di Rose e di Cose

di Rose e di Cose

Iannozzi Giuseppe

roses

ROSE E COSE

Era forse un sorriso, un gioco sul ciglio della ferrata
Così è che si va a finire e non è detto sia un male
quando tutti i treni dentro alla stazione deragliano

L’amor tuo patinato sempre l’ho spettinato per amarti meglio
– per odiarti meglio -, e allora che vuoi oggi di più? di meno?
Viaggio e ritorno, e sempre si ritorna al punto di partenza
anche se mai c’è stato un principio o del fumo negli occhi

In una rosa mi potrai trovare e sfogliare, nei petali il morire
La fame, non è detto sia a tutti i costi un male madornale
E’ la mia bocca quella d’una donna e resiste Dio fino in fondo,
in fondo al pozzo dei desideri ma le sai trovare le mie parole
Lo sai che lungo i boulevard una tempesta di sale e miele
Assassino è l’uomo che di Van Gogh dipinge oggi il sorriso

E lo sai che ogni lacrima il David di Michelangelo lo scolpisce
nella carne corrodendolo, e al calar del sole lo fa poi più bello
Era cera, forse, la sera che nei tuoi occhi si scioglieva
Così è che si va a dormire, ci dà da mangiare la verità il fascino
o solo colpa e ragione, e non è detto sia un dolore madornale
Dividiamo allora il pane senza sale, mesciamo vino e umiltà

Quante cose abbiamo ancora
da imparare e da dimenticare
Mi potrai trovare, se lo vuoi,
mi potrai amare all’indirizzo sbagliato
Mi potrai morire, se lo vuoi,
mi potrai morire nel fiorire delle tue dita

Quante rose ancora tutte da spogliare
e quante cose da cambiare,
da lasciare in ore bianche rosse e nere
quando i treni in stazione
Quanti amori sul ciglio delle mie ciglia
per addormentati sguardi

Quante rose ancora tutte da vestire
e quante cose da lasciare,
da cambiare in ore bianche rosse e nere
quando i treni in partenza
Quanti amori al di là dei tuoi binari
per treni in una risata svestiti

MARCHETTARO

Marchettaro sono,
ben noto,
da mane a sera batto,
prima
che mi possa sedere
sul dolente mio sedére
e consumare magra,
magra cena assai.
Dio, che pene!

INNOCENZA NON C’E’

innocenza un nome
allo stesso modo tutti colpevoli
la gogna meritano tutti
e una manica di scudisciate

nel riflesso dei lunghi coltelli
stanno gli occhi dell’assassino
nella posa del caffè
stanno i cadaveri di mille morti di fame

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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