La bellezza delle donne. Antologico con 3 inediti

La bellezza delle donne

Antologico con 3 inediti

Iannozzi Giuseppe

la bellezza delle donne

Penelope, Penelope
(inedita)

a Nadia Fagiolo

Amore,
quale amore!
Amore, un cavolo
fra giochi equestri
e storie maldestre;
qui si sta e si sta
come in agonia
il cielo delle aguglie
mirando,
sassi sul pelo
dell’acqua scagliando,
l’umbratile ovest
sempre scrutando.

Un cavolo d’amore,
Penelope, Penelope!

Passami il vino,
la sua bellezza
e un’ubriachezza
che del bicchiere
regga la fragilità.
E i Proci tutti,
sgomenti
li vedrai mancare,
in ginocchio cadere,
e le ritorte budella
dall’epa svuotata,
in un ultimo fiato,
con mano toccare.

Non ruggine o lucchetti,
prometto qui ora a te.

Gemini
(inedita)

E incontrasti, incontrasti
te stessa due volte
in un giorno di sole,
in un giorno sul finire
Incontrasti la tua gemella,
sol le chiedesti “come stai,
dove vai?” E rispose,
due volte due ti rispose
come si usa, il capo
poi scosse per un sorriso
o due che non capisti

Di te stanca pensasti:
Presto, sia presto
quel che ha da essere!
E ancora non capisti,
ancora lì a domandarti
se può mai aver voce
il tuo e il suo doppio,
delle angosce quotidiane
lo spettro

La bellezza delle donne
(inedita)

a Lusy Fi

Non fermiamoci,
non su questa riva
dove il blues
in altro blues affoga,
dove beccano
i gabbiani
di uomini e donne
solo la sfortuna

Nell’abbaglio
che il bagaglio
a ogni passo
qua o là
lo stesso
o più pesante
non crediamo

Delle donne
la bellezza
preghiamo
– invochiamo –
perché domani
un blues a due
per sempre sia

Lettera 35

Odiavi perché scrivevo
e come lo facevo
Dicevi a tutti
ch’ero un fallito
e poi mi portavi un cavolfiore
che la fruttivendola t’aveva regalato
perché potessi continuare a mangiare
parole e fame
Amavi farmi la minestra con quello
sfogliandolo senza badare
al succo del discorso,
perché la mia Lettera 35 poteva battere
anche senza di me,
ma non senza di te
che vivevi la strada
E venne il giorno
che le mie costole le potevi contare,
e il tuo occhio nero non t’era di conforto
e una bistecca per addolcire la botta
non ce la potevamo proprio permettere
Odiavi perché scrivevo,
e come lo facevo,
e i fogli rimanevano vergini,
e i racconti che scrivevo erano bianchi,
nessun editore serio li avrebbe mai presi
Sì, ero proprio quello che si dice un fallito,
e questa cosa un po’ ti faceva felice
perché tu, con il tuo occhio pesto,
uno che t’imbucava lo trovavi sempre
Ma venne il giorno
che scesi anch’io in strada,
e presi a pugni tutti i tuoi amanti
con la forza d’una minestra di cavolfiore
in corpo per difendere il tuo corpo
Così ebbi una storia da scrivere,
decine di pagine forti
che vendetti bene al primo complimento
Persi però te
Non fu un gran danno
Qualche volta, ci penso ancora
a com’eravamo fragili

D’amore per gli altri

Non ho ancora un motivo
che mi ridia indietro la ragione,
perché scavo nella tua perdita
e nella sua agonia
Ma ho una partenza e un biglietto
per l’ultima corsa utile
Le tue rose pungevano
anche se le innaffiavi tutti i giorni,
le mie mani facevano male
anche se ti accarezzavo tutte le notti
E Cristo s’è messo il Basco
per morire in Bolivia
d’Amore per gli Altri,
così dovresti capirlo da sola
che non posso più ignorare la verità
che i morti non sanno badare a se stessi,
che i morti non sanno badare a se stessi

Abbiamo avuto il nostro tempo,
facendo, bene o male, la nostra parte
Abbiamo imbavagliato il cuore
per sprecarci in un amore di testa
Abbiamo sempre usato la solita parola
che è stata la nostra sconfitta, “amore”
Ma ci siamo concessi sempre l’ultimo appello
che ci ha messi di fronte alle nostre colpe
E abbiamo ignorato che non poteva bastare
sudare e sudare e sudare
il letto e la sua morbidezza
Così, non ho proprio un motivo
che mi trattenga ancora qui, fra le tue rose,
e tu non ne hai uno
che ti sfiori il volto addormentato
Però ho almeno una buona ragione
perché prenda l’ultima corsa utile
prima che sia troppo tardi per gli Altri,
prima che sia troppo tardi per gli Altri

Adesso ho un motivo
che mi porterà vicino alla ragione,
perché scaverò nella perdita dei tanti
e nella loro agonia
Lo sai anche tu che,
che i morti non sanno badare a se stessi,
che i morti non sanno badare a se stessi
Lo sai anche tu che,
che devo far si che non sia troppo tardi per gli Altri,
che devo far si che non sia troppo tardi per gli Altri

Non pregherò

Mai mi sono detto…
La poesia confessa verità
personali, e la realtà mai

Gesù aveva un preghiera
e Giuda pure, forse più santa
Entrambi furono traditi
dalla poesia dell’uomo
per finire tra pagine sacre
un po’ così e così – esasperanti

Non pregherò
per avere un serto
o una corona di spine
Non chiederò a nessuno
dove ho gettato l’anima
Non m’interessa sapere
che fine abbia fatto
E meno ancora m’interessa
se oggi è al mercato
o su una strada a fare la vita,
perché ho la mia di esistenza
ed è già abbastanza

Non pregherò
per le mie ginocchia stanche
Non darò via il mio sangue seppur acido
Ho il torto e la ragione sulla stessa bilancia;
e umano, troppo umano, continuo in follia
giorno dopo giorno, poi solo accendo me,
un sigaro cubano e un’altra rivoluzione
inventata, come una poesia – preghiera

Non voglio scrivere in eterno
Non voglio entrare troppo dentro
all’affare d’essere io e non un altro
Solo desidero me, e non di vivere
in eterno perché mai mi son detto
poeta santo o traditore

Quello che voglio veramente,
quello di cui non posso fare a meno:
sapermi tiranno come sempre
finché fiato avranno i polmoni
Finché avrà ragione di battere il cuore
in petto – uguale a umana bestemmia,
raccolta dalla terra per ridarla alla terra
e alla guerra

Perché la poesia confessa verità
personali, e mai e poi mai la realtà

Cenere alla Cenere

ti ho amata
non avevo un cuore di riserva
forse non ne ho avuto nemmeno uno, mai

fa male a me quanto a te
ma di più a quella che è stata la nostra fine
un dirsi semplicemente cenere alla cenere
sulla stadera del mai detto

tu però, stasera, non fumare un’altra sigaretta
il fumo si spreca nell’aria sempre
il filtro, quello invece rimane nel posacenere
e non fa quasi mai una bella figura
anche se porta impresso il bacio del tuo rossetto

Resiste in Te

non voglio affrontare la morte
non seriamente
ci sono, dove? in ascolto?
sono sempre qui, fuori e dentro di me
non voglio affrontare la corte di mille porte
sbattute in faccia ripetute sulla punta del naso
come menzogne

il paradiso non è
e l’inferno era qui in terra quando io c’ero
e la carne si faceva male con lo spirito intero
i miei giochi pensati e la barchetta di rimbaud
e i tuoi occhi che sorridevano poesia e un addio

oh, vicino a me la tua mano e il tuo cuore sul mio
e io solo battevo l’ultimo bronzeo colpo di campana
oh, vicino a me la tua bellezza e io a chiederti di dio
e perché e per chi hai tagliato le tue lunghe chiome

il paradiso è che non c’è, è che non c’è
ma c’era un giorno di pioggia e uno di sole
ma c’era un cinema e un riparo e un poster sbiadito
ma c’era la chiesa e l’ospedale e c’era la mia preghiera
che ora porti sul confine delle labbra
deponendo ai miei piedi sottoterra un mazzo di rose
e una lacrima che scava dentro alle parole dell’epitaffio

se io muoio non piangere per me, prosegui a fare
ciò che facevo io e continuerò a vivere in te

non voglio il confino dentro al corpo della morte
non seriamente non seriamente l’eternità della notte
ci sono, dove? in ascolto?
sono sempre qui fuori e dentro di me
il paradiso semplicemente non è

oh, vicino a me stava la tua commossa ombra
oh, dentro di me è scavata la giovane tomba
che prende tutto oramai che prende il meglio
e il peggio di me come niente fosse
oh, vicino a me la tua mano e il tuo cuore sul mio

perché e per chi hai tagliato le tue lunghe chiome?

non seriamente non seriamente l’eternità dell’addio
tu però continua a vivere in me e io ci proverò
come posso a fare tutte le cose che ho amato in vita

non seriamente
non seriamente il corpo dell’addio – per dio!

non seriamente non per sempre
il corpo dell’addio – per dio!
se io muoio non piangere per me
ci sono, ma dove? chi mi ascolta?
io da solo, il paradiso però resiste in te

non seriamente non per sempre
il corpo dell’addio – per dio!
se io muoio non piangere per me
ci sono, ma dove? chi mi ascolta?
io so solo che il paradiso resiste in te

non seriamente non per sempre
il corpo dell’addio – per dio!
se io muoio non piangere per me
ci sono, ma dove? chi mi ascolta?
il paradiso resiste, resiste sempre in te

Camminerò i tuoi fianchi

Camminerò i tuoi dolci fianchi
Segnerò la morbidezza delle tue curve
Sognerò dentro ai tuoi occhi di stelle
un orizzonte più profondo
di quello che si profila davanti
ai nostri sguardi di ieri
– in questo universo
che pallido si fa
quando le mani si perdono
in giochi di ombre cinesi
E camminerò,
camminerò finché avrò tempo
e tu ne avrai per me
E volerò, con te volerò
sognando un domani migliore
grande quanto tutto l’amore,
straripante come le lacrime
nei tuoi occhi addormentati addosso a me

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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13 risposte a La bellezza delle donne. Antologico con 3 inediti

  1. Lady Nadia ha detto:

    Accidenti! Questa dedica non me l’aspettavo. Come mai? Per aver citato Penelope?
    Onorata Beppe anche se stavolta non ne comprendo il nesso.
    Inutile dire che le tue caratteristiche di pragmatismo e di dichiarata incomprensione sia artistica che personale ( così è emerso da questi versi, credo) sono quelle che ti rendono originale e, inutile dire e ridire che apprezzo il tuo stile, non per forza sono concorde col contenuto o meglio, quando leggo le tue poesie trovo un mio spazio di interpretazione ed è proprio questo che rende grande un autore.
    Ti auguro di ricongiungerti prestissimo con la tua Penelope, che magari, forse forse, ho intuito chi possa essere…
    E, in barba alla poesia, che è perfetta in note drammatiche, spero che tu possa ritrovare la serenità in questo ed altri ambiti.
    Io continuerò a credere nella leggenda, esattamente come un bambino ama le favole, perchè, a volte, esse si realizzano e spero che, questo sia già accaduto o possa accadere anche a te, almeno qualche volta!
    Io ti ho dato la mia sincera interpretazione, può darsi sbagliata, ma non credo ciò abbia importanza.
    Ciao!

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  2. Lady Nadia ha detto:

    Accidenti! Questa dedica non me l’aspettavo. Come mai? Per aver citato Penelope?
    Onorata Beppe anche se stavolta non ne comprendo il nesso.
    Inutile dire che le tue caratteristiche di pragmatismo e di dichiarata incomprensione sia artistica che personale ( così è emerso da questi versi, credo) sono quelle che ti rendono originale e, inutile dire e ridire che apprezzo il tuo stile, non per forza sono concorde col contenuto o meglio, quando leggo le tue poesie trovo un mio spazio di interpretazione ed è proprio questo che rende grande un autore.
    Ti auguro di ricongiungerti prestissimo con la tua Penelope, che magari, forse forse, ho intuito chi possa essere…
    E, in barba alla poesia, che è perfetta in note drammatiche, spero che tu possa ritrovare la serenità in questo ed altri ambiti.
    Io continuerò a credere nella leggenda, esattamente come un bambino ama le favole, perchè, a volte, esse si realizzano e spero che questo sia già accaduto o possa accadere anche a te, almeno qualche volta!
    Io ti ho dato la mia sincera interpretazione, può darsi sbagliata, ma non credo ciò abbia importanza.
    Ciao!

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cara Nadia, sorrido e rido anche: questa volta non ci hai proprio preso. 😉 “Penelope, Penelope” non vuol essere assolutamente una richiesta, un urlo, una preghiera. Nulla di tutto questo. Non è indirizzata a chi tu credi. Non è indirizzata a nessuno in particolare. Mi è stata ispirata dal tuo post: e per questa semplice ragione, in segno di gratitudine, l’ho a te dedicata, con amicizia e senza alcun secondo fine. Semplicemente ho ripensato all’Ulisse di Omero e adottando un registro per metà omerico e per metà coheniano ho scritto la poesia. Ammetto che è una poesia un po’ criptica: ma oramai, quando scrivo poesia, oggi, non adopero più registri facili, immediati. Non ha davvero le caratteristiche di una poesia d’amore. Tutto qui, nulla di più nulla di meno.

    Incomprensione artistica? ^_^ Ah ah ah, in una certa misura chiunque soffre di un po’ o tanta incomprensione, fa parte del gioco di creare arte e di darsi in pasto al pubblico. Ed è bene che così sia: non c’è niente che non vada in questo.

    Grazie, cara Nadia. La poesia qui e solo in segno di amicizia e stima, ispirata da quel tuo post, ma non si spinge oltre. Non è per una Penelope immaginata o reale. E’ invece vero che sono in cerca di una Penelope, ma di una Penelope nuova. Accadrà quando dovrà accadere. Sii tranquilla.

    Un abbraccio, cara sensibile amica

    beppe

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  4. Lady Nadia ha detto:

    … avrei giurato fosse proprio per quella Penelope là… comunque Beppe meglio così. Felice che la mitologia ti abbia ispirato di nuovo e che la freccia sia scoccata dalla storiella che ho postato. Un carissimo saluto.

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Fortuna che non hai giurato allora. ^_^ No, assolutamente no, non è per quella Penelope, tanto più che se così fosse stato l’avrei scritta e lasciata sul suo di diario. E in ogni caso non desidera più mie poesie, per cui non gliene scrivo più. 😉 Siamo solo dei semplici amici adesso. Dovrò scriverlo grosso come una casa su Fb che sono single. Solo che odio far diario. Uffa. Ma dovrò farlo.

    La poesia mi è stata ispirata dal tuo post e dalla mitologia, per cui ho pensato fosse bene dedicartela in segno di amicizia, ma ripeto, senza alcun secondo fine. Ci tengo a essere chiaro e trasparente. Se la cosa dovesse in qualche modo disturbarti, dimmelo pure e provvederò a rimuovere la dedica che è comunque un semplice attestato di amicizia e non altro.

    Un carissimo saluto a te, bravissima scrittrice Nadia

    Beppe

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  6. Rosy ha detto:

    Carissimi Beppe e Nadia, non è che mi offendo se citate il mio nome 🙂

    La scelta di non desiderare più poesie da parte di te Beppe, è per non ingannare prima di tutto i nostri sentimenti e di conseguenza neppure il pubblico.
    Vogliamo precisare che l’uscita del libro di Poesie, è maturata lo scorso anno per confermare fra di noi il bel ricordo che abbiamo vissuto ?!!
    Fra di noi cara Nadia, intendo fra me e Beppe, è rimasta una bella amicizia che non porterà nessun rancore fra noi. La mia scelta di non commentare sul diario di Beppe, è per renderlo slegato da qualsiasi cattiva interpretazione “se così si può definire”.

    V’abbraccio entrambi, sottolineando che sono presente anche senza ve ne accorgiate 🙂

    ciao Rosy

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  7. Lady Nadia ha detto:

    Caro Beppe nessun disturbo!

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  8. Lady Nadia ha detto:

    Grazie per il complimento e per la SCITTRICE ma aggiungerei ancora dilettante! sto studiando creativa e altre cose come una matta e leggendo poesie, leggendo poesie, leggendo poesie e mitologia varia. Ciao!

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  9. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Okay, allora citiamo il tuo nome: Rosy. Contenta? ^_^

    Una scelta tua in ogni caso. Le poesie potrei scriverle in veste di amico, perché amici siamo e non altro, però tu non le desideri per cui non le scrivo. Non ci sarebbe nessun inganno sentimentale, tanto più che, come avrei ben notato, qualche volta le poesie che scrivo sono dedicate a diverse donne, per amicizia. In ogni caso tu preferisci così e come disse Giuseppe Garibaldi “Obbedisco!”.

    “Fiore di passione” uscì a ridosso della nostra rottura: decidemmo di essere amici e basta. Le poesie sono però state scritte tutte in quel frangente breve in cui credevamo in noi. Di quel frangente è rimasto “Fiore di passione”, sperando rimanga per te un bel ricordo.

    La scelta di non commentare sul mio diario è tua, ma a mio avviso del tutto ingiustificata. A ogni modo non sono in cerca di consensi da parte di nessuno, nemmeno degli amici, per cui fa’ come credi. Mai obbligato nessuno a fare ciò che non si sente di fare.

    Un abbraccio a te, Rosy

    Beppe

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  10. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Per fortuna. ^^ E’ un mondo difficile. ^^ E le donne lo rendono più bello, certo che sì, ma anche più difficile. ah ah ah

    Un abbraccio, cara Nadia

    Beppe

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  11. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cara Nadia, chi scrive è di per sé scrittore o scrittrice. Dilettante dici? D’accordo, ma a mio avviso scrivi assai meglio di tanti che hanno già pubblicato facendo delle figure ben meschine. Pubblicare per pubblicare non significa niente: come ben saprai, ben meglio di me, in libreria arrivano libri impossibili. Sono stampati. D’accordo. E allora? I libri impossibili, giustamente, finiscono al macero o nei più fortunato dei casi nei remainders.

    Il talento ce l’hai e questo davvero non te lo può insegnare nessuna scuola di scrittura creativa. Leggere, questo sì, è il migliore è più costruttivo esercizio per qualsiasi scrittore. Leggere di tutto, immagazzinare, rielaborare.

    Un caro abbraccio.

    Beppe

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  12. Rosy ha detto:

    Credo di non essermi spiegata bene e chiedo scusa. Non è che mi fai contenta Beppe citando qui il mio nome, era per dire che non mi nascondo davanti a quella che era l’evidenza, indi per cui non vedo il motivo per il quale scrivere quella Penelope…!!!

    “Fiore di Passione” è stata una tua idea da me ben accolta, e proprio per questo motivo ti suggerii la foto per la copertina. Confermo che è rimasto per me un bel ricordo, e questo non ce lo siamo mai negati… ” se non quando tu batti in testa e quasi messo al rogo” 🙂

    La scelta di non commentare sempre il tuo diario, è dettata da un frangente che non ti va di capire… fosse per me commenterei, ma poi ti trovi costretto a pubblicare post come quello di oggi nel quale scrivi che sei single… come vedi il pubblico qualche perplessità l’ha avuta, e non a caso…

    Ad ogni modo, apprezzo la scrittura sia di Nadia che la tua, quindi a vois… scrivete che noi leggiamo…per me resta un piacere 🙂

    Ciao ad entrambi

    Rosy

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  13. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Per me è tutto più che chiaro e non c’è nessun motivo di dissidio davvero: siamo amici io e te, Rosy, e va bene così. Se altri non dovessero averlo ancora compreso, be’, cavoli loro. ^_^ Non posso farmi carico della stupidità che è sempre in circolo.

    Ho pubblicato quel post solo per dire che sono single. Qualcuno lo avrà capito che sono libero da legami, anche di cuore? Speriamo. Ma sinceramente di quello che gli altri possono pensare o no di me, della mia situazione sentimentale, me ne frega un emerito piffero. Sono al di là di simili stupidaggini.

    “Fiore di passione” rimane un bel ricordo: questo è. Ci abbiamo creduti entrambi ieri, oggi siamo amici.

    Ciao Rosy e buone vacanze

    Beppe

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