Spiacente per questi suicidi – Antologico con 4 inediti – Poesie di Iannozzi Giuseppe

Spiacente per questi suicidi

Antologico con 4 inediti

Iannozzi Giuseppe

Yukio Mishima

Mishima

Non calza
il kimono
l’hiruko;
alle fiamme dato
il padiglione d’oro,
giace ora
senza gambe
né braccia

Di sole donne
il kabuki,
più tardi
interpretato
da soli uomini;
ma una vita
a cui basti
trovarsi
faccia a faccia
con la morte
per esserne
sfregiata
e spezzata,
altro non è
che fragile vetro
(*)

Confessa,
confessa ora
la maschera
che morire
l’unica soluzione
per restituire
alle macerie
il volto loro

Impossibile
sembrare ed essere
sempre e per sempre
in una stanza
chiusa a chiave,
nell’orrore
d’una vecchiaia
d’incestuosa voluttà

(*) riadattamento da un passo di “Lezioni spirituali per giovani samurai e altri scritti” di Yukio Mishima

Yukio

Così spiacente
per quel dove
dove sono stato;
così spiacente
per essere
e non essere
stato
in accordo
col mio tempo

E mi sanguina
spenta luce
sovra alla testa
la lampadina accesa;
ma ristagna
dell’incenso il profumo
fra le mura,
una vita buddista
mai sul serio desiderata;
ma ristagna
nell’Occhio della Mente
sogno di pornografia,
atto di piena democrazia

Così spiacente,
così spiacente
per tutto questo,
per questo blues

Loto in autunno

le prime memorie diroccate
e c’è la luna piena in cielo
e domani verranno i marziani
sì, tutto quello che facciamo è sbagliato
chiedi in giro, chiedilo a quelli lì
che vanno con la pistola
a fare i guastafeste negli angoli

sei davvero così sicuro
che potrò perdonarti solo perché,
perché non ti ho mai inciampato
nel mio sguardo?
gli ascensori puntano in alto
e precipitano in basso facilmente
quando la borsa sembra al meglio
delle possibilità
sì, tutto quello che vediamo è qui
ma non porta buono un uomo a piedi nudi
chiedi in giro, come cammina sulle acque?

la strada per il taj mahal,
quella per il trono di kublai kan
sapendo che il destino che ci aspetta
è tutto in una pellicola, carlito’s way
così prendo la posizione del loto e aspetto
perché domani verranno i marziani

sarà un inverno lungo quello alle porte
prendo la posizione del loto in autunno
e aspetto, e aspetto anche se non è facile
non essere a casa insieme a chi amo

portala in alto la mia voce o smorzala
ma prima che sia un’altra luna così

chiedi in giro, chiedilo a quelli lì
che vanno con la pistola
a cancellare le memorie dell’umanità
chiediglielo se si può esser santi e ladri
allo stesso tempo, allo stesso tempo
chiedigli di camminare sulle acque
perché domani verranno a uccidere
perché domani prenderanno al cuore
pittisborum psercy pystachi
pseter psersimmon plummer-push

sarà un inverno lungo
perché domani verranno a uccidere
perché domani faranno fuori l’invisibile
pflip, eta beta e la quarta dimensione

sarà un lungo lungo inverno
senza colori e segni d’allarme
sì, tutto quello che vediamo è qui
ma non porta buono un falso a piedi nudi
chiedi in giro, come cammina sulle acque?

prenderanno alle spalle
mister m’illumino d’immenso
no, non potrò perdonarti solo perché,
perché non ti ho mai inciampato
nel mio sguardo
anche se tutto quello che vediamo è qui
anche se tutto quello che non vediamo non è,
non è ancora qui, anche se tutto quello che non

così prendo la posizione del loto in autunno
e ti chiedo di portala in alto la mia voce
così prendo la posizione del loto e aspetto qui
e aspetto

perché non sia un’altra luna piena

Del bosco

Nel bosco
non sono,
sono invece
dove sono
con il suono
– di qui
e di là –
che tace
e non tace;
presto poi
si fa qui
la sera;
e nel buio
pian piano
scivola.

Del bosco,
del bosco
la eco
immagino;
e qui
ora
la scrivo.

Tu, così bella

E tu, così bella,
finalmente decidesti
di sputare in faccia a dio
E in risposta
il suo ghigno più tremendo,
così tanto uguale
al tuo amore
– a tutta la Bellezza

Primo sguardo

lei amava sempre tutto,
al primo sguardo tutto,
ogni sogno e dispetto

lei morì così,
amando l’immenso

…immenso dove
dove tempo non c’è…

Bella stella

Quanti anni qui a cantare
parole che non riposano,
che da sole non vogliono stare

Quanti giorni e quante lacrime,
mia Bella Stella, tu non sai

Ma si perde una volta sola
in questa nostra breve vita
Però che questa verità
non ci sia di consolazione,
ché un momento è un’eternità
che non finisce e non finisce mai
– come la paura di cantare
ad alta voce un sogno d’amore,
un sogno d’amore e di dolore

Guerra e Pornografia

Se il mio amore muore
è Guerra e Pornografia
Rimangono segni di unghie
e il pitale da vuotare,
e un bicchiere di vino appena
da ingollare per dimenticare

Se il mio cuore
dovesse smettere ora di battere,
non sarebbe poi grave
come si potrebbe immaginare,
perché resterebbe l’ombra greve
di esserci detti completamento

E’ Guerra e Pornografia
E’ un dio che s’è impiccato
là dove sorgeva il Muro di Berlino:
il nostro dirci d’amore, sì pesante!

Morente

ci spinge la negra notte
a far a botte solamente
coll’ombra nostra al muro
arresa in un fugace chiaro

di luna morente

Per dove

Per dove veleggia
il tuo cuore,
per quale entusiasmo?
Dir non si sa
se sia desiderio o destino,
non ora che il tempo si fa sabbia
fra i chiusi gusci delle mani.

E io qui a naufragar
coi miei baci di sale e miele
mentre i dischi di Cohen
suonano la più triste canzone,
Suzanne.

Epitaffio

Lascia che dicano e dicano…
han soltanto la loro parola,
l’epitaffio tremendo
che per sempre li seppellirà
nella muta terra senza pietà

Ricordo

Rammento una storia
non finita
ma non infinita,
la vita da denudare

Per nulla

amando
odiando

perdendo
la testa
in nulla battaglia

pisciando
lentamente

Cadere

in replica
cadono
uomini
per tentativo
di riproduzione

cercando
un buco in affitto
all’Opera
o in Politico Gabinetto

Esilio

Quando cerchi qualcuno
il silenzio risponde,
il solito a noi conosciuto
All’inizio i primi passi li muovevo
tra imbarazzo e stanchezza
Ero uguale a un idolo dimenticato

E tu, Amore, lo sapevi
che stavo sprecando me
nel Pozzo dell’Incoscienza
Tacesti per vergogna forse,
o in segno di lutto soltanto

Desiderio

Potrei annoiarvi
con la lunghezza dei miei passi,
o potrei uccidervi
fuori dalla mia vista
lasciandovi scoprire avanti a me

Ma stanchezza mi fa
il Desiderio

Sogni

afflitti dai sogni
che il giorno porta seco,
sol tentiamo l’amaro e il miele
d’una poesia di parole
perché di noi un segno rimanga
nella notte, nel suo ventre
di nostalgia

Morta

Un’idea amata e sbagliata
Un’intera esperienza
di vita seminata in marzo
e morta, fra le braccia raccolta
il due d’un bigio novembre
dopo vent’anni appena
Rimangono sol brune foglie
a piovere da scheletrici rami

Quando la mano

quando la mano
mia cerchi
sempre stringi forte
come se dovessi perdermi

quando la mano
tua rifiuto
sempre cerco respiro
come tra le macerie
sepolto

Serpenti

Ma tu così perfetta
E io così innamorato
Che ne potevo
se le nostre anime serpenti
sulla strada dell’inferno…

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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