spie,
e orbo tra vasi di creta io

La barba che s’imbianca.
io che morto seme m’invento
dimenticando
un’ora della vita mia
e quella più interessante
del sogno tuo, Gesù

Uomini striscianti e alte torri
sulla strada per venire a trovare
il sepolcro mio vuoto

… il sepolcro mio vuoto

MU

troppo di questo
troppo di quello
affonda di Mu la favola

la raccontano
oggi i vecchi ai bambini
che su di sé prenderanno
domani eterno fuoco
di morte avventure
fra la pace della brace
– urlante eterno rogo
d’innocenza e illusioni

come ogni giorno
continua la gretta storia
dell’umano che si pone
nel divino

SENZA SANGUE

Senza sangue la moda
per i passi dell’assassino
che di sé mostra la coda.
Di questo passo
l’andazzo è chiaro
e tristemente nota la fine
nell’immediato: da thriller.
Consoliamoci,
ridiamo a squarciagola,
ché di tutta la robetta
sol polvere resterà,
e forse nemmeno quella.
In fondo, basta guardare
al passato: milioni di thriller
scritti e presto dimenticati,
accidentalmente riesumati poi
in pallide collane dappoco
che muoiono in edicola
o in anonimi remainders.
Si spaccia in giro robetta
che alcuni acciaccati cuori
si premurano di comprare,
ma soltanto per ricordare
la gioventù creduta bella
e persa tanti anni fa
sprecandola in vuote letture,
perché anche la vecchiaia
sia pienamente senza sangue.

DOMANI NEMICI

Amar gli amici
solo perché
domani possano
esser tristi
fedeli nemici

CATTIVO TEMPO

questo tempo non… non piace
non mi piace, non mi si addice

questo tempo
questo malcontento dilagante
mette cattivo sangue
propaganda cattivo tempo
ma io non t’inseguo né t’insegno

MAI IN GINOCCHIO

MAI IN GINOCCHIO

Pazzo sì,
ma non in ginocchio
immobilizzato
come in prigione
fra le pagine
d’un libro ammuffito
e da tutti dimenticato

Pazzia
fa la sua parte,
artifizio che sostiene bene
l’arte mia,
ma mai e poi mai
potrei lasciar cader
il ginocchio mio
perché la terra baci,
nemmeno se siete Voi,
Signora,
a comandarmelo
colla forza
della Vostra bellezza.

Pazzo,
così tanto pazzo sono;
e sempre gli occhi
li punto ben dentro
agli occhi dell’amico
come del nemico;
li punto a mo’ di spada
perché possano portar
lontano il male
o produrne uno nuovo
e più forte,
uno che sia resistente
più della breve eternità
concessa al corpo mortale
che quel dio,
benedetto e maledetto
dalla bocca degli uomini,
in dono ci ha lasciato
a mo’ di scherzo.

DI MELLONI E DI COGLIONI

Avrei bisogno di buone letture di sostanza
e non di latte liofilizzato e biberon, di pruriti
Accendo la radio, metto su on tremiti vaginali

Avrei bisogno di genuino sesso orale
e non di coglioni che si spremono i mellóni
Spengo la radio, metto su off vagiti anali

Ahia, ahia, ahia, ogni prezzo ha il suo prezzo
Per Ippocrate, quanti portaborse e malelingue
Ahia, ahia, ahia, a tutto si dà un prezzo malato

Un prezzo malato, esorbitante e moltiplicato
per la circonferenza di questa terra di buffoni

Un prezzo malato, un prezzo indiavolato
Un prezzo sotto inchiesta, e chi fa la questua

Ma Mozart suonava il violino e il cembalo
a quattro anni appena, e moriva a trentacinque

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Sull’Altro Lato di Me. Poesie di Iannozzi Giuseppe illustrate da Valeria Chatterly Rosenkreutz

  1. furbylla ha detto:

    mi piacciono molto… condivido
    Cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ero certo che ti sarebbero piaciute. Sono alla vecchia maniera. ^^ Solo “Cattivo tempo” è di stampo un po’ avanguardista, ma se ti piace ti piace. ^^ Grazie infinite, Mamma Lupa.

    Beppe

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